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La Sea Watch è in acque italiane

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Sea Watch news – Il 15 maggio la nave della Ong tedesca Sea Watch ha soccorso 65 persone in difficoltà al largo della Libia. Tra le 65 persone soccorse ci sono 7 bambini di cui 2 sotto i 6 mesi.

“Libia, Malta, Italia, Olanda informate: nessuna risposta”, ha scritto la Ong sul suo profilo Twitter nel dare la notizia. “Nel Mediterraneo stanno diminuendo i testimoni, non le partenze”.

Sea Watch news | Gli ultimi aggiornamenti

18 maggio – ore 15.00 – La Sea Watch è entrata in acque italiane. Qui la notizia

ore 14.00 – La nave Sea Watch è ancora ferma al largo delle coste di Lampedusa in acque internazionali, ma secondo quanto riferito dalle autorità costiere l’equipaggio è pronto a infrangere il divieto del Viminale e ad entrare in territorio italiano. La diffida a superare questo limite era stata formalmente notificata ieri dalla Guardia di finanza.

17 maggio – La nave si trova a largo di Lampedusa. “Erano prima in acque libiche e poi in acque maltesi, ma mettendo a rischio la vita degli immigrati a bordo vogliono a tutti i costi arrivare in Italia. Questi non sono soccorritori ma scafisti, e come tali verranno trattati. Per i trafficanti di esseri umani i porti italiani sono e rimangono chiusi”, ha detto Matteo Salvini.

Nela tardo pomeriggio il Viminale ha autorizzato lo sbarco delle famiglie migranti: 18 persone in totale. Ad annunciarlo è stata la stessa Sea Watch con un Tweet: “Le autorità italiane ci hanno dato la disponibilità a fare sbarcare le famiglie presenti a bordo: bambini, madri, padri e una donna ferita” (qui i dettagli sullo sbarco di genitori e bambini).

Intanto, la Procura della Repubblica di Agrigento ha deciso di aprire un fascicolo d’inchiesta anche sul caso “Sea Watch”. A seguire il caso è il procuratore aggiunto Salvatore Vella, che si trova già a Lampedusa per l’interrogatorio dell’armatore della nave “Mare Jonio”.

Il fascicolo, che verrà aperto, per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, è attualmente a carico di ignoti.

In diretta Facebook dalla sala stampa estera di Milano, il ministro dell’Interno Matteo Salvini aveva ribadito che la Sea Watch non arriverà in Italia: “Non c’è presidente del Consiglio che tenga e non c’è ministro dei 5 stelle che tenga: in Italia i trafficanti di esseri umani non arrivano più”.

16 maggio – ore 13 – Nessuna riposta dalle autorità – La nave umanitaria è ancora in attesa di ricevere indicazioni sulla sua destinazione dopo che le autorità libiche hanno intimato all’equipaggio di lasciare le loro acque territoriali 

All’alba una motovedetta libica ci ha avvicinato intimandoci di lasciare l’area. Nelle ore precedenti Sea Watch ha ricevuto risposte da Olanda, Malta e Italia: nessuna di queste autorità ha fornito supporto né indicazioni per un porto sicuro. Ancora una volta, siamo soli”.

15 maggio – ore 19.30 – La direttiva del Viminale per bloccare la Sea Watch – Il ministro dell’Interno ha emanato una quarta direttiva per diffidare la Sea Watch 3 dall’avvicinarsi alle acque territoriali italiane.  Nel testo si legge che l’intervento della Ong “non è stato coordinato dalle autorità italiane, non sussistendo pertanto alcuna competenza delle stesse autorità italiane nella gestione dell’evento in corso”.

Di conseguenza, secondo il Viminale, “un eventuale transito della Sea Watch in acque italiane si configurerebbe, necessariamente, quale passaggio ‘non inoffensivo'”, ma se il comandante facesse rotta verso l’Italia questa condotta “risulterebbe finalizzata al trasferimento sul territorio italiano di migranti irregolari con modalità improprie” e si creerebbe il rischio “di ingresso nel territorio nazionale di soggetti coinvolti in attività terroristiche”.

“Le autorità di polizia sono invitate ad intimare alla nave il divieto di transito nelle acque italiane”.

ore 18 – A bordo donne e bambini – La Ong ha rilasciato nuove informazioni sulla situazione a bordo: “Le 65 persone soccorse sono ora al sicuro a bordo di Sea Watch”.

“Tra loro 11 donne, 15 minori di cui 8 non accompagnati, 5 bambini, 2 neonati e una persona disabile. Molti esausti e disidratati. Abbiamo chiesto alle autorità un porto sicuro e attendiamo istruzioni in merito”.

sea watch news maggio 2019

ore 17.30 – Salvini: “Porti chiusi” – Subito dopo la notizia del soccorso operato dalla Sea Watch, il ministro Salvini ha scritto su Twitter: “Nave di Ong tedesca, con bandiera olandese, raccoglie 65 immigrati in mare libico. Ho appena firmato una diffida ad avvicinarsi alle acque territoriali italiane. I nostri porti sono, e rimangono, chiusi.

sea watch news maggio 2019