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Sea Watch 3, la nave è arrivata nel porto di Catania

Di Laura Melissari
Pubblicato il 31 Gen. 2019 alle 10:20 Aggiornato il 31 Gen. 2019 alle 10:23
Immagine di copertina
Credit: Valerio Nicolosi

La nave Sea Watch 3, che sabato 19 gennaio 2019 ha tratto in salvo 47 persone, è rimasta bloccata in mezzo al mare per oltre dieci giorni in attesa dell’autorizzazione a sbarcare in un porto sicuro.

Il via libera è arrivato nel pomeriggio del 30 gennaio, quando cinque paesi europei hanno dato la loro disponibilità ad accogliere i migranti. La nave è stata quindi autorizzata a sbarcare a Catania.

Per diversi giorni l’imbarcazione, che si trovava nei pressi di Lampedusa, aveva chiesto di sbarcare in Italia anche a causa di difficili condizioni meteo. Ma il ministro Salvini aveva risposto con il solito diniego, ribadito quando la nave si è avvicinata alle coste siciliane di fronte Siracusa.

“Si scordi di ricominciare la solita manfrina del porto in Italia o del ‘Salvini cattivo’. In Italia no”. E ancora: “Vada a Berlino e faccia il giro lungo passando da Rotterdam, facendoli scendere ad Amburgo”, aveva già detto Salvini.

Sea Watch 3: tutti gli aggiornamenti

giovedì 31 gennaio 2019

La nave della Sea Watch è arrivata nel porto di Catania intorno alle 10.

mercoledì 30 gennaio 2019

La Sea Watch 3 è diretta verso il porto di Catania: l’attracco era previsto nella notte, con un ritardo di alcune ore causato da alcuni problemi al riscaldamento del motore della nave

Fonti del Viminale hanno spiegato all’agenzia di stampa Agi che la scelta di Catania è stata “determinata dalla presenza di centri ministeriali per l’accoglienza di minori”. “I maggiorenni saranno immediatamente trasferiti all’hotspot di Messina”, spiegano dal Ministero dell’Interno.

Cinque paesi europei hanno dato la loro disponibilità ad accogliere i migranti salvati dalla nave umanitaria: Germania, Francia, Portogallo, Romania e Malta si sono fatti avanti e si sono offerti a prendere una quota delle persone presenti sulla Sea Watch. Il premier Conte nella mattina aveva annunciato il raggiungimento di un accordo per la distribuzione dei migranti.

martedì 29 gennaio 2019

La Corte dei diritti umani di Strasburgo “non ha accolto le richieste dei richiedenti di essere sbarcati”, ma chiede al Governo italiano “di prendere tutte le misure necessarie, al più presto, per fornire a tutti i ricorrenti adeguate cure mediche, cibo e acqua”. È quanto si legge nella decisione relativa al ricorso di Sea Watch.

La Ong Sea Watch aveva chiesto alla Corte europea dei diritti umani di appurare se il governo italiano abbia o meno violato i diritti fondamentali delle persone presenti sulla loro imbarcazione impedendo loro lo sbarco. L’annuncio è stato dato dalla Ong in un comunicato pubblicato su Twitter.

Poco dopo, il legale della Sea Watch ha annunciato anche l’invio di una diffida “alla Capitaneria di porto ed alla prefettura di Siracusa per fare sbarcare i minori”.

In mattinata, il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha aperto allo sbarco degli immigrati  “solo se prenderanno la via dell’Olanda, che ha assegnato la bandiera alla Sea Watch, o della Germania, paese della Ong. In Italia abbiamo già accolto, e speso, anche troppo”.

Nella notte invece Palazzo Chigi ha rilasciato una nota sul caso Sea Watch, specificando che è “all’attenzione della Corte europea dei diritti dell’uomo e l’Italia ritiene che la giurisdizione appartenga all’Olanda, in quanto Paese di bandiera della nave che ha effettuato il salvataggio in acque internazionali”.

Chigi ha anche specificato che è pronto a creare un corridoio umanitario al fine di consentire un trasferimento dei migranti verso l’Olanda.

Dentro il Rojava, guerra di Siria

lunedì 28 gennaio 2019

L’Olanda ha dichiarato che si rifiuta di accogliere i 47 migranti presenti a bordo della nave battente bandiera olandese. Il governo italiano nei giorni precedenti aveva chiesto all’Olanda di farsi carico delle persone salvate dall’imbarcazione umanitaria.

Nel corso della mattina invece è stata  interdetta alla navigazione, ancoraggio e sosta con qualunque unità non espressamente autorizzata la zona di un raggio di mezzo miglio dalla Sea Watch 3. A stabilirlo è l’ordinanza firmata dal comandante della capitaneria di porto di Siracusa, Luigi D’Aniello su richiesta del Prefetto della città siciliana. L’ordine quindi sarebbe partito dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini, dato che la Prefettura dipende dal Viminale.

Dentro il Rojava, guerra di Siria

Il vicepremier Di Maio aveva anche minacciato il sequestro della nave e insieme all’alleato di governo ha accusato il capitano di essersi diretto volontariamente verso l’Italia anziché verso la Tunisia.

Il procuratore di Siracusa, nella sua prima valutazione del caso, ha dichiarato che “il comandante non ha commesso alcun reato, ha scelto la rotta per lui più sicura”.

Leggi anche: La portavoce della Sea Watch a TPI: “Non potevamo andare in Tunisia, ecco la verità sul perché abbiamo fatto rotta verso l’Italia”

domenica 27 gennaio 2019

Una delegazione composta dai deputati Nicola Fratoianni, Riccardo Magi, Stefania Prestigiacomo, dal sindaco di Siracusa Francesco Italia, da due avvocati, un medico, un membro dello staff di Mediterranea, e dalla portavoce di Sea Watch Italia Giorgia Linardi, è salita a bordo della Sea Watch 3 nella mattina di domenica 27 gennaio, forzando il blocco illegale che impediva fino ad ora ai parlamentari di effettuare una ispezione.

Il segretario nazionale di Sinistra italiana Fratoianni, di Liberi e Uguali, “insieme ai colleghi deputati Prestigiacomo e Magi, al sindaco di Siracusa, ad attivisti di associazioni di volontariato e ad alcuni legali” è salito a bordo, “nonostante il divieto delle autorità che ieri ha impedito che potessimo esercitare le nostre prerogative costituzionali”.

Lo ha annunciato lo stesso Fratoianni in una nota, spiegando di aver raggiunto la nave con un gommone. “Verificheremo la situazione a bordo, e continuiamo a chiedere che i naufraghi e l’equipaggio – ha concluso – siano fatti sbarcare in rispetto delle norme internazionali”.

“Siamo saliti a bordo nonostante i divieti per esercitare i nostri diritti e doveri di parlamentari – dice Riccardo Magi di +Europa – siamo qui per verificare le condizioni dei passeggeri e dell’equipaggio. Chiediamo che siano fatti sbarcare tutti immediatamente!”.

La risposta di Salvini – “Parlamentari italiani (fra cui uno di Forza Italia) non rispettano le leggi italiane e favoriscono l’immigrazione clandestina? Mi spiace per loro, buon viaggio!”. Ad affermarlo è  il ministro dell’Interno Matteo Salvini con riferimento ai politici che questa mattina sono saliti a bordo della Sea Watch “nonostante i divieti”.

“Abbiamo elementi concreti per affermare che, mettendo a rischio la vita delle persone a bordo, il comandante e l’equipaggio della Ong Sea Watch 3 abbiano disubbidito a precise indicazioni che giorni fa li invitavano a sbarcare nel porto più vicino (non in Italia!), prove che verranno messe a disposizione dell’autorità giudiziaria”.

“Se così fosse – aggiunge il ministro – saremmo di fronte ad un crimine e ad una precisa volontà di usare questi immigrati per una battaglia politica, un fatto gravissimo. Ribadisco il mio impegno a difendere i confini, la salute e la sicurezza del popolo italiano: non sarò mai complice degli scafisti e di chi li aiuta”.

Silvio Berlusconi sui migranti a bordo della Sea Watch 3 – “Si continua a far credere che l’immigrazione sia il primo problema del Paese. Io non vedo francamente che cosa possa svilupparsi con la discesa di 47 altri migranti che sono in una situazione precaria su una nave con un tempo non buono di fronte alla presenza di oltre 600mila clandestini che sono ancora in Italia che si dovevano inviare al loro Paese”. Così il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi all’Aquila, rispondendo a una domanda sull’opportunità o meno di far scendere i migranti che si trovano sulla Sea Watch.

Nicola Fratoianni, il racconto in un video dalla Sea Watch – “Siamo circondati dalla Guardia di Finanza e dalla Guardia Costiera, sembra di essere in zona di guerra ma non siamo in guerra: c’è solo la pace di chi ha salvato vite umane”. (Qui il video dalla nave)

26 gennaio 2019

Il procuratore capo di Siracusa ha affermato che “la Procura è interessata alle condizioni igienico-sanitarie della nave e alle sue dotazioni di sicurezza”, ma ha precisato che “sia dalla Guardia di finanza e dalla Capitaneria di porto che dal comando della nave hanno assicurato che non ci sono emergenze in questo senso”.

La Procura ha preso informazioni anche sulla questione dei minori presenti sulla nave: “Ma il comandante della nave ha una sua autorità, lui è il tutore dei minori. Per cui, se è vero che ci sono minori non accompagnati è altrettanto vero che non sono abbandonati per la presenza del comandante”, ha sottolineato il procuratore.

La Cei si è fatta avanti per accogliere i minori. “Pur condividendo che la risposta a un fenomeno così globale come quello migratorio chiama in causa tutti i Paesi europei, il dramma che si consuma davanti alle nostre coste non può lasciarci in silenzio”, è stato il messaggio di monsignor Stefano Russo, segretario generale della Cei.

Intanto il vicepremier Salvini attacca l’Olanda: “Se il governo olandese non è in grado di controllare le navi che portano la bandiera del suo Paese è un fatto molto grave: gliela ritiri subito”, ha detto Salvini dopo il rifiuto di Amsterdam di accogliere i migranti.

L’agenzia Onu ha inviato un messaggio al governo italiano chiedendo: “lo sbarco urgente in un porto sicuro ai 47 migranti e rifugiati da 7 giorni a bordo della SeaWatch3”.

La nave si trova una situazione che “non può essere protratta a lungo, soprattutto in un periodo difficile come quello invernale, con basse temperature e mare mosso. Preoccupa in particolare la situazione dei minori non accompagnati, in tutto 13, che si trovano sulla nave e per i quali è d’obbligo attivare quanto prima misure di protezione e tutela adeguate, in linea con le convenzioni internazionali”, si legge nella nota congiunta di Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim), Alto Commissariato della Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) e l’Unicef.

“È allo stesso tempo necessario Che, fino a quando la Libia non sarà considerata un porto sicuro, tutti gli Stati europei dimostrino finalmente senso di responsabilità e di solidarietà per i migranti e rifugiati che rischiano di morire in mare e che quindi l’attuale approccio ‘nave per nave’ venga superato e sia sostituito da un meccanismo di sbarco sicuro e ordinato nel Mediterraneo Centrale”.

25 gennaio 2019

Il governo dell’Olanda ha replicato all’Italia affermando che la Sea Watch non è di sua competenza e che non ha intenzione di accogliere i migranti se prima non sarà trovato un accordo a livello europeo.

Intanto il ministro Salvini starebbe raccogliendo gli elementi per valutare una denuncia contro tutti i membri dell’equipaggio della nave per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, secondo quanto riportato da fonti del Viminale.

Poco prima la Procura dei minori di Catania aveva inviato una nota ai ministeri competenti con la quale disponeva lo sbarco immediato sulla terraferma dei 13 minori non accompagnati a bordo della Sea Watch 3.

Anche la Procura di Siracusa starebbe seguendo l’evoluzione della situazione con riguardo, nel complesso, all’intera vicenda che vede coinvolti 47 migranti soccorsi sette giorni addietro in acque libiche dalla Sea Watch.

La nave Sea Watch è entrata nelle acque territoriali italiane ed è ancorata ad un miglio a largo delle coste di Siracusa, a nord di Punta Maglisi: lo ha riferito la Guardia Costiera italiana, spiegando che l’ingresso è stato consentito a causa delle cattive condizioni meteo per garantire la sicurezza dei 47 migranti che si trovano a bordo, ormai da una settimana, e della stessa imbarcazione.

Danilo Toninelli da cui dipende la guardia costiera, ha continuato a ribadire che la nave dovrebbe far rotta verso la Francia. “Non hanno rispettato la legge del mare, avrebbero dovuto attendere la guardia costiera libica (perché il tutto è avvenuto nel mare libico). Siccome se ne sono andati a questo punto direi che, come dice bene il vicepremier Di Maio, si dirigano verso la Francia, verso Marsiglia anche se potrebbe esserci l’alternativa olandese”.

Luigi Di Maio ha dichiarato: “Sea Watch 3 avrà dal governo italiano supporto medico e sanitario qualora ne avesse necessità, ma la invito ancora a puntare la prua verso Marsiglia. Ritengo opportuno convocare immediatamente l’ambasciatore olandese e chiedergli che intenzioni abbia il suo governo. Noi siamo disponibili alla massima collaborazione ma la nostra linea sulle Ong non cambia”.

La Sea Watch 3 è affiancata da motovedette della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza.

Il sindaco di Siracusa, Francesco Italia, ha detto di essere pronto ad accogliere i migranti: “L’amministrazione comunale di Siracusa è pronta ad accogliere i 47 migranti che si trovano in mare aperto, a bordo della Sea Watch 3, avvalendosi della collaborazione della Curia e di tante associazione che sono state contattate e hanno dato la loro disponibilità”.

Il sindaco ha scritto al ministro della Marina mercantile, al prefetto e al comandante della Capitaneria di porto di Siracusa, chiedendo di consentire l’attracco della nave.

sea watch 3 siracusa

24 gennaio 2019

“Ennesima provocazione in vista: dopo aver sostato per giorni in acque maltesi, la nave olandese Sea Watch 3 con 47 a bordo si sta dirigendo verso l’Italia. Ribadisco che la nostra linea non cambia, né cambierà. Nessuno sbarcherà in Italia. Pronti a mandare medicine, viveri e ciò che dovesse servire ma i porti italiani sono e resteranno chiusi”. Lo dice il ministro dell’Interno Matteo Salvini.

La nave questa mattina è arrivata a poche miglia dalle coste siciliane, come abbiamo scritto in questo articolo.

Il sindaco di Pozzallo Roberto Ammatuna a TPI: “La Sea Watch 3, come mi ha confermato la guardia costiera, si trova nei pressi di Pozzallo ma, dato il mare agitato, le grosse onde e il maltempo, l’imbarcazione si sta dirigendo alla ricerca di acque più tranquille tra Porto Palo e Siracusa”.

“Sono preoccupato per le condizioni dei migranti a bordo della nave, il tempo qui è davvero brutto e la situazione potrebbe degenerare. Il porto di Pozzallo, come tutti i porti d’Italia, è aperto, non ci sono documenti formali che li abbiamo chiusi. Il ministro Salvini però continua a dire che sono chiusi e porta avanti questa ostilità alle Ong”.

La situazione metereologica è disastrosa: onde alte sette metri e raffiche di vento a 70 chilometri l’ora.

Questa la posizione di Sea Watch 3:

Ieri sera il vicepremier Matteo Salvini aveva scritto: “Nave Ong sta navigando verso Malta, condizioni meteo in peggioramento. È necessario che Malta la accolga nel proprio porto, mentre Olanda sia pronta a collaborare con La Valletta per gestire sbarco e accoglienza con la regia di Bruxelles. In Italia i porti sono chiusi”.

Questa mattina però la nave era diretta verso le coste siciliane.