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Coronavirus, l’ordinanza del ministro Speranza sospende solo “l’attività del ballo”: le discoteche possono rimanere aperte

Di Niccolò Di Francesco
Pubblicato il 17 Ago. 2020 alle 09:01 Aggiornato il 17 Ago. 2020 alle 09:25
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Coronavirus, le discoteche resteranno aperte: ecco perché

Con l’aumento dei casi di Coronavirus, il governo ha deciso di attuare una serie di misure restrittive, tra cui la chiusura delle discoteche, le quali, in realtà, potranno rimanere aperte. L’ordinanza firmata nella giornata di domenica 16 agosto dal ministro della Salute Roberto Speranza e in vigore a partire da lunedì 17 agosto, infatti, vieta le “attività del ballo che abbiano luogo in discoteche, sale da ballo e locali assimilati destinati all’intrattenimento o che si svolgono in lidi, stabilimenti balneari, spiagge attrezzate, spiagge libere, spazi comuni delle strutture ricettive o in altri luoghi aperti al pubblico”. L’ordinanza, di fatto, non obbliga le discoteche a chiudere, ma sostanzialmente vieta solo il ballo. I locali che hanno al loro interno bar o ristoranti potranno rimanere aperti anche per concerti o serate di musica nel pieno rispetto delle normative anti-Covid, quindi con distanziamento tra i tavoli e l’obbligo di indossare la mascherina almeno fino a quando non ci si siede al tavolo.

La conferma in tal senso era già arrivata dalla senatrice Daniela Santanché, proprietaria di un locale, la quale, intervistata da TPI, aveva confermato che “Non si potrà ballare. Ma le discoteche resteranno aperte. La mia discoteca resta aperta” aggiungendo “I ragazzi ci possono andare, possono stare seduti ai tavoli, possono bere. L’unica cosa che non possono fare è ballare”. La sospensione di balli, in realtà, era già stata prevista dal governo nel Dpcm dell’8 agosto scorso in cui vi era scritto: “Restano comunque sospese le attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso”. Una serie di deroghe regionali, tuttavia, avevano permesso di aggirare la norma. Ecco perché la nuova ordinanza firmata dal ministro Speranza ammette deroghe regionali alla normativa solo in “termini più restrittivi”.

Il danno provocato dalla chiusura delle discoteche è comunque importante. Secondo quanto svelato dal Corriere della Sera, il governo sta pensando, anche su richiesta dei governatori di Liguria, Veneto ed Emilia-Romagna, a un fondo ad hoc per i gestori dei local da aggiungere alle misure del Decreto Agosto, che attualmente si trova in Parlamento. Al momento si ipotizzano una serie di aiuti a fondo perduto. Il sindacato dei locali da ballo (il Silb), intanto, parla di 4 miliardi di fatturato a rischio con almeno il 70% dei locali che da febbraio non ha mai riaperto.

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