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Home » Esteri

In fuga da Trump: sempre più turisti evitano gli Stati Uniti, registrato il peggiore crollo dei visitatori dopo 20 anni

Immagine di copertina
Credit: AGF

Nel 2025 persi quattro milioni di visitatori rispetto all'anno precedente

Dalle spiagge della California ai grattacieli di New York: il “sogno americano” si è trasformato in un incubo per milioni di visitatori. Sempre più turisti, infatti, decidono di tenersi alla larga dagli Stati Uniti di Donald Trump. Secondo la Cnn, gli Usa hanno perso quattro milioni di visitatori rispetto all’anno precedente per un calo del 5,5 per cento del turismo internazionale. Una flessione che si traduce in 8 miliardi di dollari in meno entrati nelle casse americane: se si esclude il periodo legato alla pandemia di Covid si tratta della diminuzione 
più marcata del turismo internazionale negli ultimi vent’anni.

 

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Il boicottaggio arriva da diversi Paesi, tra cui Germania, India, Francia, Australia, Cile e Cina, ma il calo più significativo riguarda il Canada: i viaggi dei canadesi verso le principali città statunitensi, infatti, sono crollati fino al 42%. Secondo un recente sondaggio di Politico,
la maggior parte dei canadesi oggi considera gli Stati Uniti un partner e un alleato non più affidabile. In generale, invece, molti viaggiatori affermano di evitare gli Stati Uniti a causa delle retorica violenta di Trump, delle dure politiche di immigrazione imposte dall’amministrazione statunitense, delle tensioni politiche legate al conflitto con l’Iran e per la paura di finire in cella perché si destano sospetti.

Mentre gli Usa registrano un calo, nel 2025 i viaggi internazionali sono aumentati di circa 80 milioni di visitatori rispetto all’anno precedente. E anche i prossimi Mondiali di calcio, che verranno ospitati da Usa, Messico e Canada, non sembrano aver migliorato i numeri. “Eravamo un Paese che gli altri volevano emulare. Questa idea non esiste più” ha commentato alla Cnn Juliette Kayyem della Harvard Kennedy School. “Il danno a lungo termine – ha aggiunto – è che il mondo non conoscerà più l’America allo stesso modo. Oggi la narrazione degli Stati Uniti è quella di un Paese che, nel migliore dei casi, non è rispettato e, nel peggiore, viene visto come una democrazia in difficoltà”.

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