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Rula Jebreal a Sanremo 2020: chi è la giornalista sul palco dell’Ariston

Di Giulia Angeletti
Pubblicato il 4 Feb. 2020 alle 13:34 Aggiornato il 5 Feb. 2020 alle 00:49
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Immagine di copertina

Rula Jebreal a Sanremo 2020: chi è la giornalista sul palco dell’Ariston

Il 4 febbraio 2020 prende il via la 70esima edizione del Festival di Sanremo, quest’anno condotta da Amadeus. Al fianco del noto presentatore Rai dieci conduttrici e, tra queste – anche se dopo diverse polemiche e un dietrofront – anche la giornalista palestinese naturalizzata italiana Rula Jebreal.

La Jebreal, di cui molti hanno criticato la presenza sul palco dell’Ariston accusando la giornalista di aver troppo spesso definito l’Italia un paese razzista, porterà alla kermesse un tema molto importante e dibattuto, quello della violenza sulle donne.

Ma chi è Rula Jebreal? Quale è stata la sua carriera? Cosa si sa della sua vita privata?

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Rula Jebreal a Sanremo 2020: la carriera della giornalista

Nata ad Haifa in Israele quasi 48 anni fa, Rula è la figlia di un commerciante e imam di Gerusalemme Est, nato in Nigeria e con ascendenze nigeriane e arabo palestinesi. Ha perso sua madre , anche lei palestinese, quando aveva solo cinque anni: la donna, che da giovane era stata vittima di diversi abusi, si è suicidata annegandosi in mare. A seguito di quella perdita Rula e sua sorella Rania sono state portate all’orfanotrofio di Dar El-Tifel a Gerusalemme, luogo dove sono rimaste dal 1978 al 1991. Rula, infatti, considera la fondatrice di quella struttura come una seconda madre, oltre che la donna che le ha salvato la vita.

Nel 1993 Rula si è trasferita in Italia per studiare all’università di Bologna grazie a una borsa di studio concessa dal governo italiano, grazie alla quale si è laureata in fisioterapia. La sua carriera come giornalista è iniziata sul finire degli anni Novanta, quando sono iniziate le sue collaborazioni con Il Resto del Carlino, Il Giorno e La Nazione. Per queste testate Rula – che si definisce una musulmana laica e parla quattro lingue (arabo, ebraico, inglese e italiano) – si è occupata di cronaca cittadina e temi sociali, mentre successivamente si è spostata sulla politica estera, con particolare attenzione ai conflitti mediorientali.

E proprio questi temi hanno portato la giornalista sul piccolo schermo: Rula ha infatti iniziato a lavorare per LA7, prima partecipando alla trasmissione “Diario di guerra”, poi curando la rassegna stampa dei quotidiani in lingua araba mentre, nel frattempo, ha iniziato come editorialista di politica estera per Il Messaggero. Nel 2003 Rula ha poi ottenuto la conduzione dell’edizione notturna del Tg di La7 e, nello stesso anno, si è poi trasferita a Bologna insieme alla figlia Miral, avuta con l’artista Davide Rivalta.

Passata per Pianeta 7, Omnibus Estate, Rula è stata vincitrice del Premio Ischia internazionale di giornalismo per la televisione nella sezione giovani. Vittima di affermazioni razziste da parte del ministro Roberto Calderoli, il quale la definì “signora abbronzata”, Rula ha anche affiancato Michele Santoro in Annozero, per poi passare a RaiNews24.

Rula ha scritto e pubblicato dei libri per Rizzoli: parliamo di due romanzi, l’autobiografico La strada dei fiori di Miral (2004), La sposa di Assuan (2005) e il saggio Divieto di soggiorno, dove racconta la situazione degli immigrati in Italia attraverso le loro voci.

Produttrice di un evento al Colosseo in favore della moratoria ONU contro la pena di morte e conduttrice di un programma tv in Egitto definito come “il più indipendente nella storia della televisione egiziana”, Rula ha dovuto difendersi dalle accuse di diverse organizzazioni israeliane che contestavano la caratterizzazione, a loro avviso, filo-palestinese, del film “Miral”, tratto dal suo romanzo e di cui la giornalista è stata sceneggiatrice.  Il governo israeliano tentò, seppur vanamente, di impedire la première statunitense della pellicola organizzata presso la sala dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 13 marzo 2011. “Questo film è un grido per la pace. È contro la violenza, da dovunque essa venga”, fu la sua dichiarazione in difesa del film.

Rula ha collaborato anche con Michele Cucuzza nel programma televisivo “Mission – Il mondo che il mondo non vuole vedere” che, realizzato in collaborazione con l’UNHCR e INTERSOS, ha raccontato il viaggio di alcuni personaggi famosi in zone del mondo ove sono presenti i rifugiati.

In un famoso dibattito sulla MSNBC, la Jebreal disse a gran voce che i media statunitensi sono troppo sbilanciati a favore di Israele, portando ad esempio il numero e la durata delle interviste a esponenti israeliani rispetto a quelle a esponenti palestinesi. In seguito ha denunciato la cancellazione da parte della stessa MSNBC di tutte le sue apparizioni sulla rete.

Nel 2017 è stata una delle sette donne di successo omaggiate da Yvonne Sciò nel suo documentario Seven Women, mentre nel 2018 è stata annunciata la sua candidatura alle Elezioni Europee del 2019. Candidatura poi ritirata dopo un’apparizione alla Leopolda di quell’anno quando fu intervistata da Matteo Renzi, il quale le chiedeva di impegnarsi politicamente.

Vita privata

Dopo aver vissuto a lungo a New York con Julian Schnabel, regista del film Miral, Rula ha avuto il suo primo matrimonio nel 2013 con il banchiere americano Arthur Altschul Jr., figlio di un partner di Goldman Sachs. I due, però, hanno divorziato solo tre anni più tardi, nel giugno 2016. Rula Jebreal ha un profilo Instagram molto seguito, in cui la giornalista pubblica scatti di vita privata e professionale.

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