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Opzione Donna 2019: come funziona, requisiti, proroga e news

Di Giulia Angeletti
Pubblicato il 6 Mag. 2019 alle 14:25 Aggiornato il 17 Giu. 2019 alle 11:29
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Opzione Donna | 2019 | Come Funziona | Requisiti | Proroga | Ultimissime News Oggi

Opzione Donna – anche conosciuto come regime sperimentale donna – è un meccanismo che prevede la possibilità per le lavoratrici del settore pubblico e privato di andare in pensione in anticipo.

Questo è però concesso a patto di accettare un assegno calcolato interamente con il sistema contributivo.

Opzione Donna è stato introdotto con la legge Maroni (n.243/04) per poi essere ripreso ed inserito sia nella legge Fornero che nella manovra di Bilancio 2017. Per quanto riguarda una sua proroga anche nel 2019, essa è stata confermata nella nuova legge di Bilancio approvata nel pomeriggio del 30 dicembre 2018 (qui tutti i dettagli su cosa prevede).

Il decreto pensioni e reddito di cittadinanza, approvato nella serata del 17 gennaio 2019, ha poi definito tutti i dettagli per quanto riguarda questo meccanismo.

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Opzione Donna | Come funziona | Proroga

Ad oggi, per poter ottenere il pensionamento anticipato tramite Opzione Donna, è necessario rientrare in precisi requisiti.

Questi sono diversi tra dipendenti pubbliche e lavoratrici autonome per quanto riguarda l’età anagrafica, la quale deve essere pari a 58 anni di età per le prime e di 59 per le seconde. Il requisito contributivo, invece, è il medesimo per entrambe le categorie ed è pari a 35 anni: le lavoratrici, quindi, devono essere in possesso di contribuzione versata alla data del 31 dicembre 1995.

Possono accedere a Opzione Donna, quindi, le lavoratrici dipendenti nate entro il 31 dicembre 1960 e le autonome nate entro 31 dicembre 1959: entrambe queste categorie, inoltre, devono essere in possesso dei requisiti entro il 31 dicembre 2018.

Una volta maturate queste condizioni, anche per Opzione Donna sono previste delle finestre mobili di uscita. Ciò significa che l’attesa per la liquidazione dell’assegno pensionistico è di 12 mesi per le dipendenti e di 18 mesi per le autonome.

Opzione Donna | Come si calcola

Il metodo di calcolo utilizzato per Opzione Donna è quello contributivo. Esso viene spesso definito come svantaggioso poiché appunto basato sui contributi effettivamente accreditati anziché sulla media degli ultimi stipendi o redditi (metodo cosiddetto retributivo).

In effetti, nonostante il calcolo della pensione sia sottoposto a diverse variabili, nel caso di Opzione Donna si parla di taglio sull’assegno del 25-35 per cento.

A questo punto, per entrare maggiormente nel merito del calcolo, è necessario spiegare che il calcolo contributivo si divide in due differenti quote: la quota A (fino al 31 dicembre 1995) e la quota B (dal 1 gennaio 1996 in poi). Le due quote corrispondono a due differenti montanti contributivi che possono essere sommati per giungere al montante totale, il quale viene poi trasformato in rendita dal coefficiente di trasformazione (che varia in base all’età pensionabile).

Naturalmente, infine, il procedimento di calcolo può variare in base alla propria particolare gestione previdenziale.

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Non possono, infine, essere utilizzati ai fini del perfezionamento contributivo per andare in pensione con Opzione Donna i contributi versati durante la malattia o la disoccupazione.

Opzione Donna | Come fare domanda

Le lavoratrici che entro le date indicate abbiano maturato i requisiti richiesti possono andare in pensione con il meccanismo previsto da Opzione Donna, anche da subito.

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L’Inps ha infatti chiarito che per Opzione Donna si applica la cristallizzazione dei requisiti: tale principio permette di ottenere la pensione con un regime precedente o al raggiungimento dei requisiti richiesti.