Liegi-Bastogne-Liegi 2026: Tadej fa tredici al Totomonumento
È la quarta vittoria nella Doyenne per il fuoriclasse di Komenda
Il campione del mondo Tadej Pogacar (UAE Team Emirates XRG) ha conquistato per distacco la 112ma Liegi–Bastogne–Liegi completando i 259,5 chilometri in 5h50’28” alla media record di 44,4 kmh. La maglia iridata ha preceduto di 45”, sul traguardo di Quai des Ardennes, il 19enne francese Paul Seixas (Decathlon CMA CGM) con il fiammingo Remco Evenepoel (Red Bull Bora Hansgrohe) terzo a 1’42”. E’ la quarta vittoria nella Doyenne per il fuoriclasse di Komenda. Grazie al successo odierno, Tadej ha raggiunto al secondo posto nell’albo d’oro della corsa l’italiano Moreno Argentin e lo spagnolo Alejandro Valverde, dietro a Eddy Merckx, unico a trionfare cinque volte nella Liegi. Il Cannibale, inoltre, con 19 successi nelle classiche monumento, resta l’unico a sopravanzare ancora lo sloveno, giunto a quota 13, in questa prestigiosa graduatoria.
Neanche il tempo d’abbassare la bandiera a scacchi che la gara ha preso fuoco. Frazionato in partenza da una caduta, fortunatamente senza gravi conseguenze, il gruppo si è diviso in due tronconi. Davanti 50 corridori, tra i quali Evenepoel ed Egan Bernal (Ineos Grenadiers), dietro Pogacar e Seixas. Dopo una fase iniziale in cui il vantaggio dei battistrada ha raggiunto, al chilometro 70, il margine ragguardevole di quattro minuti, l’azione congiunta di UAE e Decathlon ha gradualmente portato al ricongiungimento ai meno 95 dal traguardo. A questo punto, Pavel Sivakov (UAE Team Emirates XRG) si è messo in testa al gruppo a scandire l’andatura, sostituendo l’esausto campione del Belgio Tim Wellens. Le dure cote di Stockeu e Rosiers sono state superate con il nativo di San Donà di Piave, sempre al comando, che ha imposto un ritmo sufficientemente elevato da provocare una naturale selezione del gruppo. Ai meno 40 dall’arrivo, in prossimità della Cote de la Redoute, punto chiave del percorso, Sivakov ha ceduto le redini al compagno di squadra, il transalpino Benoit Cosnefroy. Costui, in realtà, ha tirato poco più di un chilometro in quanto, non appena la strada ha iniziato a inerpicarsi, Pogacar ha rotto gli indugi.
L’attacco della maglia iridata ha frantumato il plotone, eccezion fatta per un elemento. Tra la sorpresa generale, infatti, Seixas è rimasto incollato alla ruota dello sloveno al contrario di Evenepoel, andato subito in crisi. Il giovane francese, forse perché troppo sicuro di sé, ha poi collaborato pienamente nel tentativo di fuga assicurando, in poco tempo, l’accumulo di un vantaggio di un minuto. Saggiamente, Pogacar non ha tentato di liberarsi del compagno d’avventura sulla successiva Cote de Forges. Ripetendo quanto fatto con Mathieu van der Poel (Alpecin Deceuninck) al recente Giro delle Fiandre sull’Oude Kwaremont, lo sloveno ha fiaccato la resistenza dell’avversario che, proprio come l’olandese sul Paterberg tre settimane fa, si è staccato sulla Cote della Roche-aux-Faucons, ultima asperità di giornata a 15 chilometri dal traguardo. La fase finale si è trasformata in una passerella per il figlio del Tricorno che è arrivato a Liegi in scioltezza. Pur in difficoltà, Seixas è riuscito a conservare una meritata piazza d’onore, confermando tutto il bene che si dice sul suo conto.
Si chiude così la stagione delle classiche per dare spazio a quella dei grandi giri. Pogacar, pur non riuscendo a conquistare la Parigi-Roubaix, ha fatto il bello e cattivo tempo con tre successi e un secondo posto nelle quattro corse monumento. Disputerà la prossima settimana il Giro di Romandia prima di prendersi un mese di riposo, rientrando al Giro di Svizzera in vista del Tour De France. Intanto, venerdì 8 maggio partirà da Nesebar sul Mar Nero il 109° Giro d’Italia che si concluderà a Roma domenica 31 maggio. Assente Tadej, sarà il suo grande rivale, il danese Jonas Vingegaard (Visma Lease a Bike), l’uomo da battere. Dopo anni di vacche magre, l’Italia potrà finalmente contare su un uomo di alta classifica: il 22enne marchigiano Giulio Pellizzari. Speriamo di divertirci e, soprattutto, di tornare finalmente a sognare.