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Vaccino Covid, come e quando lo faremo? I piani delle Regioni

Di Antonio Scali
Pubblicato il 2 Gen. 2021 alle 09:51 Aggiornato il 2 Gen. 2021 alle 10:10
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Con il V-Day del 27 dicembre scorso in tutta Europa, Italia compresa, è ufficialmente partita la campagna vaccinale anti-Covid. Rispetto ad altri Paesi come la Germania, il nostro Paese è piuttosto indietro, con ancora poche dosi somministrate. Molti in questi giorni si stanno chiedendo quando sarà possibile fare il vaccino e come prenotarsi.

Cerchiamo di chiarire i vari dubbi ricordando che il vaccino non è obbligatorio (ma comunque fortemente consigliato) ed è gratuito. Nella prima fase della campagna è stata data precedenza a operatori sanitari e sociosanitari, personale e ospiti dei presidi sanitari per anziani (quasi due milioni di persone), successivamente saranno coinvolti cittadini di età superiore a 80 anni, in Italia 4.442.000, più la popolazione con almeno una patologia cronica (7 milioni circa).

Il programma nazionale, che poi verrà declinato dalle varie Regioni, dipenderà anche da quali vaccini avremo a disposizione nei prossimi mesi e dalla loro modalità di somministrazione  (-70° Pfizer-Biontech, -2/8° Moderna). La seconda fase della campagna vaccinale partirà non prima di marzo. Per quanto riguarda le modalità di somministrazione, sarà necessario un lavoro di squadra che coinvolgerà anche i medici di famiglia.

Ogni Regione d’Italia ha libertà decisionale in merito alla programmazione delle varie fasi del vaccino per il Covid: dall’ordine delle priorità alle modalità di prenotazione. Il Lazio, qualora sia pronto il vaccino AstraZeneca, punta a coinvolgere anche le farmacie per un totale di 6 mila punti di somministrazione. In Lombardia la fase 2 è in programmazione. L’invito a vaccinarsi, come riporta il Corriere della Sera, potrebbe arrivare per sms. Si richiede la conferma del codice fiscale e l’adesione. All’identificazione degli anziani potrebbero adoperarsi anche i Comuni, attraverso i figli e la famiglia.

In Campania potrebbe funzionare con la stessa piattaforma utilizzata per la prenotazione dei tamponi, ma ci sarà anche una “chiamata attiva” da parte di Asl e medici di famiglia. Le persone che non possono uscire di casa saranno vaccinate a domicilio. In Veneto invece si valuta l’ipotesi di vaccinarsi nei drive-in. Il vaccino verrà offerto attivamente alla popolazione per chiamata. I cittadini saranno avvisati per lettera spedita con Poste. Non è da escludere, però, che con l’avanzare del piano vaccinazioni il governo predisponga una app unica per la prenotazione del vaccino su tutto il territorio nazionale.

In primis dunque verranno vaccinate le fasce di popolazione più a rischio, solo successivamente tutti gli altri. Ma le Regioni non hanno ancora ricevuto ulteriori dettagli sull’eventuale precedenza ad altre categorie, come insegnanti o forze dell’ordine. Per uscire fuori dall’incubo della pandemia sarà necessario raggiungere l’immunità di gregge. Per farlo dovrà essere vaccinato il 70-80% della popolazione.

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