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Elezioni europee 2019: gli exit poll del Regno Unito

Immagine di copertina
Nigel Farage, leader del Brexit Party. Credit: Ben STANSALL / AFP

Elezioni europee Regno Unito 2019 exit poll | I risultati del voto in tempo reale

Elezioni europee Regno Unito 2019 exit poll – Nel Regno Unito il voto per le elezioni europee si è tenuto nella giornata di giovedì 23 maggio. Al contrario di quanto avvenuto in Olanda, gli exit poll non sono stati diffusi subito dopo la chiusura dei seggi, ma sono stati resi noti solo nella tarda serata di domenica 26, dopo le ore 23, quando tutti i paesi membri dell’Unione europea hanno votato.

Il Regno Unito conta 73 seggi nel Parlamento europeo: i deputati britannici resteranno in carica fin quando sarà ufficiale l’uscita di Londra dall’Unione europea.

Secondo una prima proiezione nazionale del 26 maggio diffusa dalla Bbc, il nuovo Brexit Party di Nigel Farage trionfa con il 32 per cento alle Europee in Gran Bretagna,  che dà i LibDem filo-Ue secondi al 19 per cento (+11 per cento), il Labour terzo in calo al 16, i Verdi (due punti in più) all’11, e i Tory solo quinti crollati al record negativo storico dell’8 per cento.

Tutti gli exit poll delle europee in tempo reale

Quanti seggi in parlamento spettano a ciascuno stato membro?

Quando sapremo chi ha vinto?

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(Aggiornare in continuazione per leggere gli aggiornamenti)

Elezioni europee Regno Unito 2019 exit poll | I sondaggi della vigilia

Secondo i sondaggi condotti nelle settimane che hanno preceduto il voto, il Brexit Party, il nuovo partito euroscettico guidato da Nigel Farage, è quello che gode del maggior consenso tra gli elettori, con una percentuale di voti stimata al 32 per cento (ma alcune rilevazioni lo piazzano addirittura al 37 per cento).

I Laburisti sono dati al secondo posto con il 21 per cento dei consensi, i LibDem al 12 per cento e i Conservatori all’11 per cento.

Già alle elezioni europee del 2014 l’Ukip, il movimento fondato da Farage che ha guidato nel 2016 il fronte pro-Brexit, aveva ottenuto circa il 27 per cento dei voti, risultando il partito britannico più votato.

Peraltro, il leader del partito Farage, dopo il successo del referendum sulla Brexit del 2016, si è allontanato dall’Ukip a causa dello spostamento del partito su posizioni di estrema destra, islamofobe e intolleranti.

In questa campagna elettorale l’eurodeputato inglese ha sottolineato più volte che il suo Brexit Party si distinguerà “ampiamente” dall’Ukip.

Tutti i sondaggi sulle europee

Sondaggi: nel Regno Unito trionfo per Farage

Elezioni europee Regno Unito 2019 exit poll | Le dimissioni della premier May

La premier dimissionaria Theresa May

All’indomani del voto per le europee in Regno Unito, la premier britannica Theresa May ha annunciato le dimissioni dal proprio incarico in seguito al caos generatosi intorno alla Brexit, con Londra che non ha ancora trovato un accordo con la Commissione europea sul divorzio da Bruxelles.

May ha spiegato che si dimetterà il 7 giugno, dopo la visita a Londra del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. La premier dimissionaria ha espresso “rammarico” per non essere riuscita ad attuare la Brexit, che ora dovrà essere gestita dal suo successore alla guida dei Conservatori, che sarà eletto nelle prossime settimane e che poi le subentrerà anche come primo ministro.

Il prossimo premier britannico sarà scelto entro la fine di luglio, secondo quanto annunciato dal presidente del Partito conservatore.

Cosa succede dopo le dimissioni della premier May

Theresa May: il discorso in lacrime

Elezioni europee Regno Unito 2019 exit poll | Come era andata nel 2014

Alle elezioni europee del 2014 il partito più votato nel Regno Unito era stato l’Ukip, il partito euroscettico guidato da Nigel Farage, che aveva raccolto il 26,7 per cento dei voti britannici.

Al secondo posto erano arrivati i Laburisti, con il 24,7 per cento dei consensi, mentre i Conservatori avevano ottenuto il 23,3 per cento delle preferenze e i LibDem erano stati votati dal 6,7 per cento degli elettori.

Quanti seggi in parlamento spettano a ciascuno stato membro

Elezioni europee 2019, le previsioni: chi vincerà? Cosa c’è da aspettarsi?

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