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Cosa succede dopo le dimissioni della premier May

Di Futura D'Aprile
Pubblicato il 24 Mag. 2019 alle 13:13 Aggiornato il 9 Set. 2019 alle 17:14
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Credit: Daniel LEAL-OLIVAS / AFP

Brexit dimissioni May: cosa succede adesso

Il 24 maggio 2019 Theresa May ha annunciato le sue dimissioni da primo ministro del Regno Unito.

Regno Unito, Theresa May annuncia le dimissioni

May ha anche rinunciato alla leadership del partito Conservatore, dopo il pressing degli ultimi giorni dei membri del suo stesso partito, primi fra tutti i Brexiteer delusi dal comportamento della premier.

La data del 7 giugno è stata scelta per far sì che la premier possa accogliere il presidente statunitense Donald Trump prevista per i primi giorni del prossimo mese e per evitare un cambio al vertice del Governo in concomitanza con le elezioni europee.

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Il 7 giugno quindi Theresa May lascerà la leadership dei Tories, mentre continuerà a ricoprire la carica di primo ministro finché il suo partito non designerà il suo successore. Il nome del prossimo premier dovrebbe arrivare entro la fine di luglio.

Dimissioni May: che succede adesso?

La settimana dopo le dimissioni della premier May avrà inizio la corsa per la leadership del partito Conservatore: il nuovo capo politico dei Tories diventerà anche primo ministro del Regno Unito.

Al momento tra i favoriti per la leader dei Conservatori vi sono l’ex ministro degli Esteri, Boris Johnson, il ministro degli Esteri Hunt a Andrea Leadsom, che ha dato le sue dimissioni dal Governo il 22 maggio.

Se la gara per la successione alla May non dovesse chiudersi nelle prime votazioni, ad un eventuale ballottaggio dovrebbero prendere parte anche gli iscritti al partito: in quel caso il favorito dovrebbe essere Boris Johnson, decisamente più popolare tra la base del partito.

Effetti sulla Brexit

Non è ancora chiaro quale sarà l’impatto del cambio ai vertici di Governo sul processo di uscita di Londra dall’Ue.  Molto potrebbe dipendere da chi prenderà il posto di Theresa May.

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Se il prossimo leader dei Conservatori dovesse essere un Brexiteer, potrebbe insistere per un’uscita veloce del Regno Unito anche prima della scadenza attuale del 31 ottobre, o persino lasciare l’Unione senza un accordo.

Chiunque vinca dovrà comunque affrontare lo stesso problema della May: la mancanza di una maggioranza in Parlamento per un nuovo accordo sulla Brexit.

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Ad oggi tutte le proposte non vincolanti avanzate dalla premier sono state bocciate dai parlamentari, contribuendo a causare l’attuale crisi di Governo.

Di sicuro nel breve periodo ci sarà ancora un periodo di forte incertezza. Il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ha accusato i deputati del Regno Unito di ritenere “più importante sostituire il primo ministro che trovare un accordo tra di loro” sulla Brexit.