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Pensioni News | Ultime Notizie Oggi | Riforma | Novità

Tutti gli aggiornamenti in materia di pensioni e previdenza sociale

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Pensioni News | Ultime Notizie Oggi | Riforma | Novità

PENSIONI NEWS – Tutte le novità e gli aggiornamenti in materia di pensioni: dalla Legge Fornero al suo superamento proposto, con l’introduzione di Quota 100, dall’esecutivo Lega-M5s e contenuto nel contratto di governo insieme ad altri capisaldi come il reddito di cittadinanza e la flat tax.

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PENSIONI NEWS – Mercoledì 19 dicembre – Manovra: atteso per oggi verdetto dai commissari Ue. C’è accordo tecnico con Mef. E’ attesa nel corso della giornata di oggi la risposta da parte dell’Unione europea circa la manovra di bilancio dopo il raggiungimento di un “accordo tecnico” con il ministero dell’Economia. Il premier Giuseppe Conte – dopo una serie di negoziati portati avanti nei giorni scorsi per evitare la procedura di infrazione – attende quindi, insieme al resto dell’esecutivo giallo-verde, la decisione dei commissari Ue, e quindi la formalizzazione dell’accordo, attesa proprio per questa mattina.

In caso di via libera da parte di Bruxelles, il governo presenterà un maxi-emendamento a palazzo Madama contenente tutte le modifiche – riguardanti la spesa in deficit con un taglio di circa 7 miliardi – apportate alla riforma previdenziale e al reddito di cittadinanza. Tali modifiche, che consistono in un abbassamento di circa 2 miliardi sia per Quota 100 che per il reddito di cittadinanza, sono state annunciate anche dal vicepremier Matteo Salvini, il quale è contrario ad eventuali tagli ulteriori e slittamenti.

Martedì 18 dicembre – Manovra, Di Maio a Rai Radio 2: “Nessun taglio. Quota 100 e reddito di cittadinanza come sono partite così arrivano”. Non ci sarà alcun taglio per reddito di cittadinanza e Quota 100. Il vicepremier e ministro del Lavoro Luigi Di Maio continua a rassicurare a seguito dei tagli alla spesa prevista, per quando riguarda la Manovra, per le misure cardine dell’esecutivo e riguardanti la riforma delle pensioni e il reddito di cittadinanza.

“Queste sono ore decisive – ha dichiarato Di Maio in un’intervista a Rai Radio 2 di Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, conduttori del format “I lunatici” – per il dialogo con l’Europa. Tutto quello che potevamo fare lo abbiamo fatto e lo stiamo facendo. Abbiamo fatto una legge di bilancio che mantiene le promesse e stiamo anche facendo un’offerta all’Unione Europea di riduzione del deficit, che ci permette quindi di stare non proprio del tutto nei parametri ma di dare un segnale di dialogo. Non ci sarà nessun accordo – ha spiegato il vicepremier M5s – se ci chiederanno di tradire gli italiani. Ci sarà un accordo sulle promesse mantenute, non su quelle tradite. Le prossime ore saranno decisive, dopo l’alba si rimetterà in moto la macchina del Governo per l’ultima volta. Stanotte il Ministro Tria e il Presidente Conte hanno lavorato agli ultimi conti, ora si dovrebbe chiudere. Sono fiducioso su questo. Dal primo gennaio entrerà una legge di bilancio che può dar vita a un cambiamento in Italia”.

Ed in merito a Quota 100 il vicepremier ha smentito “qualsiasi ipotesi di taglio” ulteriore. La riforma previdenziale, così come il reddito di cittadinanza, “come sono partite così arrivano”. “Siccome partono un po’ dopo, il reddito a marzo e Quota 100 a febbraio, costeranno un po’ di meno. Quando ci sediamo al tavolo – ha poi concluso – io, Conte e Salvini troviamo sempre una quadra”.

Lunedì 17 dicembre – Di Maio: “Occasione storica per tagliare le pensioni d’oro”. Il vice premier Luigi Di Maio ritiene che, se “in questo momento si possono tagliare le pensioni d’oro per tutti coloro che non hanno versato i contributi per avere una pensione d’oro così importante, non si può che gioire”.

“In Italia – ha aggiunto a margine di StartupItalia! – se c’è qualcuno che addirittura dice si era abituato a un tenore di vita da 11 mila euro di pensione al mese e adesso non ce la fa più, dovrebbe vergognarsi” perché “oggi siamo di fronte a un’occasione storica: tagliare le pensioni d’oro per tutti quelli che non hanno versato i contributi per avere una pensione da 5-10 mila euro netti al mese”.

Se poi, ha concluso, “si sono abituati a quel tenore di vita, vorrà dire che cominceranno a stringere un po’ la cinghia. Gli italiani hanno pagato a questi signori la pensione profumatamente pur avendo, gli italiani stessi, pensioni minime da 500-600 euro che adesso andranno a 780 euro con la pensione di cittadinanza”.

Saranno risparmiati 4 miliardi: scende la spesa prevista. Al fine di realizzare le due misure cardine dell’esecutivo Lega-M5s – reddito di cittadinanza e Quota 100 – e contenere il deficit saranno risparmiati 4 miliardi in totale, 2 per ciascun intervento. Scende dunque, e di molto, la spesa che era stata inizialmente prevista in 16 miliardi, 9 per il reddito di cittadinanza e 6,7 per la riforma delle pensioni. Si è trattato di affinare al massimo le stime, in modo tale da non provocare ulteriori strappi con Bruxelles; nel dettaglio i paletti inseriti riguardano le finestre d’uscita (sfalsate tra dipendenti pubblici e privati), il divieto di cumulo sopra i 5 mila euro e la partenza ritardata ad aprile. In questo modo la spesa è ridotta a 11,8 miliardi, di cui 4,7 servono per il pensionamento anticipato e 7,1 per il reddito di cittadinanza.

Palazzo Chigi, comunque, ha tenuto a precisare che – nonostante la riduzione del budget a disposizione – non ci saranno tagli per quanto riguarda la platea di beneficiari: smentita dunque la previsione secondo cui Quota 100 avrebbe riguardato solo 350 mila persone.

Salvini, accordo raggiunto su manovra economica. Il vicepremier e ministro degli Interni Matteo Salvini, al termine del vertice a Palazzo Chigi di domenica sera, ha scritto un post sul suo profilo Twitter in cui esprime grande soddisfazione per il raggiungimento dell’accordo sulla manovra. “Ancora in ufficio… Con buon senso e coerenza accordo raggiunto su manovra economica, taglio delle tasse, lavoro, pensioni, sicurezza e investimenti per il bene degli italiani, alla faccia di piddini e rosiconi. Notte serena amici”, queste infatti le parole del leader della Lega.

Domenica 16 dicembre – Taglio pensioni d’oro finanzierà Opzione Donna. Il vertice a Palazzo Chigi in cui hanno partecipato il premier Conte, i due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini, i ministri Tria (Economia) e Fraccaro (rapporti con il Parlamento) e i viceministri all’economia Castelli e Garavaglia – che era stato anticipato da un incontro tra premier e i suoi vice – è partito con l’obiettivo di raggiungere un accordo su ecotassa e pensioni d’oro. Al termine di esso alcune fonti governative hanno riferito che il taglio delle pensioni d’oro – che dovrebbe essere del 40% – servirà a finanziare Opzione Donna.

Sabato 15 dicembre – Quota 100 sì, ma solo per 350 mila persone. Una Quota 100 versione “soft”. Sembra essere questa la soluzione prospettata al momento da governo e ministero del Tesoro, i quali, a seguito delle incertezze di Bruxelles, stanno cercando di rivedere nuovamente l’impianto della riforma previdenziale nonostante la Lega continui a fare opposizione.

Si abbassano infatti – secondo quanto riportato da Repubblica – le stime della platea di potenziali beneficiari, che diventano 350 mila (di cui 160 mila statali). La riforma avrà come destinatari coloro i quali, all’età di 62 anni, hanno versato i contributi per 38 anni; per di più sarà possibile cumulare pensione e lavoro fino ad un massimo di 5 mila euro “extra” annui. L’assegno sarà, inoltre, penalizzato per circa un terzo per la contribuzione mancante – anche se per stabilire definitivamente ciò è necessario attendere l’approvazione del testo del provvedimento. Confermate, poi, in tre e sei mesi le finestre di uscita: il dipendente privato che, ad esempio, matura i requisiti a gennaio, riceverà il primo assegno ad aprile, mentre il pubblico a luglio.

Coloro che non potranno aderire a Quota 100 avranno invece a loro disposizione le altre opzioni; potranno cioè aspettare la pensione di anzianità (che arriva con 67 anni di età e 20 di contributi), scegliere Ape Sociale, Opzione Donna o Quota 41/42 (i cui requisiti sono 42 anni e 10 mesi di contribuzione versata per tutti che, secondo le volontà del governo Conte, diverrebbero 41 nel 2022).

Venerdì 14 dicembre – Manovra: Salvini su Quota 100, Conte a Bruxelles e Giorgetti duro su M5s. Hanno fatto discutere molte delle affermazioni di Giancarlo Giorgetti rilasciate durante un’intervista nel corso del convegno “Sovranismo vs populismo”. Il sottosegretario leghista – noto per rispondere sempre con schiettezza alle domande dei cronisti – ha parlato di governo, pensioni e reddito di cittadinanza utilizzando toni e parole critiche nei confronti degli alleati di governo pentastellati.

“Il nostro impegno dura nella misura in cui sarà possibile realizzare il contratto di governo. Quando non sarà possibile, finirà. Ma allora la parola torni al popolo perché senza il suo consenso un governo non può esistere”, ha dichiarato Giorgetti, mettendo per la prima volta in dubbio durata e compattezza dell’esecutivo giallo-verde. Il Carroccio ha infatti subito cercato di rimediare, minimizzando le parole del sottosegretario: “Non c’è alcun retroscena, è lo stile di Giancarlo: dice quello che vede e pensa”.

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Nel frattempo il leader leghista, Matteo Salvini, torna sul capitolo pensioni e “blinda” Quota 100: per lui la riforma di superamento della legge Fornero “non si tocca”. E lo dice mentre il premier Giuseppe Conte fa arrivare da Bruxelles le nuove richieste, non nascondendo i timori che continuano ad esserci proprio riguardo questa riforma.”La prima finestra di uscita resta ad aprile”, è la conferma del vicepremier e ministro degli Interni, il quale aggiunge anche che essa sarà valida “per tutti i tre anni” compresi nella previsione della manovra finanziaria – quindi fino al 2021.

Giovedì 13 dicembre – ore 13.08 – Pensioni: domani Assemblea a Milano organizzata dalle associazioni dei dirigenti pubblici e privati. Domani, al Teatro Nuovo di Milano, si terrà un’assemblea organizzata dalle principali associazioni dei dirigenti pubblici e privati e delle alte professionalità – Cida, Confedir, Assdipla – e da magistrati e avvocati dello Stato, militari, medici e diplomatici che avrà questo tema (e titolo): “Non c’e’ equità senza merito – L’attacco alle pensioni mortifica professionalità e responsabilità, mina la certezza del diritto, riduce la fiducia sul futuro”.

L’attacco in questione è quello del governo Conte nei confronti delle cosiddette pensioni d’oro, alle quali è stato promesso un taglio. I colpiti da tale taglio – una platea di 850 mila soggetti – riferiscono in una nota di “sentirsi vessati nei propri beni materiali e denigrati nella propria dignità”.

“Sono mesi che subiamo attacchi ingiusti nel patetico tentativo di farci apparire dei privilegiati agli occhi della pubblica opinione”, è quanto affermato da Giorgio Ambrogioni, presidente Cida (la Confederazione dei dirigenti privati e pubblici). “Ci siamo rivolti al Presidente del Consiglio – ha poi continuato Ambrogioni, spiegando le ragioni della protesta – e ai maggiori rappresentanti dei partiti di Governo, per essere ascoltati, per spiegare le ragioni del nostro dissenso a tale oltraggiosa campagna mediatica e dimostrare, dati alla mano, che le nostre pensioni sono frutto di contribuzioni versate e sempre commisurate ad un impegno professionale costruito sul merito e sulla competenza. Ma i nostri tentativi sono finiti contro il muro di gomma di una politica autoreferenziale e con scarsa sensibilità culturale. Rifiutiamo di essere discriminati sulla base delle nostre pensioni (retribuzioni differite, ricordo per inciso) perchè le nostre carriere sono state costruite sulla base di lavoro duro, ambizione personale e sacrifici delle nostre vite private”   

ore 11.44 – Manovra, Di Maio e Salvini: “Manteniamo tutti gli impegni presi, piena fiducia al lavoro di Conte”. “Siamo persone di buon senso e soprattutto teniamo fede a ciò che avevamo promesso ai cittadini, mantenendo reddito di cittadinanza e quota 100 invariati”, queste le parole di rassicurazione contenute in una nota congiunta dei vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini e arrivate a seguito della proposta italiana di abbassare il deficit dal 2,4 al 2,04 per cento.

“Piena fiducia nel lavoro di Conte. Manterremo tutti gli impegni presi, dal lavoro alla sicurezza, dalla salute alle pensioni senza penalizzazioni, dai risarcimenti ai truffati delle banche al sostegno alle imprese”, conclude la nota.

ore 11.34 – Pensioni: Inac-Cia: “La spesa per le pensioni in Italia è sotto la media europea. “La spesa realmente sostenuta per pensioni in Italia è pari al 10,1% del PIL, al di sotto della media europea e quindi non solo in perfetto equilibrio ma grazie alle entrate contributive registra nel 2016 un attivo di ben 30,3 miliardi di euro”, sono le parole – pronunciate durante un convegno – del presidente del patronato Inac Antonio Barile, il quale ha parlato della situazione a livello pensionistico degli agricoltori italiani. Una situazione pessima, secondo la descrizione anche del patronato Inac, che si unisce al coro di denuncia.

“Oggi gli ex agricoltori nel rebus manovra e pensioni sono a dir poco disorientati: si parla di pensione di cittadinanza, in realtà loro chiederebbero pensioni di sopravvivenza, ovvero un adeguamento almeno al tetto minimo di 650”, è stato spiegato durante lo stesso convegno; secondo l’Inac si tratta di una vera e propria “beffa” quella subita dagli agricoltori a seguito dell’ultima riforma delle pensioni, dato il mancato inserimento di questi tra i lavori usuranti. Sono moltissimi, infatti, che si trovano quindi costretti – a fronte soprattutto degli assegni pensionistici bassi – a lavorare la terra per sopravvivere.

I dati, in effetti, sono allarmanti: circa 1.300.000 commercianti arrivano ad un assegno medio di 817 euro lordi al mese mentre i circa 1.600.000 artigiani toccano gli 882 euro lordi. L’agricoltura, così, risulta essere la categoria con le pensioni autonome più basse, arrivando ultima dietro a commercio e artigianato.

Anche Dino Scanavino, presidente Cia (Confederazione Italiana Agricoltori), ha descritto le problematiche del settore: “Se vogliamo compiere un vero ricambio generazionale in agricoltura, oggi bloccato sotto il 9%, dobbiamo rendere il settore maggiormente attrattivo – ha spiegato – e in tal senso l’attuale trattamento pensionistico riservato alla categoria è tutt’altro che incentivante. Quando si dice che l’agricoltura sarà determinante per il futuro del paese bisognerebbe essere coerenti calibrando le politiche connesse a 360 gradi “.

Mercoledì 12 dicembre – Pensioni, Durigon: “Quota 100 partirà subito e senza penalizzazioni”. Il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon, ha chiarito al Corriere della Sera alcune questioni su tempi e risorse per la riforma delle pensioni: “Per Quota 100 nel 2019 basteranno circa 4,7 miliardi, cioè due in meno di quanto abbiamo stanziato nel disegno di legge di Bilancio. Inoltre – ha continuato a spiegare Durigon – mandiamo a Bruxelles un messaggio importante, che questa misura non e’ strutturale ma avrà una durata triennale per svuotare il bacino dei lavoratori bloccati dalla riforma Fornero”.

E in merito al possibile inserimento di clausole di salvaguardia per tenersi entro la soglia dei 4,7 miliardi, il sottosegretario chiarisce che “non dovrebbero essere necessarie, perché col meccanismo delle finestre le prime pensioni saranno pagate ad aprile. Per il 2020 e il 2021, invece, prevediamo uno stanziamento di circa 8 miliardi per coprire l’intero anno”. Sempre da Durigon, inoltre, arriva la riconferma circa i requisiti per la pensione con Quota 100: “Nel 2019 potranno lasciare il lavoro coloro che avranno almeno 62 anni d’eta’ e 38 di contributi. Chi maturerà i requisiti entro gennaio aspetterà tre mesi per ricevere il primo assegno, quindi ad aprile. Chi li maturerà a febbraio prenderà la prima pensione a maggio e così via”.

Martedì 11 dicembre – Pensioni, quota 100 in bilico? Si torna a parlare della possibilità che Quota 100, a causa delle modifiche che verranno apportate alla manovra, possa essere sostituita da Quota 104, una versione rivisitata del provvedimento e presentata dal professor Alberto Brambilla qualche giorno fa. L’esperto di previdenza, in passato vicino alla Lega, aveva ipotizzato infatti la possibilità di agevolare il pensionamento di quanti hanno almeno “Quota 104” (somma di età e contributi).

“Ci sono tanti bloccati con quota 100 al 31 dicembre 2018 – ha spiegato il professore – mandiamo prima quelli che hanno più di 104 e mandiamo tutti gli altri nei prossimi 24 mesi. Bisogna contemperare la promessa elettorale di quota 100 con le risorse a disposizione”. Lega e Movimento 5 stelle però continuano a smentire: quelle di Brambilla, spiegano fonti vicine al governo, sono solo considerazioni personali.

Manovra: Governo conferma tempistiche, avanti su quota 100 senza penalità e reddito di cittadinanza. Quota 100 e reddito di cittadinanza partiranno nei tempi stabiliti. A confermarlo è l’esecutivo Conte, che attraverso una nota della Lega e alcune fonti pentastellate mette al sicuro da slittamenti i capisaldi “giallo-verdi” della legge di Bilancio.

“Incontro positivo questa sera tra il presidente Giuseppe Conte, i sottosegretari Giancarlo Giorgetti, Claudio Durigon, Laura Castelli, Massimo Garavaglia e i rappresentanti della ragioneria dello Stato e dell’Inps – recita la nota della Lega – alla luce delle tabelle fornite è possibile confermare gli obiettivi politici della manovra sullo smantellamento della legge Fornero che partirà senza penalità e nei tempi già previsti. Inoltre sono confermati i finanziamenti per il triennio”. Il M5s, infine, ha confermato anche il taglio sulle pensioni d’oro.

Lunedì 10 dicembre – ore 14 – Manovra: Salvini, taglio pensioni d’oro? Ci sarà. Il taglio alle cosiddette pensioni d’oro, previsto nel contratto di governo giallo-verde “ci sarà”, secondo quanto affermato dal vicepremier Matteo Salvini a Milano a margine di un incontro nella sede di Assolombarda. “Ma secondo me – ha poi precisato il ministro degli Interni – sarà nella forma più utile: un blocco degli aumenti per le pensioni non coperte dai contributi sopra i 5mila euro. Mi sembra un segnale di giustizia ed equità sociale”. Gli ha fatto eco anche il premier Giuseppe Conte, il quale incontrando i sindacati ha ribadito le intenzioni dell’esecutivo: “Vogliamo intervenire sulle pensioni d’oro, farlo è una misura di equità sociale”.

Quando poi i cronisti hanno domandato al leader del Carroccio di chiarire la posizione di Luigi Di Maio in merito lui ha così replicato:”Di Maio la pensa così, poi sulla forma con cui intervenire il dibattito e’ aperto”. Il taglio, stando alle parole di Salvini, ha una platea ristretta, trattasi cioè di “poche centinaia o migliaia di persone”; se le loro pensioni “non sono coperte dai contributi – ha concluso Salvini – sono soldi che devono tornare indietro”.

> Qui tutto quello che c’è da sapere sulle pensioni d’oro

Scaglioni e coperture per Quota 100. Ancora in via di definizione margini e scaglioni. Quota 100, infatti, potrebbe essere introdotta gradualmente: nel 2019 l’età minima per il pensionamento è di 62 anni, mentre nel 2021 potrebbe abbassarsi a 60. Il problema sono sempre le coperture economiche: Quota 100 con età pensionabile a 62 anni comporta una spesa superiore ai 5 miliardi stanziati per la previdenza, che potrebbero diventare circa 8. 

“No Quota 104”. Il ministro degli Interni Matteo Salvini ha smentito le voci, circolate la scorsa settimana, riguardanti una profonda modifica all’impianto della riforma Quota 100, che l’avevano fatta diventare – a seguito appunto della proposta di Alberto Brambilla – una Quota 104.

Il vicepremier, che ha parlato di “bufala”, ha infatti chiarito che tale proposta sarebbe un controsenso rispetto a quanto finora affermato dall’esecutivo, il quale conferma le finestre di uscita trimestrali (due per i dipendenti pubblici) e la possibilità di andare in pensione con 62 anni d’età e 38 di contribuzione versata senza penalizzazioni. “Questo è l’impegno che ho preso e lo porterò fino in fondo”, ha rassicurato il leader della Lega; e in quanto ai tagli sugli assegni ha commentato “Se si va in pensione l’anno prossimo a 62 anni, andando quattro anni prima rispetto a quello che la gentile Fornero prevedeva, evidentemente non si portano a casa i contributi dei quattro anni non versati. Mi sembra ovvio questo, non c’è alcun tipo di taglio”. 

Domenica 9 dicembre – Pensioni: Cida, medio-alte simbolo negativo, più di evasori fisco. Giorgio Ambrogioni, presidente Cida – la Confederazione dei dirigenti e delle alte professionalità – ha commentato le dichiarazioni del vicepremier Matteo Salvini riguardo le pensioni d’oro: “Apprendiamo che le pensioni medio-alte sono diventate un simbolo, un criterio di discriminazione sociale che va perseguito e, se possibile, rimosso: categoria più temibile, evidentemente, degli evasori fiscali che sottraggono alle casse dello Stato 130mila miliardi, per un mancato gettito di 30 miliardi l’anno”.

“La posizione del leader leghista – ha continuato Ambrogioni – è certamente più congrua delle posizioni “estremiste” ed ideologizzate espresse recentemente dal vice premier Di Maio. Resta tuttavia la spiacevole sensazione di essere considerati dei simboli negativi, dei capri espiatori da sacrificare su un simulacro di altare della legalità e della giustizia sociale. Evidentemente aver lavorato tutta una vita con posizioni di responsabilità, aver versato pesanti contributi previdenziali (che in un’assicurazione privata avrebbero garantito rendite maggiori), aver contribuito alla costruzione di un Paese più moderno e competitivo, sono valutazioni che non suscitano “appeal” politico in questa fase storica”.

“Credevamo, ingenuamente – ha poi concluso – che i “nemici” di una società civile e democratica fossero coloro che non pagano le tasse o non versano i contributi. Credevamo che questi fossero i “parassiti”. Solo che, quest’ultimi, prima di essere messi alla gogna vanno individuati, scovati, portati nei tribunali e condannati. I pensionati, invece, basta cercarli nell’anagrafe tributaria. Sono sempre stati lì, perché fanno, da sempre, il loro dovere di cittadini”.

Sabato 8 dicembreGli effetti sull’occupazione giovanile – La Quota 100 dovrebbe favorire l’aumento del numero di giovani impiegati permettendo il pensionamento anticipato dei lavoratori over 50, ma secondo una prima stima effettuata dal Sole24Ore non è certo che sia così. In passato infatti un anticipo dell’età pensionabile non ha stimolato l’occupazione giovanile. 

Mercoledì 6 dicembre – ore 20.37 – Pensioni: Cida, da Di Maio un invito a espatriare. “Ci auguriamo che quella di Di Maio sia un’altra “fake news”, altrimenti la notizia letta sulle agenzie, di un 40% di prelievo sulle pensioni di importo medio-alto, rappresenterebbe un vero e proprio ‘furto’ ai danni di intere categorie professionali ed equivarrebbe ad un invito ad espatriare”, ha detto Giorgio Ambrogioni, presidente di Cida – la confederazione dei dirigenti e delle alte professionalità – commentando le parole del vice premier Luigi Di Maio. Il ministro del Lavoro, al termine del vertice a Palazzo Chigi, ha infatti parlato del taglio alle “pensioni d’oro”: questo sarà introdotto nella manovra al Senato e consisterà in un aumento del prelievo dal 25% al 40%.

ore 20.14 – Pensioni d’oro: assalto M5s; Lega, su modalità e cifre vediamo. Il M5s all’assalto delle pensioni d’oro: “Il taglio entrerà nella legge di bilancio al Senato la settimana prossima e quindi passiamo dal 25% al 40% di tagli sulle pensioni d’oro”, ha annunciato il vicepremier e ministro del Lavoro Di Maio al termine di un vertice a palazzo Chigi. “Il taglio si farà, sulle modalità’ e sulle cifre vediamo”, hanno sottolineato fonti della Lega che lavorano sul dossier. L’emendamento sul taglio delle cosiddette pensioni d’oro – quelle superiori ai 4.500 euro al mese – non è stato presentato a Montecitorio, ma lo sarà a palazzo Madama. La Lega ha sempre parlato di contributo di solidarietà, quindi prende tempo.”Non abbiamo discusso di deficit ma di emendamenti controversi alla legge di Bilancio e abbiamo trovato una soluzione”, ha dichiarato il premier Conte. Una decisione in tal senso verrà presa la settimana prossima; “Non sono affezionato a numeri ma alle promesse. Tagliamo il debito in modo sostanziale”, ha spiegato Di Maio.

ore 19.31 – Manovra: Di Maio, a febbraio pensioni minime e disabilita’ a 780 euro. “A febbraio la pensione minima verrà alzata a 780 euro a tutti pensionati in difficoltà e anche le pensioni di invalidità verranno portate “a 780”, sono le parole del vicepremier pentastellato di Maio a margine del vertice a Palazzo Chigi.

ore 19.03 – Di Maio, in Senato taglio pensioni d’oro da 25% a 40%. “Il taglio delle pensioni d’oro entrerà nella legge di bilancio al Senato la settimana prossima e quindi passiamo dal 25% al 40% di tagli sulle pensioni d’oro”, lo ha dichiarato il vicepremier Luigi Di Maio a margine del vertice a Palazzo Chigi sulla manovra.

ore 11.49 – Boeri, simulazioni su pensioni? “Siamo oltre quota 100”. Le simulazioni fatte dall’Inps sulle ipotesi di intervento in materia previdenziale sono ormai “oltre quota 100”, è la risposta ironica che il presidente dell’Inps, Tito Boeri, ha dato ai giornalisti che gli chiedono novità sul fronte pensioni. “Cominciano ad arrivare le carte – ha spiegato – ci sono delle bozze”; su di esse possono cominciare ad essere fatte delle valutazioni, ma Boeri vuole aspettare di vedere il testo definitivo prima di esprimersi. “Sono state formulate tantissime proposte, vediamo quali saranno gli esiti”, è infatti il suo commento a margine di un’iniziativa dell’istituto di previdenza.

ore 8.03 – Salvini, nessun rinvio per Quota 100. “Non mi risulta nessun rinvio su quota 100 per le pensioni”, queste le parole del vicepremier e ministro degli Interni Matteo Salvini pronunciate a “Radio Anch’io”. Il leader della Lega, rispondendo ad una domanda sulla manovra, ha poi assicurato che entro oggi si avranno “le stime vere riguardo a lavoro, riduzione fiscale, pensioni, reddito di reinserimento al lavoro”.

Martedì 4 dicembre – Manovra, Tria: “Quota 100 e reddito sono priorità” – “La Quota 100 per la riforma delle pensioni e il reddito di cittadinanza non sono in discussione e restano una priorità del governo, anche se non è stato definito il costo. I disegni di legge ancora non esistono, quello che ancora non è stato definito è il costo delle misure e in base ai disegni di legge sono state accantonate delle risorse per queste due misure. È chiaro che una valutazione attenta di quale sia il costo e’ possibile solo quando ci saranno i disegni di legge”.

Pensioni News | Quota 100 rinviata al Senato

La riforma di superamento della legge Fornero, meglio conosciuta come Quota 100, giungerà in Senato per essere discussa e inserita nella manovra di Bilancio 2019 insieme al reddito di cittadinanza.

A confermarlo è direttamente il presidente della commissione Bilancio della Camera Claudio Borghi a seguito di alcune indiscrezioni che parlavano di uno slittamento di queste norme più “delicate”. “A questo punto se ne parla all’arrivo della Manovra in Senato perché alla Camera i termini sono scaduti” , ha spiegato Borghi.

Quota 100 verrà quindi inserita nel testo con un emendamento e sarà temporanea, durerà cioè 3 anni e costituirà il “ponte” per Quota 41 per tutti. Quest’ultimo, come affermato dal vicepremier Salvini, è infatti il vero obiettivo dell”esecutivo.

Per quanto riguarda invece tutte le altre “componenti” del pacchetto pensioni le principali novità riguardano un anno di proroga per Ape Sociale e Opzione Donna e l’aumento dell’età pensionabile, il quale riguarderà soltanto la pensione di vecchiaia e non la pensione anticipata (fissata a 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e uno di meno per le donne).

Intanto proteste per la durata triennale di Quota 100 giungono dalle file del Partito Democratico, il quale, tramite la voce del suo esponente Marco Leonardi, ha esposto diverse critiche: “Il governo ha finalmente ammesso che la riforma delle pensioni sarà temporanea, solo per tre anni. Lo avevamo detto mesi fa che Ue e mercati hanno una sola preoccupazione: Quota 100, perché aumenta il debito pubblico. Ma fare una riforma per tre anni è una vergognosa mancia elettorale“.

> Leggi anche: “Pensioni Quota 100: arriva il riscatto flessibile della laurea | Come funziona

Pensioni News | Quota 100: cosa sappiamo finora

Nel mese di ottobre 2018 la Lega ha annunciato che Quota 100 sarà introdotta a partire da febbraio 2019; tale promessa è stata ribadita dal leader del Carroccio Matteo Salvini, il quale ha di recente affermato che la riforma partirà addirittura a “inizio 2019”.

“Se non è gennaio per motivi tecnici evidenti, perché coinvolge circa mezzo milione di persone, mi auguro che sia febbraio”, queste infatti le parole del ministro degli Interni che però vanno a scontrarsi con il tentativo, sempre dell’esecutivo, di spostare la partenza delle riforme cardine – anticipo sul pensionamento e reddito di cittadinanza -per ridurre l’impatto della spesa sul deficit dopo la bocciatura della manovra da parte dell’Ue.

Il sottosegretario al Lavoro, il leghista Claudio Durigon, ha assicurato che il fondo per Quota 100 nel 2019 sarà inferiore ai 6,7 miliardi. “I conteggi che abbiamo sono inferiori ai 6,7 miliardi”, ha infatti spiegato Durigon ad alcuni cronisti, sostenendo che “la relazione tecnica indica una cubatura più bassa, dato che le uscite del pubblico impiego saranno inferiori a causa delle esigenze del settore”.

Il meccanismo di base di Quota 100 rimane essenzialmente lo stesso, ovvero si va in pensione al raggiungimento della somma 100, data da età anagrafica e contributi versati: 62 anni di età e 38 anni di contributi.

La marcia indietro del governo prevede il divieto di cumulare l’assegno pensionistico con altri redditi. Chi nel 2019 si ritira dal lavoro avendo 62 anni dovrà sottostare al divieto di cumulo per i successivi 5 anni; se si sceglierà di andare in pensione a un’età maggiore, gli anni di divieto di cumulo scenderanno. Al compimento dei 67 anni, invece, il divieto cadrà. Si tratta di una misura per disincentivare il ritiro dal lavoro troppo presto.

Il governo prevede inoltre di introdurre delle finestre mobili: questa modifica secondo l’esecutivo riuscirà a contenere le uscite pensionistiche nel 2019 e rappresenta un’altra via per andare incontro alle richieste di Bruxelles.

Tale sistema – chiamato appunto delle finestre mobili – prevede per i dipendenti del settore pubblico e privato un’attesa di alcuni mesi, dopo la presentazione della domanda di pensione all’Inps e la sua valutazione e certificazione dei requisiti, per la prima finestra mobile di uscita. Tale attesa per incassare il primo assegno equivale a tre mesi per i dipendenti privati e sei complessivi – tre di preavviso all’amministrazione di appartenenza e altri tre dopo l’ok dell’Inps – per i pubblici. Pensioni News

Secondo questa previsione, le prime pensioni anticipate erogate con il meccanismo di Quota 100 saranno incassate dai beneficiari del settore privato tra aprile e maggio 2019; tutto, in effetti, dipende dai tempi di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale delle nuove misure.

Il vicepremier Matteo Salvini ha assicurato che il superamento della Fornero non prevederà particolari limitazioni, penalizzazioni o tetto al reddito.“Vuol dire – ha chiarito il vicepremier – che potenzialmente possono andare finalmente in pensione 400mila persone e si liberano altrettanti posti di lavoro. Vuol dire che 400mila truffati da quella legge sono finalmente liberi di tornare alla vita”.

Secondo invece quanto riportato dal Sole 24 Ore, la decisione dell’esecutivo sarebbe quella di superare la legge Fornero con una norma ponte per 36 mesi che verrà poi sostituita da Quota 41 per tutti dal 2022-23. Secondo lo schema dell’esecutivo, quindi, Quota 100 dovrebbe partire tra febbraio e aprile – come annunciato dal vicepremier Matteo Salvini – per restare in vigore fino al 2022 e per poi cedere il passo a Quota 41; i 41 anni di contributi diventeranno perciò conditio sine qua non per l’accesso al pensionamento anticipato.

Il presidente dell’Inps, Tito Boeri, dal canto suo, ha commentato critico sulla necessità di “abolire il termine quota 100 perché è fuorviante e rischia di alimentare illusioni tra chi ha 63 anni di età e 37 di contributi e via così”. Per quanto riguarda poi il divieto di cumulo – il meccanismo per disincentivare il numero di domande di adesione a Quota 100 – Boeri sostiene che sia una “soluzione che presenta una serie di problemi. Ad esempio, i neo pensionati potrebbero anche confluire nel lavoro nero, ma così sarebbe peggio”.

> Leggi anche: “Pensioni dicembre 2018: la tredicesima mensilità | Quando viene pagata e come si calcola

Pensioni News | Quota 100: come funziona e cosa prevede la nuova riforma

Quota 100 è la riforma delle pensioni inserita nel disegno di Legge di Bilancio 2019 approvato dal Governo nel corso del Consiglio dei Ministri del 15 ottobre 2018.

Si tratta di una riforma finalizzata al superamento della Legge Fornero e prevede sostanzialmente un meccanismo per permettere di anticipare il pensionamento rispetto ai tempi fissati finora.

Ma come funziona e quali sono i requisiti? Quota 100 è un sistema che permette di accedere alla pensione quando appunto la somma tra età anagrafica e contributi versati risulta essere 100.

L’obiettivo principale della riforma è quindi eliminare i limiti di età per la pensione previsti dalla Legge Fornero ed introdurre nuovi criteri anagrafici e contributivi; con Quota 100 si può infatti andare in pensione con 62 anni di età e 38 anni di contributi versati.

In tal modo, favorendo l’uscita anticipata, si agevoleranno sia coloro i quali hanno iniziato a lavorare molto presto che il ricambio generazionale nei settori pubblico e privato.

Quota 100, come affermato e ribadito più volte dal vicepremier Matteo Salvini,  partirà a “inizio 2019”, probabilmente dal mese di febbraio.

Pensioni News | Quota 41

“Quota 41 per tutti”, è questa l’idea e l’obiettivo del ministro Salvini. Ma di che si tratta?

La Quota 41 – insieme anche a Quota 100 – è una delle novità in tema di pensionamento introdotte dal governo giallo-verde più attese dai lavoratori; tutto quello che finora si conosce in merito – requisiti, funzionamento ecc – è basato su indiscrezioni, quindi bisognerà attendere conferme da parte del governo.

Quello che però sappiamo ora è che Quota 41 potrebbe essere rivolta, dal 1 gennaio 2019, a tutti i lavoratori; non mancano però, al momento, dubbi e criticità, soprattutto in merito al calcolo.

Tale sistema prevede per i lavoratori accesso al pensionamento con 41 anni di contributi e senza vincoli di età. Il M5s e la Lega hanno intenzione di estendere una misura già introdotta nel 2017: in quell’anno la legge di Bilancio aveva infatti previsto la quota 41 per i lavoratori precoci – cioè coloro che hanno lavorato almeno 12 mesi prima del 19esimo anno di età – mentre ad oggi essa viene contemplata per una platea ben più ampia, cioè tutti i lavoratori con 41 anni di contributi versati.

A mancare, al momento, sono notizie certe circa il calcolo (potrebbe essere applicato il metodo contributivo ma andrebbe a svantaggiare molti lavoratori) e le coperture per assicurare appunto a tutti l’estensione della misura.

Pensioni News | Opzione Donna

Opzione Donna – o anche regime sperimentale donna – è quella possibilità che consente alle lavoratrici di ottenere la pensione di anzianità con requisiti anagrafici più favorevoli.

Essendo una misura sperimentale necessita di un rifinanziamento annuale per essere prorogata; questo nel 2017 non è stato ottenuto, mentre invece è stato inserito nella legge di Bilancio 2019 per una sua proroga di un anno (invece che 3, come previsto inizialmente).

Opzione Donna è stata introdotta nel 2004 con la legge Maroni e non è stata coinvolta dai cambiamenti introdotti con la legge Fornero; essa – come anticipato – permette alle donne lavoratrici, con tempi differenti tra dipendenti pubbliche e lavoratrici autonome, di accedere al pensionamento prima, ma con una penalizzazione sull’assegno.

Per quanto riguarda i requisiti per ottenere questa formula di pensione anticipata, essi riguardano naturalmente l’età anagrafica, che deve essere di almeno 57 anni e 7 mesi, e l’anzianità contributiva, di almeno 35 anni. Inoltre, dalla data di maturazione dell’ultimo requisito utile alla liquidazione della pensione devono passare almeno 12 mesi.

Questo per quanto riguarda le dipendenti pubbliche, mentre le lavoratrici autonome hanno differenti requisiti di accesso: 58 anni e 7 mesi di età, 35 anni di contributi versati e un’attesa tra la data di maturazione dell’ultimo requisito utile e la liquidazione di almeno 18 mesi.

Anche per Opzione Donna, come per Quota 100, è quindi previsto il sistema delle finestre mobili.

Pensioni News | Ape Social

L’Ape Social – abbreviazione di Anticipo pensionistico sociale – è un meccanismo di pensionamento che permette ai lavoratori in situazioni di disagio di ottenere la quiescenza senza penalità a partire dai 63 anni di età e dai 30-36 di contribuzione.

Tale modalità – introdotta per la prima volta dal governo Gentiloni come misura sperimentale – nello specifico prevede un’indennità a carico dello stato erogata dall’Inps in favore di coloro che presentano i requisiti di legge (a seguito di una domanda posta dal lavoratore, non è quindi un meccanismo automatico) e fino al raggiungimento della pensione di vecchiaia. Alla maturazione dei requisiti ordinari di quiescenza poi si entra infatti nella pensione ordinaria.

Chi può richiedere l’Ape Sociale? Tutti quei lavoratori in condizioni di difficoltà, quindi disoccupati, invalidi, caregivers (con almeno 63 anni di età e 30 di contributi versati) e lavoratori gravosi (con almeno 63 anni di età e 36 di contributi versati).

Per quanto riguarda la sua proroga per il 2019 – anche questa contenuta nel “pacchetto pensioni” che verrà con tutta probabilità tradotto in un emendamento alla legge di Bilancio nel suo passaggio al Senato – essa è particolarmente rilevante alla luce del fatto che la misura è decollata il 1 maggio 2017 e necessita di essere estesa perché anche coloro che maturano i requisiti nel corso del 2018 possano beneficiarne.

In merito a ciò è intervenuto il sottosegretario al Lavoro Durigon, il quale ha chiarito che il governo “ha scelto di mantenere questo strumento perché utile per particolari categorie e complementare a quota 100”.

Pensioni News | Ape Volontaria

L’Ape Volontaria – o anticipo pensionistico volontario – consiste in un regime pensionistico sperimentale che consente di anticipare l’uscita dal mondo del lavoro tramite un prestito pensionistico erogato dalla banca.

Tale prestito viene erogato dalla banca in quote mensili per 12 mensilità. I beneficiari dell’Ape Volontaria – che possono essere indistintamente dipendenti privati, pubblici e lavoratori autonomi – possono ottenere il prestito alla maturazione del diritto sull’anticipo pensionistico. Non possono, al contrario, farne richiesta i liberi professionisti iscritti alle casse professionali e – proprio per la natura stessa dell’anticipo pensionistico – i cattivi pagatori.

Per quanto attiene ai requisiti anagrafici e contributivi, tutti i lavoratori che intendano fare domanda per l’Ape devono avere un minimo di 63 anni e un montante contributivo non inferiore a 20 anni. Il prestito, che viene erogato da soggetti finanziatori e prevede l’obbligo di firmare una garanzia contro il rischio di premorienza, viene “coperto” da agenzie assicurative scelte tra quelle che aderiscono agli accordi quadro.

Dal momento in cui viene presentata la domanda il prestito viene erogato per un minimo di sei mesi fino al raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia.