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Home » Esteri

Siria, scontro Trump-Erdogan sull’attacco della Turchia: attentato alla prigione Isis a Hasake

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Gli ultimi aggiornamenti sull'intervento militare e le reazioni politiche

Siria Turchia, attacco ai curdi: le ultime notizie

A tre giorni dall’inizio dell’offensiva della Turchia nel nord della Siria, il presidente statunitense Donald Trump avverte Recep Tayyip Erdogan: “Fermi la guerra”. Ma il presidente turco replica: “Avanti nonostante le minacce”. Sono oltre 300 i curdi uccisi nei raid turchi, mentre 100mila sono i civili in fuga dall’inizio dell’attacco.

Intanto i curdi fanno sapere che 5 miliziani dell’Isis sono fuggiti dopo il raid turco in un carcere e cresce quindi la preoccupazione sui miliziani stranieri dell’Isis (i cosidetti foreign fighters) che sono prigionieri dei curdi ma che potrebbero tornare in libertà a seguito dell’attacco della Turchia.

Qui le ultime notizie, il bollettino, di sabato 12 ottobre 2019.

ATTACCO DELLA TURCHIA AI CURDI IN SIRIA: IL BOLLETTINO

ore 15,00 – Attentato alla prigione Isis a Hasake. Una prigione dove sono detenuti centinaia di miliziani dell’Isis è stata presa di mira oggi nel nord-est della Siria da un attentato dinamitardo. Lo riferiscono fonti locali precisando che un’autobomba è esplosa vicino al carcere centrale di Hasake, capoluogo della regione nord-orientale siriana. Non è chiaro se l’attentato ha danneggiato il penitenziario dove si trovano centinaia di miliziani jihadisti. Ieri, le forze curde avevano affermato che 5 membri dell’Isis erano fuggiti dopo che un carcere di Qamishli, a nord di Hasake, colpito da raid turchi.

ore 14,20 – Putin: “Via tutte le truppe straniere dalla Siria”. Tutte le truppe straniere presenti “illegalmente” in Siria devono andare via. A dirlo è il presidente russo Vladimir Putin. “Se il futuro legittimo governo della Siria dovesse dire che non ha bisogno che le truppe russe siano presenti lì, questo riguarderebbe anche la Russia”, ha aggiunto Putin citato dall’agenzia Tass.

ore 12,04  – Ankara: “Ras Al-Ayn strappata ai curdi”. Le forze turche hanno conquistato la città di Ras Al-Ayn, nel nord-est della Siria, strappandola ai curdi. A riferire la notizia è il ministero della Difesa di Ankara in un comunicato. “Al termine delle operazioni coronate con successo nell’ambito dell’offensiva ‘Fonte di pace’, la città di Ras Al-Ayn situata all’est dell’Eufrate è passata sotto il nostro controllo”, si legge nella nota.

ore 11,35 – Salvini: “Stop definitivo all’ingresso della Turchia in Ue”. Matteo Salvini chiede che sia dato lo stop definitivo all’ingesso della Turchia in Ue. “Chiedo che venga annullato definitivamente ogni finanziamento e ogni ipotesi d’ingresso, presente e futuro, della Turchia in Europa”, ha detto il segretario della Lega a margine di un’iniziativa a Perugia per le elezioni regionali in Umbria. “Sta portando avanti un’azione criminale nel silenzio generale”, ha aggiunto. (Qui l’articolo completo).

ore 10,50 – Attacco ai curdi, anche i Paesi Bassi sospendono la vendita di armi alla Turchia. Il vicepremier olandese Hugo de Jonge ha annunciato che i Paesi Bassi hanno deciso di sospendere le esportazioni di armi verso la Turchia finché proseguiranno gli attacchi di Erdogan nel nord della Siria. Qui la lista completa dei paesi che hanno sospeso l’export di armamenti.

ore 7,37 – Siria, evacuata postazione Usa dopo il bombardamento della Turchia. È stata temporaneamente evacuata la postazione statunitense del nord est della Siria, nei pressi della città di Kobane, finita sotto il fuoco di artiglieria della Turchia, con un’esplosione a poche centinaia di metri da dove si trovavano i militari. Un funzionario del Pentagono ha rivelato che le truppe hanno lasciato l’avamposto dopo l’esplosione causata dalla Turchia e che Ankara sapevano che nell’area c’erano truppe americane. Il Pentagono ha messo in guardia la Turchia dall’evitare azioni che possano tradursi in una immediata azione di difesa americana.

Cosa è successo ieri

Ieri le forze turche impegnate nell’offensiva contro i curdi nel nord della Siria avrebbero bombardato per sbaglio le truppe statunitensi impegnate nell’area. L’attacco, avvenuto nei pressi della città di Kobane, non avrebbe comunque provocato feriti (Qui l’articolo completo).

L’offensiva turca nel nord-est della Siria è penetrata sino a 8 chilometri dal lato di Tal Abyd e a 4 da quello di Ras al Ayn, le due località di frontiera da cui è partito l’incursione di Ankara, secondo quanto riferito dal vicepresidente turco Fuat Oktay.

Le forze aeree turche hanno bombardato una chiesa nel villaggio di Tall Jihan, nel nord della Siria, a pochi chilometri dal confine turco, come confermato all’agenzia di stampa Agi dall’ex sindaco di Kobane e attuale presidente della Federazione della Siria del Nord, Anwar Muslem. Secondo Ankara i “terroristi neutralizzati” sono 342.

Stati Uniti e Europa si sono detti pronti ora a “severe sanzioni” contro la Turchia. Per quanto riguarda la posizione dell’Italia, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha dichiarato: “Ankara si fermi, la Ue non accetti ricatti”, mentre il capo dello Stato Sergio Mattarella parla di un’Europa “priva di una influenza sostanziale in politica estera”.

Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, che giovedì ha convocato l’ambasciatore turco alla Farnesina, ha dichiarato: “Credo che l’azione turca sia inaccettabile perché unilaterale. Sono contento che anche gli Usa chiedano alla Turchia di fermarsi, per me l’Europa deve reagire con una sola voce e questa non può prevedere di continuare a elargire ulteriori risorse alla Turchia senza pretendere un comportamento corretto dal punto di vista istituzionale”.

Dal canto suo, l’ambasciatore di Turchia in Italia, Murat Salim Esenli, in conferenza stampa all’ambasciata a Roma ha criticato il nostro Paese. “Siamo scioccati e delusi dalle dichiarazioni del governo italiano”, perché “non è ciò che ci aspettiamo da un alleato” e “lo siamo egualmente per altri Paesi alleati”, ha detto.

Il leader della Lega Matteo Salvini ha chiesto di “Sospendere immediatamente ogni forma di finanziamento, italiano ed europeo, alla Turchia. Noi, a differenza di Conte e Di Maio, non vogliamo essere complici delle stragi di Erdogan”, ha detto.

Gli approfondimenti di TPI sul tema:

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