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Home » Esteri

Il figlio muore a 23 anni, la mamma decide di ricorrere al suicidio assistito: “Senza di lui non esisto”

Immagine di copertina
Credit: AGF

Wendy Duffy ha deciso di porre fine alla sua vita in Svizzera

Ha deciso di porre fine alla sua vita attraverso il suicidio assistito dopo la morte del figlio, avvenuta quando il ragazzo aveva appena 23 anni. È la scioccante storia di Wendy Duffy, che ha deciso di recarsi in Svizzera per mettere fine alla sua esistenza. Un caso che ha scosso il Regno Unito e che ha riaperto il dibattito sul suicidio assistito in Inghilterra, il cui disegno di legge è bloccato al Parlamento. La donna non è malata terminale ed è in ottime condizioni di salute, ma ha perso la voglia di vivere da quando suo figlio è morto. La vicenda risale al 2021 quando Marcus, 23 anni, torna a casa ubriaco e si prepara un panino al formaggio. Mentre mangia si addormenta sul divano, un pezzo si incastra nella trachea. Wendy si accorge di quello che è accaduto solamente dieci minuti dopo: il figlio, violaceo, viene ricoverato in condizioni gravissime. Viene dichiara la morte cerebrale e, cinque giorni dopo, vengono staccate le macchine che lo tenevano in vita.

Da quel momento anche la donna è “morta dentro”, “ormai non mi interessa più nulla”. Tenta il suicidio con un’overdose di farmaci: “Ho pensato a un gesto clamoroso, ma poi ho mi son detto che non volevo creare casini ai miei parenti”. Poi, decide di ricorrere al suicidio assistito. Si rivolge alla clinica Pegasus, che ha regole meno stringenti rispetto ad altre che accettano solamente malati terminali, pagando 10mila sterline. “Ho avvertito i miei parenti, le mie quattro sorelle, i miei due fratelli e gli amici – racconta la donna al Daily Mail – Ho sistemato casa e scelto anche la canzone di sottofondo quando morirò, ossia Die With A Smile cantata da Lady Gaga e Bruno Mars perché avrò proprio un sorriso quando me ne andrò per sempre. È la mia scelta. È la mia vita”.

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