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Quota 100, PA a rischio svuotamento: turnover urgente, le tempistiche

Di Giulia Angeletti
Pubblicato il 20 Mag. 2019 alle 16:28 Aggiornato il 20 Mag. 2019 alle 16:29
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Quota 100 ultime notizie | PA a rischio svuotamento: turnover urgente

Quota 100 ultime notizie – Quota 100, il nuovo meccanismo di anticipo pensionistico introdotto con il “decretone” che permette ai lavoratori di uscire da lavoro con 62 anni di età e 38 di contribuzione versata, porterà ad un imminente svuotamento dei pubblici uffici.

La riforma previdenziale tanto voluta dalla Lega di Matteo Salvini che ha l’obiettivo di operare un superamento della legge Fornero, infatti, prevede delle finestre d’uscita che consentiranno ai dipendenti pubblici che hanno raggiunto i requisiti necessari il 31 dicembre 2018 di andare in pensione ad agosto 2019.

Tali fuoriuscite favoriranno lo sblocco del turnover e un forte ricambio generazionale in seno alla Pubblica Amministrazione: il pericolo, però, come sottolineato nelle ultime settimane dai sindacati, è che i pensionamenti lasceranno molti vuoti di personale finché non ci sarà lo sblocco di diverse procedure concorsuali. Il ministro per la PA Giulia Bongiorno, però, ha di recente annunciato di aver firmato un decreto al fine di sbloccare concorsi per 4.902 unità e per autorizzare 5.220 assunzioni nelle amministrazioni centrali.

Addirittura, al fine di rendere più semplice l’ingresso dei giovani laureati negli uffici pubblici e ridurre i tempi per la copertura di quelle 250mila fuoriuscite di dipendenti previste per quest’anno, il governo ha pensato anche a dei concorsi post-universitari ad hoc. Questo, come molti altri, è stato infatti uno degli argomenti di cui si è parlato al Forum PA nei giorni scorsi alla presenza anche del ministro dell’Economia Giovanni Tria.

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Quota 100 ultime notizie | I settori “svuotati”

I settori dell’amministrazione pubblica che entro breve tempo rimarranno senza personale sono innanzitutto sanità ed istruzione, ma l’emergenza turnover colpisce anche gli enti territoriali: anche le Regioni e i Comuni, infatti, hanno esigenza di assumere nuove persone.

Se – come illustrato da Forum PA servendosi dei dati del Conto annuale del pubblico impiego pubblicato dalla Ragioneria generale dello Stato –  sia i governatori che i sindaci avrebbero bisogno di 100 mila unità di personale in più delle attuali, il Servizio sanitario nazionale necessiterebbe, per il suo buon funzionamento, di almeno altri 84 mila dipendenti.

Per quanto riguarda invece le Forze Armate, l’esigenza è di 15 mila nuovi agenti, mentre invece le Agenzie fiscali dovrebbero essere rinforzate di almeno 7 mila persone. Arrivando poi al personale ministeriale, c’è un fabbisogno di 18 mila persone.

Il “buco” complessivo negli organici, quindi, numeri alla mano, è di 252.982 dipendenti. Questa cifra, tuttavia, è solo quella di partenza, perché ad essa devono aggiungersi poi i pensionamenti anticipati a cui avranno diritto nei prossimi tre anni i dipendenti pubblici con l’introduzione di Quota 100, per un totale di 400 mila persone; e la notizia è che per un turnover completo – cioè per sostituire ogni pensionato con un nuovo assunto – dovrebbero essere assunti subito oltre 200 mila giovani, il che è impossibile, o meglio, insostenibile per le finanze statali.

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