Sigfrido Ranucci: “Giletti mi attacca perché Report fa ascolti, in un’altra Rai non sarebbe mai accaduto”
Il giornalista replica al collega e respinge le accuse di omofobia
Sigfrido Ranucci replica a Massimo Giletti dopo che il conduttore, nel corso del programma tv Lo Stato delle Cose, in onda su Rai 3 nella serata di ieri, lunedì 9 febbraio, ha mostrato uno scambio di messaggi tra Ranucci e Maria Rosaria Boccia in cui il conduttore di Report parla di una presunta “lobby gay” nel sistema mediatico italiano, di cui farebbe parte anche lo stesso Giletti. Intervistato da La Repubblica, il giornalista ha dichiarato: “Non ho accusato Giletti di far parte di una lobby gay. Se ci tiene tanto a riconoscersi in quella definizione è un problema suo. Io ho detto una cosa più grave, che loro hanno fatto finta di non capire: il direttore del Giornale, Tommaso Cerno, e Giletti sono amici e al servizio di Marco Mancini, l’ex dirigente dell’Aise, quello che Report scoprì all’autogrill con Matteo Renzi”.
Definito una “delusione umana” da Giletti, Ranucci replica: “Dispiace se l’ho deluso. Ma chi più di me ha provato il suo stesso stato d’animo quando ha cercato di rivelare la nostra fonte, delegittimandola?”. Il conduttore di Report respinge con forza le accuse di omofobia: “Significa non conoscere la mia storia”. Secondo lui si tratta di “un corto circuito evidente, anche perché chi mi accusa va a braccetto con chi con accuse omofobe ha vinto le elezioni”. E quindi aggiunge: “Noto una forte strumentalizzazione e attacchi scomposti. In un’altra Rai non sarebbe mai accaduto”. Sul perché ci siano questi attacchi, risponde: “Le motivazioni sono diverse, c’è chi pensa di attaccarsi una medaglia al petto e di guadagnarsi crediti. Poi c’è un motivo più basico: Report fa ascolti. Se parli di me fai ascolti”. In merito alle indagini relative all’attentato subito, invece, Sigfrido Ranucci afferma: “Non credo siano ferme, sono in mano a un nucleo di investigatori e a magistrati di grande spessore”.