Il governo dice no alla quarantena ridotta. Stadi e discoteche chiusi ancora un mese

Di Anton Filippo Ferrari
Pubblicato il 14 Set. 2020 alle 07:59 Aggiornato il 14 Set. 2020 alle 08:24
82
Immagine di copertina

Stadi e discoteche non riapriranno prima di un mese, niente quarantena ridotta e i treni avranno una capienza ridotta all’80 per cento. Secondo quanto riporta oggi Il Corriere della Sera, sarebbero queste le decisioni del governo per quanto riguarda la pandemia di Coronavirus. L’intenzione è quella di andarci cauti e seguire le indicazioni degli scienziati che suggeriscono di attendere gli effetti sui contagi dell’apertura delle scuole a la ripresa dei trasporti pubblici con una capienza all’80 per cento. Chi sperava in una riduzione della quarantena, per ora dovrebbe rimanere deluso. Ma vediamo perché e quali modifiche potrebbero esserci nelle prossime ore.

Quarantena breve

La Francia è stato il primo paese che ha deciso di ridurre il periodo di quarantena. L’Italia – come confermato dal premier Conte – ci sta pensando. Domani si riunirà il Comitato tecnico-scientifico ma, come ha spiegato il coordinatore Agostino Miozzo, non ci sarà un responso perché si è scelto di valutare prima tutti i possibili effetti. In merito, su richiesta della Germania, si è espresso il Centro europeo per la prevenzione e il controllo dell’epidemia: “Alla luce dello stato attuale delle conoscenze e della letteratura disponibile, si stima che la riduzione da una quarantena di 14 giorni a una di 10 giorni comporterebbe una perdita di rilevamento dei casi sintomatici secondari tra i contatti stretti dei casi confermati di circa il 6 per cento, e si ritiene che questo sia abbastanza ampio da avere rilevanza per la salute pubblica in uno scenario in cui il livello di esposizione è alto (come la quarantena di contatti stretti)”.

Coronavirus, le decisioni per stadi, discoteche e concerti

Stadi e discoteche rimarranno chiusi per almeno un mese. Gli scienziati – secondo il Corriere della Sera – sono convinti che sia impossibile tenere sotto controllo l’ingresso e l’uscita degli spettatori e anche il distanziamento sugli spalti. Un grosso problema che, a detta degli esperti, non sarebbe risolto neanche se fosse reso obbligatorio l’uso delle mascherine. Discorso simile per le discoteche. Quanto accaduto quest’estate nei locali avrebbe convinto il governo sulla necessità di non accavallare la riapertura con la ripresa delle lezioni. Anche tenendo conto che sono stati proprio i giovani a subirne le conseguenze peggiori, ma anche a diventare veicolo di trasmissione all’interno delle famiglie.

Treni ad alta velocità

Qualche allentamento potrebbe esserci sul fronte dei treni ad alta velocità. Nei giorni scorsi i vertici di Italo hanno sollecitato un pronunciamento del Cts evidenziando come il divieto a viaggiare sulle tratte a lunga percorrenza con una capienza superiore al 50 per cento stia causando gravi perdite economiche tali da non poter garantire la garanzia dei posti di lavoro. Se l’azienda dimostrerà di utilizzare misure adeguate alla protezione dei passeggeri, gli scienziati potrebbero dare il via libera all’80 per cento come è già stato deciso per i mezzi pubblici e i treni regionali.

Leggi anche: 1. Scuole, l’appello dei presidi da Nord a Sud: “Non siamo pronti, rimandare la riapertura a dopo il voto” / 2. “Scuola in alto mare, noi insegnanti chiediamo di rimandare la riapertura”: le testimonianze a TPI /3. Esclusivo TPI: “La scuola così non è sicura”. Le lettere di diffida degli insegnanti ai presidi

82
Accesso

Se non ricordi la tua password o in precedenza usavi un account social (Facebook, Google) per accedere, richiedi una nuova password.