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“In 11 regioni rischio elevato. Tutte in difficoltà, tranne una”: il monitoraggio dell’Iss

Di Marta Vigneri
Pubblicato il 30 Ott. 2020 alle 17:46 Aggiornato il 30 Ott. 2020 alle 17:50
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Coronavirus, il monitoraggio dell’Iss: “Tutte le Regioni a rischio ad eccezione del Molise”

Cresce il bilancio delle vittime di Coronavirus in Italia, con un nuovo record di 31mila casi e 199 morti in 24 ore a fronte di oltre 215mila tamponi effettuati, secondo quanto anticipato dal Direttore Generale della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, durante il secondo punto stampa della settimana sulla situazione epidemiologica in Italia. Secondo il monitoraggio congiunto dell’Istituto Superiore di Sanità e del Ministero relativo ai dati dell’ultima settimana, sarebbero undici le Regioni italiane ormai classificate a rischio elevato: Abruzzo, Basilicata, Veneto, Liguria, Val D’Aosta, Calabria, Lombardia, Piemonte, Puglia, Sicilia e Toscana. Altre otto –  Campania, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Molise, Umbria e Province autonome di Bolzano e Trento – sono invece classificate a rischio moderato, ma con elevata possibilità di progredire a rischio alto nel prossimo mese. Durante la conferenza stampa di venerdì 30 ottobre, il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Silvio Brusaferro ha sottolineato che comunque tutte le Regioni hanno riportato “criticità di resilienza”, ad eccezione del Molise.

“Ci sono alcuni contesti regionali in cui è importante fare una valutazione di intervento urgente e mirato“, ha ripetuto Brusaferro. “Non c’è una bacchetta magica ma un monitoraggio stretto, continuo, che permette di confezionare la ricetta settimana per settimana”, ha precisato, sottolineando che il tracciamento rimane l’obiettivo e che per riportarlo sotto controllo è necessario “abbassare, piegare la curva“. “Perché se una persona positiva ha già 5 contatti, e in genere ne ha di più, è un moltiplicatore enorme”, ha aggiunto. Anche se lo scenario italiano generale è ancora di tipo 3 – rischio medio – si va verso uno scenario di tipo 4, quello caratterizzato da un rischio elevato, come precisato da Iss e ministero, proprio nelle Regioni più critiche – Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte, Provincia di Bolzano, Calabria – dove ormai la velocità di trasmissione è già compatibile con uno scenario 4, con rischio di tenuta dei servizi sanitari nel breve periodo. Purtroppo c’è una sempre “maggiore difficoltà a reperire dati completi a causa del grave sovraccarico dei servizi territoriali”, cosa che “potrebbe portare a sottostimare la velocità di trasmissione in particolare in alcune Regioni”.

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