Coronavirus, rivolta in 27 carceri da Milano a Foggia: decine di evasioni

Da nord a sud le carceri si ribellano alle misure restrittive anticontagio. E ora il sistema penitenziario è nel caos

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 10 Mar. 2020 alle 12:20 Aggiornato il 10 Mar. 2020 alle 17:32
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Immagine di copertina
Carcere di San Vittore Credits: Ansa

Coronavirus carceri, le rivolte da Milano a Foggia

Il Coronavirus ha delle conseguenze anche nelle carceri italiane. Non si placano le proteste nei centri penitenziari, dove da lunedì 9 marzo è esplosa la rivolta dei detenuti in seguito alle nuove disposizioni sulle visite messe in campo per l’emergenza Coronavirus. Da questa mattina sono 27 gli istituti di pena dove si stanno registrando i disordini, ha riferito il Sindacato di polizia penitenziaria, tra cui quello di Foggia, quello di Prato, l’Ucciardone di Palermo e San Vittore a Milano. (Qui le ultime notizie sul Covid-19 in Italia).

Salgono a 12 i detenuti morti a Modena e Rieti

Salgono a 9 i detenuti morti nel carcere di Modena per abuso di farmaci durante la rivolta nel penitenziario. A questi si aggiungono 3 detenuti morti nel penitenziario di Rieti, devastato nella notte, per i quali si parla sempre di decesso per abuso di farmaci.

Foggia: alcuni evasi sono ancora a piede libero

A Foggia, durante le contestazioni, decine di persone – come hanno fatto sapere fonti investigative – sono riuscite a evadere facendo scattare la caccia all’uomo. Più tardi, 41 detenuti evasi sono stati arrestati, mentre 34 sono ancora in fuga. I danni finora riportati riguardano due reparti e la sala informatica della casa circondariale, devastati durante le proteste, oltre a numerose vetrate infrante. Sarebbero inoltre una quarantina i posti letto inutilizzabili. “La situazione sembra essere però tornata sotto controllo”, ha detto il prefetto di Foggia Raffaele Grassi.

Milano: a San Vittore i detenuti appiccano il fuoco

Nel video esclusivo di TPI si sentono le urla dei detenuti che sbattono pentole contro le sbarre.  Ad un certo punto si vede un’altissima colonna di fumo. I detenuti, saliti sul tetto, hanno iniziato a bruciare pezzi di cartone. È stato necessario l’arrivo dei carabinieri per spegnere il fuoco. I detenuti sono poi stati fatti scendere dal tetto. Alla fine, il bilancio è tragico: 3 detenuti morti e altri due in rianimazione.

Roma: a Rebibbia scontri tra parenti dei detenuti e polizia

Il Coronavirus ha causato proteste anche nelle carceri della Capitale, Regina Coeli e Rebibbia. Per contenere la situazione, poliziotti e carabinieri hanno circondato le mura perimetrali dell’istituto penitenziario di Rebibbia, dove è in corso una protesta dei detenuti contro le restrizioni che limitano le visite dei parenti. Un elicottero ha sorvolato la struttura penitenziaria e i vigili del fuoco hanno spento alcuni focolai di incendio. Fuori dal carcere, i parenti dei detenuti si sono scontrati con la polizia. Anche in questo caso coi sarebbero degli evasi.

Modena: 7 morti e feriti gravi

A Modena, è stato devastato il carcere, con incendi di materassi e lancio di oggetti agli agenti. La rivolta ha causato 7 morti tra gli ospiti del penitenziario, tre all’interno delle mura del carcere in sommossa e quattro durante i trasferimenti in altre carceri per riportare la situazione alla normalità, e che hanno riguardato 80 detenuti sul totale di 530. Altri quattro detenuti sono invece ricoverati in ospedale in gravi condizioni di salute e in prognosi riservata. Medicate in ospedale anche tre guardie penitenziarie e sette sanitari con ferite lievi; uno di questi è lievemente intossicato.

Sull’accaduto, la procura di Modena ha aperto un’inchiesta: resistenza a pubblico ufficiale e violenza privata i reati ipotizzati, ma bisognerà anche chiarire le cause delle morti. Una prima ipotesi, ancora da confermare dall’esito dell’autopsia, è che i decessi possano essere legati all’abuso di farmaci.

Anche nel sud Italia carceri in rivolta

In tarda serata di lunedì è scattata una protesta nel carcere di Siracusa. Dopo quella nel penitenziario di Augusta con 40 detenuti che non volevano rientrare nelle rispettive celle, un nutrito gruppo di carcerati ha inscenato una protesta contro la decisione del Governo. A Melfi dopo circa 10 ore si è conclusa la rivolta dei detenuti nel carcere che hanno protestato contro le restrizioni decise per il Coronavirus. Secondo quanto si è appreso, sono stati liberati i nove ostaggi – quattro agenti della polizia penitenziaria e cinque operatori sanitari – e i detenuti sono rientrati nelle sezioni.

Coronavirus e carceri, cosa succede ora

Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha definito “un dovere tutelare la salute di chi lavora e vive negli istituti penitenziari”. “Stiamo lavorando – ha detto ancora Bonafede – affinché vi siano tutte le cautele mediche per garantire la più rapida ripresa dei colloqui con i familiari. Nel frattempo, per un periodo limitato, di 15 giorni, abbiamo sospeso i colloqui fisici aumentando il numero e la durata dei contatti telefonici e delle conversazioni a distanza. Tutti gli italiani sono chiamati a fare sacrifici”.

Intanto nelle prossime ore la Protezione Civile distribuirà 100mila mascherine negli istituti penitenziari, dove sono state montate 80 tende di pre-triage per lo screening del Covid-19. E mercoledì 11 marzo Bonafede renderà nell’Aula del Senato la sua informativa sulla situazione delle carceri.

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