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Stadi, la decisione del Governo: riapertura fino a mille spettatori in tutta Italia fino al 7 ottobre

Il provvedimento arrivato dopo una riunione nel pomeriggio tra i ministri Speranza, Boccia e Spadafora. Nelle scorse ore alcune Regioni come Emilia-Romagna, Veneto e Lombardia avevano emanato ordinanze in questo senso

Di Carmelo Leo
Pubblicato il 19 Set. 2020 alle 19:41 Aggiornato il 19 Set. 2020 alle 19:49
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Immagine di copertina
Il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora (Credits: Ansa)

Stadi, decisione del Governo: riapertura fino a mille spettatori in tutta Italia

Con l’inizio del nuovo campionato di calcio di Serie A, torna d’attualità il tema della parziale riapertura degli stadi dopo l’emergenza Coronavirus. Nel pomeriggio di oggi, sabato 19 settembre 2020, il Governo ha comunicato che fino al 7 ottobre gli stadi saranno riaperti in tutta Italia fino a mille spettatori. La decisione è arrivata al termine di un incontro tra il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, quello della Salute Roberto Speranza e quello per gli Affari regionali Francesco Boccia. La riunione si è resa necessaria dopo l’acuirsi delle polemiche per le riaperture decise dalle singole Regioni.

Tutto è partito quando Spadafora, nei giorni scorsi, ha dato il via libera al ritorno dei tifosi sugli spalti per “tutte le competizioni sportive che si terranno all’aperto e che rispetteranno scrupolosamente le regole previste in merito a distanziamento, mascherine, prenotazione dei posti a sedere”. Subito dopo, l’Emilia-Romagna è stata la prima Regione a emanare un’ordinanza per le prime partite di Serie A e per il Gran Premio di Formula 1 di Imola: mille spettatori massimi all’aperto e 13.147 a Imola. A seguire, ordinanze simili sono state emanate anche da Veneto e Lombardia. Con una differenza: nelle due Regioni sarà consentito l’ingresso di 700 tifosi anche nei posti al chiuso nei quali sia possibile la preassegnazione dei posti a sedere. Decisioni, queste, che hanno provocato qualche polemica, spingendo il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia a convocare la riunione di oggi pomeriggio.

Ad anticipare che in serata sarebbe arrivata una decisione in questo senso da parte dell’esecutivo era stato il governatore del Piemonte, Alberto Cirio: “Il Governo – ha detto oggi – ha assicurato l’emanazione di un provvedimento nazionale nelle prossime ore. Ci auguriamo che non sia l’ennesimo annuncio, in tal caso risolveremo la cosa la prossima settimana a livello regionale”. Nel frattempo, sia il presidente del CONI Giovanni Malagò che il presidente della Lega di Serie A, Paolo Dal Pino, hanno espresso le loro perplessità, chiedendo uniformità di giudizio a livello nazionale.

Le reazioni

Non si sono fatte attendere le reazioni di squadre e addetti ai lavori alla decisione del Governo. La Juventus ha annunciato che domani allo Stadium saranno presenti mille spettatori “invitati”, mentre in collegamento con il Tg3 il presidente del Consiglio superiore di Sanità, Franco Locatelli ha dichiarato che “è auspicabile un atteggiamento prudenziale e una omogeneità di approccio su tutto il territorio nazionale”. Da oggi al 7 ottobre, inoltre, si lavorerà per trovare un piano condiviso tra governo e regioni in vista del prossimo Dpcm, per definire una percentuale di ingresso che tenga conto della capienza degli impianti per ogni disciplina sportiva.

Le regole per entrare allo stadio

Se si tratta di un evento al chiuso, le mascherine vanno indossate per tutta la durata dell’evento. Se, invece, la partita è all’aperto, gli spettatori devono indossare la protezione dall’ingresso fino al raggiungimento del posto e poi ogni volta che ci si allontani dal proprio posto, compreso il momento dell’uscita dallo stadio. Previsto inoltre l’utilizzo di tecnologie per automatizzare l’organizzazione degli ingressi, evitare “prevedibili assembramenti” e consentire la registrazione degli spettatori. Vietato l’ingresso di striscioni e bandiere, previsto inoltre un servizio di steward con il compito di assistere il pubblico e controllare il rispetto delle misure.

Riapertura stadi, il fastidio di Malagò e Dal Pino

Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, è intervenuto sul tema chiedendo “uniformità di valutazione”. “Al momento – ha dichiarato – navighiamo completamente a vista. Certo un impianto indoor non può essere paragonato a un circuito di Formula 1, ma la questione è chiara: ci sono Governo e Cts, poi le ordinanze regionali in base al tipo di manifestazione e tutto questo è oggetto di discussioni e polemiche. Lo sport non può accettarlo, ma soffre e deve rispettarlo. Le Regioni che osano di più mostrano sensibilità verso le esigenze degli organizzatori. Ora ripartiamo dagli Internazionali di tennis, ma fa riflettere che per le partite di calcio del Parma e del Sassuolo si ragioni in un modo e altrove in un altro”.

Sulla stessa linea anche il presidente della Lega A, Paolo Dal Pino: “A luglio abbiamo fatto con i migliori consulenti in circolazione uno studio di 300 pagine su come riaprire gli stadi in totale sicurezza – ha dichiarato – e nessuno ci ha mai chiamato nemmeno per affrontare questo discorso. Il Cts fa enormi sforzi per occuparsi del Paese, siamo grati a loro per quello che stanno facendo. Ma rispetto al nostro ministero dello Sport il dialogo non è quello che dovrebbe essere. Il calcio rappresenta una delle più grandi industrie italiane, con un grande gettito tributario e previdenziale, dà lavoro a 300mila persone fra diretto e indiretto, e rappresenta un fenomeno sociale importante. Mi spiace dirlo, ma devo dirlo a voce alta, c’è bisogno di rispetto. Da parte nostra c’è un movimento che ha poco ascolto”.

A stretto giro è arrivata anche la risposta di Spadafora a Del Pino: “L’attenzione è stata costante – ha scritto in una nota il ministro dello Sport – e le soluzioni trovate per portare a termine lo scorso campionato e iniziare nei tempi quello che comincia oggi sono state condivise. Abbiamo assicurato una attività continua e giornaliera di supporto. Pochi giorni fa il presidente della Figc (Gravina, ndr) è stato ricevuto dal presidente del Consiglio, e a seguito dell’incontro a Palazzo Chigi si è confermata la volontà comune di riaprire gradualmente gli stadi a partire da ottobre, in attesa dell’analisi delle curve dopo la riapertura delle scuole. Il Dpcm in vigore dai primi di agosto e rinnovato a settembre consente dei margini di intervento ai presidenti delle Regioni, ed alcuni hanno deciso di aprire gli stadi nei loro territori, seguendo le norme previste. Riceverò con piacere il presidente Dal Pino nei prossimi giorni: la ripresa del campionato è una buona notizia per tutti gli appassionati e gli sportivi, tra cui il sottoscritto. Spero in una stagione di sport entusiasmante e faccio il mio in bocca al lupo a tutte le squadre coinvolte”.

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