Che arroganza questi francesi: il rinvio del Tour con finale 20 settembre è un pasticcio per il calendario del ciclismo mondiale

Di Simone Gambino
Pubblicato il 14 Apr. 2020 alle 21:52 Aggiornato il 14 Apr. 2020 alle 21:53
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Credit: Ansa foto

Che arroganza questi francesi: il rinvio del Tour è un pasticcio per il calendario del ciclismo mondiale

Con l’arrogante disinvoltura, tipica di chi si sente al di sopra delle regole, l’Amaury Sport Organistion ha comunicato le nuove date del Tour de France 2020 che, Coronavirus permettendo, dovrebbe aver luogo da sabato 29 agosto a domenica 20 settembre. Poco importa che dal 14 agosto al 6 settembre fosse in programma la Vuelta Espana, organizzata anch’essa da ASO, e che, proprio nel giorno ora previsto per la conclusione della Grande Boucle, è fissata l’apertura dei Campionati mondiali in programma quest’anno nella Svizzera francofona.

Quanto avvenuto un mese fa con il posticipo di quattro mesi del Roland Garros, che ironia della sorte dovrebbe avere inizio proprio in coincidenza con la fine del Tour, si ripete per la corsa a tappe francese. In quel caso, gli organizzatori d’oltralpe pensarono bene di agire unilateralmente, senza consultarsi con gli altri tornei del Grande Slam ed infischiandosene dell’attività già programmata nel periodo di ricollocamento. Qui addirittura si presume l’aggiustamento del calendario dei mondiali alle necessità dell‘ASO.

Solitamente la settimana precedente alla manifestazione iridata viene lasciata libera da impegni per gli atleti. Diventa, quindi, spontaneo chiedersi se la nuova data del Tour de France causerà un posticipo della manifestazione iridata il cui clou, la corsa su strada élite, è attualmente fissato per domenica 27 settembre. Non ci sarebbe da sorprendersi se, a questo punto, il giorno più lungo del ciclismo mondiale slittasse a domenica 4 ottobre.

In tutto ciò, il Giro d’Italia, informalmente riprogrammato dal 3 al 25 ottobre, attende di sapere il suo destino. Per carità, un rinvio di una settimana, che porterebbe la corsa rosa a concludersi domenica 31 ottobre, non sarebbe la fine del mondo. Tuttavia, è il modus operandi dell’ASO, reminescente dello ius primae noctis feudale, a lasciare l’amaro in bocca.

Dopodomani, giovedì 16 aprile, l’UCI finalizzerà il nuovo calendario 2020 e, sulla base dell’annuncio odierno, è lecito attendersi di tutto, compreso il recupero delle tre classiche monumento non italiane (Giro delle Fiandre, Parigi – Roubaix e Liegi – Bastogne – Liegi) in contemporanea al Giro d’Italia.

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