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Pensioni, sindacati in piazza il 1 giugno contro il governo: le ragioni della protesta

Di Giulia Angeletti
Pubblicato il 7 Mag. 2019 alle 09:20 Aggiornato il 7 Mag. 2019 alle 09:20
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Pensioni News | Manifestazione | 1 giugno 2019 | Proteste sindacati | Governo

Pensioni News – È prevista per sabato 1 giugno 2019 una manifestazione nazionale dei pensionati a Roma, i quali scenderanno in piazza per protestate contro le scelte del governo Conte in materia di previdenza dopo che si saranno tenute anche le tre assemblee a Roma, Padova e Napoli, in programma per giovedì 9 maggio.

La mobilitazione, indetta dai sindacati Spi-CgilFnp-Cisl e UilpUil, inizialmente avrebbe dovuto tenersi in Piazza del Popolo, ma in vista della grande adesione ricevuta la location è stata cambiata in piazza San Giovanni, sempre a Roma.

Ma quali sono le ragioni della protesta? Una nota congiunta di Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil ha spiegato che tra i motivi c’è una generale trascuratezza da parte dell’esecutivo per la categoria, la quale ultimamente ha subito delle scelte in materia previdenziale che vanno a peggiorare le condizioni dei pensionati: in primo luogo il taglio della rivalutazione delle pensioni (strumento con cui gli assegni vengono adeguati all’aumento del costo della vita secondo i dati Istat) e i consistenti conguagli che in molti dovranno restituire alle casse statali.

“Nonostante i molteplici appelli rivolti alle forze politiche che governano il Paese con l’obiettivo di trovare insieme delle misure che potessero andare incontro alle esigenze dei pensionati, l’unica decisione adottata dal governo è stata quella del taglio della rivalutazione, alla quale si aggiungerà un corposo conguaglio che i pensionati dovranno restituire nei prossimi mesi”, hanno infatti sottolineato Spi, Fnp e Uilp.

In aggiunta, i sindacati hanno anche sottolineato come “la tanto sbandierata pensione di cittadinanza” abbia finito per “riguardare un numero molto limitato di persone” e non sia sufficiente per “affrontare il tema della povertà”.

Nella nota congiunta è evidente il “clima di insofferenza e insoddisfazione” che si è generato nell’ultimo periodo “nei confronti delle politiche adottate finora dal governo”, colpevole di aver “penalizzato ancora una volta milioni di persone anziane”.

D’altronde le sigle in difesa della categoria hanno nuovamente evidenziato come le tasse sulle pensioni siano le più alte d’Europa e come il governo non si sia impegnato per garantire azioni e strumenti per venire incontro alle esigenze dei pensionati: parliamo ad esempio di maggiori risorse per l’assistenza. “Il governo non ci ha voluti ascoltare, rimanendo indifferente di fronte a temi di straordinaria rilevanza per la vita delle persone anziane e delle loro famiglie”.

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Pensioni News | Manifestazione 1 giugno | I motivi

Come già anticipato, una delle motivazioni che porterà i pensionati a scendere in piazza a Roma il 1 giugno è relativa al blocco delle rivalutazioni degli assegni previdenziali, comunicato dall’Inps il 22 marzo scorso l’Inps ed effettivo da aprile 2019: a ricevere una pensione più bassa, infatti, sono stati in 5.6 milioni.

Queste le nuove percentuali per la rivalutazione delle pensioni, che sono state introdotte dalla Legge di Bilancio 2019: per le pensioni superiori a tre volte il minimo e inferiori a quattro la rivalutazione è pari al 97 per cento, al 77 per cento per gli importi tra quattro e cinque volte il minimo, al 52 per cento per quelle tra cinque volte e sei volte il minimo, al 47 per cento per quelle oltre sei volte, al 45 quelle oltre otto volte e, infine, del 40 per cento per oltre nove volte il minimo.

Per quanto riguarda poi i conguagli, i pensionati li troveranno con tutta probabilità già nel cedolino di giugno 2019, quando l’Inps inizierà a recuperare, attraverso trattenute, le cifre erogate a gennaio, febbraio e marzo 2019.