Attentato Strasburgo: giovane giornalista italiano tra le vittime

Di Clarissa Valia
Pubblicato il 11 Dic. 2018 alle 23:28 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 23:49
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Immagine di copertina
Credit: Jean-Christophe VERHAEGEN / AFP

C’è anche un giovane giornalista italiano, Antonio Megalizzi (chi è), tra le vittime dell’attentato ai mercatini di Natale di Strasburgo. Megalizzi, 28 anni, è morto venerdì 14 dicembre, tre giorni dopo l’attacco.

Megalizzi, 28 anni, originario di Trento, era in coma – “in condizioni disperate” – nel reparto rianimazione dell’ospedale accademico di Hautepierre nella periferia della città francese. Era stato lanciato un appello per cercare luminari che potessero operarlo.

Si tratta di un cronista radiofonico di Europhonica, emittente che fa parte del network delle radio universitarie.

A dare notizia del coinvolgimento nell’attentato del giovane giornalista era stato Brando Benifei, europarlamentare Pd che è stato informato dalla redazione dove il giornalista lavora e sul suo profilo Facebook ha scritto: “Ho notizia purtroppo di un giovane giornalista radiofonico italiano che conosco fra i feriti, spero non grave”.

Antonio Megalizzi, 28 anni, è originario di Trento. Ha studiato all’Università di Verona prima e all’European and International Studies di Trento poi.

Dopo diverse esperienze lavorative in radio, approda a Europhonica, il progetto internazionale promosso da RadUni (la associazione italiana operatori radiofonici universitari) insieme alle radio universitarie di altri paesi (Francia, Spagna, Portogallo e Germania).

La radio, per cui Megalizzi è stato selezionato per formare la prima redazione europea, si pone l’obiettivo di raccontare l’Europa attraverso la voce degli studenti universitari. Quando si tiene la plenaria del Parlamento europea, una volta al mese, Europhonica trasmette in diretta da Strasburgo.

L’attentato di Strasburgo

Un uomo – poi identificato come Cherif Chekatt – ha aperto il fuoco in un mercatino di Natale al centro di Strasburgo, nell’est della Francia, intorno alle ore 20 dell’11 dicembre 2018. Prima di sparare avrebbe gridato “Allah Akbar”.

Due giorni dopo l’attentatore è stato ucciso dalla polizia e poco dopo l’Isis ha rivendicato l’attacco. Il bilancio dell’attacco è di 5 morti e 11 feriti.

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