Banner donazione
Ultimo aggiornamento ore 19:59
Immagine autore
Lucarelli
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Di Battista
Home » Esteri

Regno Unito, Theresa May annuncia le dimissioni in lacrime: ecco il suo discorso

Immagine di copertina

Theresa May dimissioni discorso | La premier britannica Theresa May annuncia le dimissioni da leader del partito conservatore. La data prevista è il 7 giugno.

Esprimendo “rammarico” per non essere riuscita ad attuare la Brexit e affidandone la realizzazione al suo successore alla guida dei Tory, la May ha pronunciato un discorso in cui ha di fatto tracciato la sua eredità politica, invitando chi le succederà alla guida dei Tory e del governo a portare a termine l’uscita dall’Ue ma anche a non considerare il compromesso una parola sporca.

> Qui tutto sulle dimissioni di Theresa May

La premier era in lacrime durante il discorso: “Ho servito il Paese che amo”, rivendica prima di girarsi e di rientrare attraverso il portoncino al numero 1 di Downing Street.

“Io presto lascerò l’incarico che è stato l’onore della mia vita avere”, ha detto Theresa May nel chiudere il suo statement sull’annuncio delle dimissioni per il 7 giugno, mentre la voce le si rompeva in gola.

Poi ha espresso “rammarico” per non essere riuscita ad attuare la Brexit e affidandone la realizzazione al suo successore alla guida dei Tory, che dovrà essere eletto nelle successive settimane per poi subentrarle come primo ministro a Downing Street.

“La seconda donna primo ministro – ha sottolineato -, ma certamente non l’ultima”. Quindi le parole conclusive, connotate da forte emozione e pronunciate a fatica con le lacrime che evidentemente le salivano agli occhi: ho svolto il mio lavoro “senza cattiva volontà, ma con enorme e duratura gratitudine per aver avuto l’opportunità di servire il Paese che amo”.

La premier britannica ha rivendicato quindi la politica di un Partito Conservatore patriottico, che nella sua visione deve continuare a mirare a ‘unire la nazione’ e a ridurre anche le ingiustizie sociali, predicando sicurezza, libertà e opportunità”.

Già il 23 maggio era uscita l’indiscrezione di possibili dimissioni sul quotidiano Times, arriva però un annuncio: Theresa May “sarà ancora primo ministro per ricevere il presidente degli Usa Donald Trump – atteso in visita di Stato nel Regno Unito dal 3 al 5 giugno – ed è giusto che sia così”. Lo ha detto oggi il ministro degli Esteri, Jeremy Hunt, a margine di una conferenza sulla cyber-sicurezza a Londra. Probabilmente saranno attesi i primi giorni di giugno per la decisione di dimissioni.

Ti potrebbe interessare
Esteri / Biden attacca giornalista della Cnn: “Ma che diavolo dice? Ha sbagliato lavoro”
Esteri / Hong Kong, dopo il blitz vanno a ruba le 500mila copie dell’Apple Daily: edicole prese d’assalto
Esteri / L’Iran elegge il nuovo presidente: conservatori pronti a tornare al potere
Ti potrebbe interessare
Esteri / Biden attacca giornalista della Cnn: “Ma che diavolo dice? Ha sbagliato lavoro”
Esteri / Hong Kong, dopo il blitz vanno a ruba le 500mila copie dell’Apple Daily: edicole prese d’assalto
Esteri / L’Iran elegge il nuovo presidente: conservatori pronti a tornare al potere
Esteri / Usa, il concerto di Bruce Springsteen è vietato a chi si è vaccinato con AstraZeneca
Esteri / Juneteenth, il giorno per ricordare la fine della schiavitù dei neri, diventa festa federale negli Usa
Esteri / Israele presta ai palestinesi oltre un milione di vaccini Pfizer in scadenza
Esteri / Schiavitù infantile, Corte Suprema Usa blocca causa contro i giganti del cioccolato
Esteri / La variante Delta spaventa il Regno Unito: mai così tanti casi da febbraio
Esteri / Chi è Lina Khan, la nuova dirigente dell'Antitrust americano che fa tremare le Big Tech
Esteri / Covid, la Cina risponde alle accuse: “Gli scienziati di Wuhan meritano il premio Nobel”