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Home » Esteri

DeepSeek presenta in Cina il nuovo programma di intelligenza artificiale V4

Immagine di copertina
ZUMAPRESS.com / AGF

L'ultimo modello può elaborare anche immagini e video, oltre a centinaia di pagine di testo contemporaneamente. Ma la novità più importante, annunciata dalla startup, è la possibilità di funzionare con i soli chip prodotti da Huawei

La startup cinese DeepSeek ha lanciato oggi, venerdì 24 aprile 2026, il suo nuovo modello di intelligenza artificiale. L’atteso programma DeepSeek-V4, considerato uno dei sistemi di IA più potenti al mondo, ora in grado di elaborare anche immagini e video.
Il lancio di R1, il primo chatbot di DeepSeek, nel gennaio del 2025 scatenò un effetto dirompente sui mercati finanziari. L’addestramento del modello, a dire del fondatore della startup cinese Liang Wenfeng, era costato appena sei milioni di dollari. Al confronto, i programmi dei suoi principali rivali statunitensi come OpenAI e Google avevano richiesto qualche miliardo di investimenti.
Allora Wall Street perse 750 miliardi di dollari di capitalizzazione in pochi giorni e le azioni di un gigante come Nvidia persero in una sola seduta il 17%, pari a 590 miliardi di dollari, forse il più grande crollo in un singolo giorno nella storia della borsa statunitense.
Motivo per cui il settore ha seguito con attenzione il rilascio di DeepSeek-V4, la nuova versione del modello di IA cinese, capace di elaborare centinaia di pagine di testo contemporaneamente. Fino ad ora solo Gemini, l’intelligenza artificiale di Google, era in grado di gestire query di tale portata. DeepSeek vanta lo sviluppo di un processo più veloce ed economico rispetto a quelli necessari ai modelli di OpenAI, Anthropic o Google.
Non solo: per la prima volta, il nuovo programma di intelligenza artificiale sarebbe in grado di funzionare anche con i chip prodotti dall’azienda cinese Huawei e non solo da quelli di Nvidia. Un’informazione che, se confermata, rappresenterebbe una grave battuta d’arresto per il settore tecnologico statunitense e non solo. Anche perché l’amministrazione del presidente Donald Trump ha fatto tutto il possibile per impedire a Pechino di accedere ai chip più potenti.
Non a caso ieri la Casa bianca ha accusato la Cina, senza menzionare direttamente DeepSeek, di condurre  campagne “su scala industriale” per copiare clandestinamente i modelli di intelligenza artificiale sviluppati negli Usa. Un’accusa respinta al mittente da Pechino con il portavoce del ministero degli Esteri della Repubblica popolare, Guo Jiakun, che le ha definite “completamente infondate” e frutto di “una campagna diffamatoria contro i risultati ottenuti dall’industria cinese dell’intelligenza artificiale”.

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