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Firenze: “Positivo al Covid e in isolamento, non potrò fare i test di Medicina”

Di Marta Vigneri
Pubblicato il 3 Set. 2020 alle 19:44 Aggiornato il 3 Set. 2020 alle 19:50
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Immagine di copertina

Studente in isolamento per il Covid escluso dai test di medicina

Emiliano ha 20 anni e oggi avrebbe dovuto sostenere i test per entrare nella facoltà di Medicina, a Firenze, ma l’isolamento causato dal Covid-19 non gli ha permesso di recarsi all’Università, che non ha messo a disposizione una piattaforma online per chi si trova in quarantena. E dal 13 agosto Emiliano vive in una delle strutture sanitarie allestite dalla Regione Toscana per chi è risultato positivo al Coronavirus, o ha avuto contatti con contagiati, e sta aspettando il doppio tampone negativo. La storia, raccolta da Repubblica, mostra come le istituzioni non abbiano lontanamente pensato a chi si trova nella stessa situazione di Emiliano, e cioè a coloro che si apprestano ad affrontare le selezioni per l’Università in tempi di pandemia, dopo l’ultimo semestre di scuola trascorso in casa.

Emiliano non sa dove ha contratto il virus, forse quando era in vacanza durante i primi giorni di agosto: i sintomi sono arrivati l’11. Ma il contagio non gli è costato solo il resto dell’estate, bensì la possibilità di accedere alle facoltà a cui gli sarebbe piaciuto iscriversi. E ora rischia di perdere l’intero anno, pur sentendosi bene e essendo in grado di studiare. “Che il governo, il ministero dell’Università e le istituzioni non abbiano messo in campo delle soluzioni alternative per permettere ai ragazzi contagiati come me di poter sostenere l’esame di ammissione, con tanti mesi di convivenza con il virus alle spalle, è inammissibile“, ha spiegato al quotidiano. “Era una situazione altamente prevedibile, eppure non è stato fatto nulla”.

Emiliano ha anche provato a parlare direttamente con l’Università, ma lo staff gli ha detto che “essendo positivo e in isolamento” non può proprio effettuare il test “perché né loro né il ministero dell’Università hanno predisposto una modalità alternativa”, ha spiegato lo studente. “Tutto ciò mi fa sentire un po’ discriminato ed emarginato. E sono in tanti a essere nella mia stessa situazione. Sono in contatto con alcuni di loro. Ci scriviamo e ci confrontiamo per capire come poter non perdere questa occasione”, ha concluso Emiliano.

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