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Vaccino Covid, con l’ordine extra delle dosi Pfizer la Germania ha violato le regole Ue?

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 30 Dic. 2020 alle 10:53 Aggiornato il 30 Dic. 2020 alle 10:55
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Immagine di copertina

A 48 ore dall’avvio della campagna di vaccinazione in Germania, 42.000 persone hanno ricevuto la prima dose del vaccino anti Covid di BioNTech-Pfizer. Lo ha annunciato il Robert Koch Institut, che da ora in avanti, oltre al numero dei nuovi contagi e decessi, comunicherà ogni giorno anche questo dato. Le seconde dosi inizieranno a essere somministrate tra circa 3 settimane.

Mentre la Commissione europea annuncia un’opzione di acquisto di 100 milioni di nuove dosi del vaccino BioNTech-Pfizer, non si placa la discussione sulla decisione del governo tedesco di opzionare 30 milioni di dosi extra dello stesso vaccino.

Dietro la decisione della Germania ci sarebbe la preoccupazione del governo federale di avere a disposizione la quantità di vaccini necessaria a riportare sotto controllo la pandemia entro il prossimo autunno. Secondo i dirigenti di Berlino, questo non sarebbe possibile in base agli accordi conclusi dall’Unione Europea a nome dei 27 Paesi membri con le case farmaceutiche che hanno sviluppato o stanno sviluppando il vaccino anti Covid.

Rispetto ai timori generalizzati, va detto che le dosi extra non mettono in alcun modo in discussione il meccanismo comune gestito dalla Commissione, tantomeno ne indeboliscono la forza negoziale di fronte all’industria farmaceutica. Ma soprattutto perché gli acquisti “nazionali” del vaccino anti-Covid sono previsti dall’accordo-quadro dell’Unione europea. Lo fa notare, rispondendo ad una domanda dell’Agi, il ministero alla Sanità tedesco.

Una portavoce del dicastero della Salute tedesco guidato da Jens Spahn ha precisato la posizione di Berlino: “Parallelamente alla decisione di promuovere le aziende tedesche nella ricerca per un nuovo vaccino, sono state permesse anche distribuzioni nazionali. Con i partner europei l’intesa è che abbiano priorità le distribuzioni derivanti dai contratti europei”.

A confermarlo è la stessa Commissione europea, che in una dichiarazione all’Agi ha spiegato che nella distribuzione “sono possibili aggiustamenti tra gli Stati membri in base alle loro necessità e richieste” dal momento che alcuni di loro, come appunto la Germania, potrebbero essere interessati ad avere un maggior numero di dosi.

Il “cuore della strategia” vaccinale nell’Ue, spiega ancora il portavoce della Commissione, è quello di mantenere “un approccio unito” e che la distribuzione avvenga basandosi sulla dimensione delle rispettive popolazioni: pertanto, “la distribuzione avverrà nell’ambito degli accordi di acquisto anticipato”. Il piano è chiaro: l’intesa raggiunta “ha riservato 200 milioni di dosi ai cittadini europei” e offre adesso “un’opzione per acquistare fino a 100 milioni di dosi facoltative”, come annunciato oggi da Bruxelles.

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