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Manovra 2020, il governo verso l’invio del documento a Bruxelles

La maggioranza ha trovato l'intesa. Alle 21 il Consiglio dei ministri. Il testo programmatico di bilancio arriverà a Commissione Ue ed Eurogruppo

 

Manovra 2020, il governo verso l’invio del documento a Bruxelles

Una giornata decisiva verso la manovra economica 2020: oggi, martedì 15 ottobre 2019, intorno alle 23, si è riunito il Consiglio dei ministri per varare le linee guida della legge di Bilancio da approvare entro fine anno e per inviare a Bruxelles, alla Commissione Ue e all’Eurogruppo, il Documento Programmatico di Bilancio (il Draft Budgetary Plan).

Sul tavolo del governo sarebbe arrivato anche il testo della Legge di Bilancio e il decreto fiscale collegato.

Sono tanti i temi caldi nel cammino della manovra per il prossimo anno: l’esecutivo punta a ricavare risorse, oltre 7 miliardi di euro, dalla lotta all’evasione fiscale, e promette un taglio del cuneo fiscale. Ma è discusso per giorni anche dell’opportunità o meno di apportare modifiche a Quota 100 (qui tutte le misure circolate già ieri).

L’intesa sulla manovra 2020

La maggioranza ha trovato l’intesa dopo giorni di confronto. L’accordo tra Pd e M5S e altre forze della coalizione di governo prevede che sostanzialmente Quota 100 non cambierà e che, per quanto riguarda il taglio del cuneo fiscale, la riduzione della pressione fiscale sarà a vantaggio dei lavoratori.

Matteo Renzi ha comunque continuato ad attaccare anche oggi (nel corso del duello con Matteo Salvini a Porta a Porta) su Quota 100 e sull’abbassamento da 3mila a 1.000 euro del tetto all’uso del contante, una scelta su cui si scontra con il premier Conte. Il Movimento 5 Stelle ha ottenuto che le finestre per le pensioni anticipate non slittino e il Partito Democratico che i 3 miliardi di taglio del cuneo non vengano spalmati anche sulle imprese ma dati solo ai lavoratori.

Con la manovra 2020 poi arrivano anche il sì alla plastic tax e alla digital tax. E mentre viene abbandonata l’ipotesi di una tassa sulle Sim, aumenta quella sulla fortuna. Prevista poi una lotteria per chi paga con carta o bancomat, una lotteria con premi riservati tanto ai consumatori quanto ai negozianti.

Gualtieri: “L’Iva non aumenterà”

“Stiamo ancora lavorando agli ultimi dettagli, ma il quadro di fondo è definito. È stato difficile ma ci siamo riusciti, l’Iva non aumenterà, ci saranno più soldi in busta paga, più investimenti e un robusto pacchetto famiglia”, ha dichiarato nel corso della giornata il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, confermando il raggiungimento di un’intesa.

Di Maio: “Non ci saranno nuove tasse”

Sulla manovra 2020 è intervenuto anche il ministro degli Esteri e capo politico M5S Luigi Di Maio. Nella manovra “non ci saranno nuove tasse, nemmeno quelle sulle sim telefoniche”, ha scritto in un post su Facebook.

Il ministro ha anche elencato “11 miliardi in più per i prossimi tre anni” sull’ambiente, “mezzo miliardo” per l’assegno unico alle famiglie, l’abolizione del superticket sanitario, la difesa della Quota 100 che “resterà intatta”, l’anticipo di un anno della deducibilità Imu sui capannoni al 100 per cento al 2022, e il taglio del cuneo fiscale”.

“Sono alcuni dei risultati – ha scritto ancora Di Maio – che abbiamo ottenuto per questa legge di bilancio e per noi erano punti fermi. Vogliamo che l’Italia cresca e che torni ad essere protagonista. Il Movimento 5 Stelle non sta al governo per passare il tempo, ma per cambiare davvero il Paese”.

Quota 100

In mattinata il premier Giuseppe Conte su Quota 100 ha precisato che la misura “rimane, questo è l’ indirizzo politico”. “Vogliamo rivedere le misure ma conservarle”, ha precisato.

La Quota 100 per l’anticipo pensionistico “non si tocca” – ha confermato in giornata il sottosegretario all’Economia Pierpaolo Baretta – però, “al termine della sua naturale scadenza non la riconfermeremo. Il problema ci sarà dopo”, perché “dovremo discutere di che tipo di uscita dal lavoro realizzare”. La misura dura tre anni.

Manovra 2020, Quota 100 confermata

Tra le ipotesi su Quota 100 è circolata comunque l’ipotesi di una sorta di clausola di salvaguardia, un’alternativa a un intervento sulle finestre: secondo quanto trapelato, all’incontro al Mef sulla manovra ai sindacati sarebbe stata illustrata anche l’ipotesi di un meccanismo di blocco delle uscite in caso a metà anno si registri un flusso maggiore delle attese, per garantire comunque il conseguimento dei risparmi.

Ma sul tavolo sarebbero finiti anche altri due scenari: un allungamento di tre mesi delle attuali finestre, come già emerso o un allineamento a 9 mesi per tutti, pubblici e privati.

Taglio del cuneo fiscale

Per quanto riguarda poi il taglio del cuneo fiscale è stato confermato che alla riduzione delle tasse sul lavoro saranno destinati maggiori risorse di quante già indicate poche settimane fa nel Def, il Documento di Economia e Finanza (ecco cos’è).

Oggi il sottosegretario all’Economia Pierpaolo Baretta, intervenendo alla presentazione del rapporto dell’Adepp, l’Associazione degli Enti previdenziale privati e privatizzati, sugli investimenti, ha dichiarato che per la riduzione del cuneo fiscale “la cifra è di 3 miliardi”, e “le modalità tecniche per la distribuzione sono oggetto di un confronto con i sindacati, li abbiamo visti anche in queste ore: l’ipotesi è di allargare il limite reddituale per l’accesso al bonus degli 80 euro”, andando “un po’ più su dei 25mila euro annui”.

Lotta all’evasione fiscale

Beretta in giornata ha anche confermato il dato di 7 miliardi derivanti dalla lotta all’evasione fiscale. La cifra messa a bilancio, nella manovra economica, come somma da recuperare nell’ambito dell’evasione fiscale, è “realistica”, ha detto il sottosegretario all’Economia.

Beretta ha spiegato che l’introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica tra privati, dal primo gennaio 2019, “sta dando già risultati importanti”. Il sottosegretario in mattinata ha anche annunciato la volontà di incontrare le Casse pensionistiche “subito dopo l’approvazione della Legge di Bilancio, dateci una quindicina di giorni”, per discutere, tra l’altro, del regolamento sugli investimenti del settore, di cui si attende l’emanazione dal ministero dell’Economia dal 2011.

Nessuna tassa sulle sim

Negli ultimi giorni era spuntata l’ipotesi di una tassa sulle schede dei telefonini, sulle sim ricaricabili. L’assenza di modifiche, anche per quanto riguarda le finestre, a quota 100 e nessuna tassa sulle sim sono punti sui quali il M5S si ritiene soddisfatto. “Puntiamo ad una manovra per la crescita e per l’aumento dei posti di lavoro”, hanno spiegato fonti pentastellate.

Il vertice a Palazzo Chigi sulla manovra 2020 prima del Cdm

In mattinata si è svolto un vertice a Palazzo Chigi sulla manovra in vista del Cdm previsto in serata per varare la Legge di Bilancio. “Quota 100 rimane, questo è l’indirizzo politico”, ha
chiarito il presidente del Consiglio Giuseppe Conte secondo il quale “far quadrare i conti è sempre difficile per tutti”. Ma questa sera – ha continuato il premier – “il Consiglio dei ministri approverà la manovra complessa a cui stiamo lavorando”.

Luigi Marattin, di Italia Viva, intanto, assicurava che non ci sarebbe stata nessuna barricata su quota 100, ma ribadiva la necessità di uno stop immediato alla misura per evitare “che si crei il burrone Salvini”.

Cos’è il Dpb, il Documento Programmatico di Bilancio da inviare a Bruxelles

Il Documento Programmatico di Bilancio, introdotto da un regolamento Ue del 2013, è un documento del governo che contiene le linee guida, l’ossatura della manovra economica. Entro il 15 ottobre di ogni anno, gli Stati membri devono inviarlo a Commissione Ue e all’Eurogruppo, per rendere pubblici “il progetto di bilancio dell’amministrazione centrale per l’anno successivo e i parametri principali dei progetti di bilancio di tutti gli altri sottosettori delle amministrazioni pubbliche”.

Il Dpb rappresenta dunque la base della Legge di Bilancio, contiene un obiettivo di saldo di bilancio e proiezioni delle entrate e delle spese.

Si tratta di un passaggio fondamentale verso la manovra. La Legge di Bilancio vera e propria va varata dal governo entro il 20 ottobre. Il Consiglio dei Ministri approva un disegno di legge con l’articolato dettagliato delle misure e relative coperture, da inviare al Parlamento.

Dopo il via libera al ddl possono arrivare dall’Ue delle bocciature immediate entro fine ottobre. Entro la fine di novembre Bruxelles deve pubblicare il suo giudizio, indicando l’eventuale necessità correggere l’impostazione della manovra. Il via libera in Parlamento alla manovra arriva infine entro il 31 dicembre.

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