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Discoteche chiuse, ricorso al Tar dei gestori dei locali: “Non siamo il capro espiatorio”

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 17 Ago. 2020 alle 18:53
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Immagine di copertina

L’ordinanza firmata nella giornata di domenica 16 agosto dal ministro della Salute Roberto Speranza e in vigore a partire da oggi vieta le “attività del ballo che abbiano luogo in discoteche, sale da ballo e locali assimilati”. A poche ore dalla decisione del governo, il Silb, l’associazione delle imprese dell’intrattenimento da ballo e spettacolo, decide di ribellarsi e di procedere con il ricorso al Tar del Lazio per contrastare la misura restrittiva imposta ai locali

“Non ci stiamo a fare il capro espiatorio”. Il presidente Silb, Maurizio Pasca è polemico sull’ordinanza: “Hanno colpito noi, quando la movida è anche al di fuori dei locali. Si guardi che succede negli stabilimenti balneari e sulle spiagge – dice Pasca – è evidente che il problema non sono i locali da ballo”.

Come riporta Repubblica, domani dovrebbe tenersi un incontro tra il Silb e il ministro dello Sviluppo economico, Patuanelli. “Chiederemo al ministro dove pensa che si riunirà adesso chi andava in discoteca, da sempre la nostra associazione si batte contro l’abusivismo e con questa norma invece lo si incentiva”, dice Pasca.

“Avevamo detto subito che far rispettare le norme del distanziamento sarebbe stato complicato – continua Pasca – e proprio per questo il 10 per cento dei nostri associati ha deciso di non riaprire. Ora un nuovo duro colpo alla nostra sopravvivenza. Domani parleremo di rimborsi, ma intanto presentiamo il ricorso al Tar”, conclude.

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