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Omicidio Sacchi: secondo gli inquirenti Luca sarebbe stato coinvolto nell’acquisto della droga da Anastasiya

Gli investigatori sono convinti che la vittima avesse un ruolo, seppur marginale, nella vicenda architettata dalla sua fidanzata e dall'amico del liceo Giovanni Princi

Di Niccolò Di Francesco
Pubblicato il 12 Dic. 2019 alle 07:02 Aggiornato il 12 Dic. 2019 alle 07:17
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Immagine di copertina

Omicidio Sacchi: Luca coinvolto nell’acquisto della droga da Anastasiya

Luca è stato coinvolto nell’acquisto della droga da Anastasiya: è la convinzione degli inquirenti che indagano sull’omicidio Sacchi.

Una delle domande rimaste ancora senza risposta, infatti, è che ruolo avesse avuto Luca Sacchi (qui il suo profilo) nella vicenda, ovvero se fosse consapevole che la sera in cui è stato ferito mortalmente davanti al pub John Cabot, nel quartiere Appio Latino a Roma, la sua fidanzata Anastasiya (qui il suo profilo) e il suo amico di liceo Giovanni Princi stessero trattando per l’acquisto di 15 kg di droga per il valore di 70mila euro.

La risposta, secondo gli investigatori, è che Luca Sacchi sapesse della trattativa e che avesse un ruolo nella vicenda, seppur minore rispetto agli altri protagonisti della storia.

Secondo gli inquirenti, il personal trainer 24enne sarebbe stato persuaso soprattutto dalla fidanzata Anastasiya e, in seconda battuta, dall’amico Giovanni Princi, quello che è considerato il vero regista dell’operazione.

La famiglia Sacchi ha sempre difeso il figlio, dicendosi convinta che Luca fosse all’oscuro delle trame architettate da Anastasiya e Princi.

Tuttavia, gli stessi genitori, ascoltati dagli investigatori lo scorso 6 dicembre, hanno ammesso che qualcosa di strano ultimamente avevano fiutato, soprattutto nell’atteggiamento di Anastasiya.

A partire da questa estate, infatti, l’atteggiamento della baby sitter di origine ucraina era cambiato: nonostante i quasi 5 anni di fidanzamento, infatti, la ragazza sembrava improvvisamente un’altra persona. I genitori di Luca avrebbero avvertito il figlio di tenere gli occhi aperti, ma il personal trainer non avrebbe ascoltato i segnali d’allarme lanciati dai suoi genitori.

Mentre la posizione di Anastasiya si aggrava sempre di più in seguito alla testimonianza dell’amico della vittima, Domenico Costanzo Munoz, il quale avrebbe confermato un ruolo di primo piano nella vicenda della giovane, il killer di Luca Sacchi, Valerio Del Grosso, non riuscirebbe a darsi pace per il delitto del giovane.

Secondo quanto riferito da Il Messaggero, infatti, il pusher ripete senza sosta di essersi pentito. In isolamento da 50 giorni, l’assassino di Luca Sacchi legge i Vangeli e prega. Tuttavia, fino ad ora, il giovane ha scelto il silenzio, senza raccontare mai con precisione ciò che è successo la sera del 23 ottobre.

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