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Home » Esteri

Aveva scommesso sulla caduta di Maduro subito prima del raid: arrestato un soldato delle forze speciali Usa

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Nicolás Maduro e la moglie Cilia Flores arrivano in manette a New York il 5 gennaio 2026. Credit: ZUMAPRESS.com / AGF

Un militare statunitense, coinvolto nel sequestro dell'ex presidente del Venezuela ordinato da Donald Trump, aveva vinto oltre 400mila dollari su Polymarket. Ma ora rischia fino a 60 anni di carcere

Un soldato delle forze speciali degli Stati Uniti, coinvolto nel sequestro dell’ex presidente del Venezuela Nicolás Maduro ordinato da Donald Trump, è stato arrestato e incriminato per aver scommesso sull’operazione, ricavandone un profitto di oltre 400mila dollari, che ora potrebbe costargli fino a 60 anni di carcere.
Il sergente maggiore Gannon Ken Van Dyke, secondo l’atto d’accusa reso pubblico ieri dalla Corte distrettuale meridionale di New York e citato in una nota diramata dal dipartimento di Giustizia Usa, aveva aperto a fine dicembre un conto su Polymarket, uno dei principali mercati predittivi del mondo basati su criptovalute. Qui aveva puntato circa 32mila dollari sulla destituzione di Maduro entro gennaio. Una scommessa considerata all’epoca piuttosto azzardata, ma non per un militare delle forze speciali degli Stati Uniti di stanza a Fort Bragg, coinvolto nella pianificazione e nell’esecuzione dell’Operazione Absolute Resolve e che aveva accesso a informazioni classificate.
L’uomo, secondo l’accusa, avrebbe effettuato 13 scommesse tra il 27 dicembre e il 2 gennaio, l’ultima appena poche ore prima del sequestro di Maduro. Alle prime ore del 3 gennaio infatti l’esercito statunitense lanciò un’operazione segreta che portò al sequestro di Maduro e di sua moglie Cilia Flores dal palazzo presidenziale di Caracas a New York, dove entrambi sono finiti sotto processo per traffico di droga, accusa per cui l’ex presidente venezuelano si è dichiarato non colpevole.
Un’operazione a cui avrebbe partecipato anche Van Dyke. Subito dopo infatti, secondo i documenti depositati in tribunale, sarebbe stato fotografato su “quello che sembra essere il ponte di una nave in mare, all’alba, con indosso una divisa militare statunitense e un fucile, in piedi accanto ad altri tre individui anch’essi in divisa”. In totale, il militare avrebbe incassato dalle sue scommesse almeno 409mila dollari, depositati prima su un conto estero denominato in criptovalute e poi su un fondo di intermediazione online, nel tentativo di occultarne la provenienza.
Il 38enne, originario di Fayetteville in Carolina del Nord, rischia di passare il resto della vita in carcere. “È accusato”, ha fatto sapere il dipartimento di Giustizia Usa, “di tre capi d’imputazione per violazione del Commodity Exchange Act, ognuno dei quali prevede una pena massima di 10 anni di reclusione; un capo d’imputazione per frode telematica, che prevede una pena massima di 20 anni di reclusione; e un capo d’imputazione per transazione monetaria illecita, che prevede una pena massima di 10 anni di reclusione”.
Ma oltre alle accuse penali, il soldato dovrà affrontare anche una causa di risarcimento intentata ieri contro di lui dalla Commodity Futures Trading Commission che chiede un indennizzo per i danni causati, la restituzione dei profitti illeciti e l’imposizione di sanzioni pecuniarie contro Van Dyke.
“Coloro a cui è affidata la salvaguardia dei segreti della nostra nazione hanno il dovere di proteggerli e di tutelare i membri delle nostre forze armate e di non utilizzare tali informazioni per ottenere vantaggi finanziari personali”, ha commentato Jay Clayton, procuratore degli Stati Uniti per il distretto meridionale di New York.
“Quando abbiamo identificato un utente che effettuava transazioni utilizzando informazioni governative classificate, abbiamo segnalato la questione al dipartimento di Giustizia e collaborato con le loro indagini”, hanno fatto sapere in una nota diramata sui social da Polymarket. “L’insider trading non ha posto su Polymarket. L’arresto di oggi è la prova che il sistema funziona”.

LEGGI ANCHE: [L’ex ministro venezuelano del Petrolio ai tempi di Chávez, Rafael Darío Ramírez, a TPI: “Con Trump il Venezuela torna indietro di 70 anni”]
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