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Stupri Napoli e Catania: “Ecco cosa scatta nella mente degli stupratori e come i media alimentano la ferocia”

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 28 Mar. 2019 alle 12:34 Aggiornato il 28 Mar. 2019 alle 12:43
Immagine di copertina

Il 5 marzo, una ragazza di 24 anni viene aggredita e violentata nell’ascensore della Circumvesuviana di Napoli. I responsabili dell’aggressione sono tre ragazzi poco più che maggiorenni. Sulle loro responsabilità e sulle relative pene si sta discutendo al Tribunale del Riesame di Napoli. Per il momento, due su tre sono stati scarcerati.

I tre giovani hanno ammesso i rapporti sessuali sostenendo però che la 24enne fosse consenziente. La vittima ha sempre denunciato il contrario.

A distanza di pochi giorni da questo episodio, il 16 marzo, un altro gruppo di tre giovani stupra a Catania una ragazza statunitense di 19 anni, che da circa tre mesi lavorava come babysitter Au Pair da una famiglia del posto. La scena dell’abuso viene filmata con i cellulari.

Ventiquattrore dopo lo stupro, la ragazza decide di denunciare. La famiglia che la ospita ha avvertito un amico carabiniere, un maresciallo del nucleo Investigativo. La ragazza consegna le sue calze nere strappate, una gonna blu, un foulard e un paio di slip. Ai militari della Compagnia di Piazza Verga dice: “Qui ci sono le prove di quello che hanno fatto”.

La dottoressa Terry Bruno è psicologa e psicoterapeuta, nella sua attività ha seguito e segue molte vittime di abusi, violenze e bullismo. Con lei TPI ha provato a capire cosa accomuna questi stupri e cosa si nasconde dietro degli atti vili e pericolosi. Abbiamo cercato di comprendere quale sia la giusta narrazione e quali rischi si corrono nel raccontarli.

“Dover raccontare nei minimi particolari cosa è accaduto è deteletero, questi particolari vanno a stimolare la fantasia di soggetti che sono deboli psicologicamente e non si sentono più soli nel fare una determinata cosa. Il pericolo reale è l’emulazione. Come avvenuto per fatti di cronaca particolari, pensiamo ai ragazzi che buttavano i sassi dal cavalcavia. Sono poi seguiti atti di emulazione. Attraverso il bombardamento mediatico, queste persone vedono la cosa come un modo per avere una loro identità. Non si sentono soli nel farlo, si sentono giustificati, avallati”, spiega la dottoressa Bruno.

Si parla sempre poco delle vittime e sempre troppo degli aggressori. Ma la violenza quando scatta?

In queste persone c’è una sorta di stato di impotenza, di perdita di identità. Mentre si consuma la violenza sulle donne c’è un senso di frustrazione, sono soggetti che vogliono controllare una situazione, a quel punto la violenza risulta essere fondamentale perché è una forma di sottomissione. Avviene una deumanizzazione della vittima, è un oggetto, la vittima non ha più un’anima, nella distruzione c’è una sorta di appagamento.

Di fronte ai due casi di violenza di gruppo è possibile riscontrare delle assonanze?

Non c’è molta differenza tra adolescenti e adulti, il gruppo è quello che deresponsaibilizza, succede anche nel bullismo, chi lo fa non si sente solo, si sente protetto. Dipende anche dal capo, da chi comanda.

Nelle violenze di gruppo c’è chi tiene ferma la vittima e c’è il capo che può anche essere l’uico a compiere l’atto sessualePer gli altri può essere un modo per farsi accettare. Questi gruppi sono formati da un’unione di persone che non hanno una vera e propria identità, solo insieme si sentono sicure e possono esprime la loro aggressività.

Tra Catania e Napoli ci sono dei collegamenti?

Dobbiamo analizzare cosa ha spinto il gruppo allo stupro. Esiste la possibilità che siano stati influenzati e incentivati dal discorso mediatico. L’evento di Catania potrebbe essere collegato a Napoli per una sorta di effetto emulazione: hanno trovato la vittima ottimale e hanno applicato quello che hanno visto in tv, che faceva parte delle loro fantasie sollecitate dalle immagini. Ogni volta va sempre considerata la causa e il movente e chi ha avuto l’idea.

Può essere che alcuni partono già con l’idea di fare una violenza di gruppo, per altri scatta quando vedono la vittima ottimale.

Dentro il Rojava, guerra di Siria

Nel caso della Circumvesuviana di Napoli la vittima era nota agli aggressori.

Il discorso di Napoli è in qualche modo peggiore. In tal caso la cosa può essere premeditata. Alcune volte le violenze non solo di gruppo avvengono perché sono state premeditate. Queste persone scambiano alcuni comportamenti come favorenti e non accettano il rifiuto. Lì c’è il problema. L’identità di chi applica la violenza viene minata.

Dentro il Rojava, guerra di Siria

Sembra un maschio, non è stupro”,“tempesta emotiva”,”uccise la compagna: condannato con l’attenuante della delusione”. Cosa pensa di alcune recenti sentenze?

Le sentenze recenti potranno contribuire a creare situazioni predisponenti alle violenze. Sono allucinanti. Nessuno ha il diritto di togliere la vita a un’altra persona o di violarla. Si cerca di colpevolizzare la vittima. Se andiamo avanti così, se diamo queste giustificazioni, messe agli atti, che nonn fanno che assolvere queste persone, le giustifichiamo.

Queste sentenze favoriranno la liberazione di queste persone che non hanno alcun diritto di agire in quel modo. Nel momento in cui si riceve un rifiuto , bisogna saper controllare le proprie emozioni, se non lo sai fare hai dei problemi. E non sei un uomo.

Un uomo sa gestire le proprie emozioni, sa fermarsi.

I giudici ci devono pensare molto, stiamo tornando indietro nel tempo. Non ci sono mai state tutte queste sentenze. È veramente deprimente per quanto riguarda il rispetto dell’essere umano.

Gli stupri in Italia nel 2019

Rimini, 1 GEN – Una turista straniera si presenta al pronto soccorso dell’ospedale di Rimini dicendo di essere stata stuprata durante la notte. La donna, venticinque anni, nera, residente in Francia, ha raccontato di essere stata avvicinata da un uomo durante una festa in un locale del Riminese il quale si è offerto di riaccompagnarla in albergo. La violenza si consuma durante il tragitto e la ragazza viene lasciata in mezzo alla strada.

Roma, 12 FEB – Una ragazza di 17 anni precipita dalla finestra di una appartamento nel quartiere San Giovanni a Roma. In base a quanto si apprende da fonti giudiziarie, la giovane nei mesi scorsi aveva presentato una denuncia per violenza sessuale, attribuita ad una persona incontrata per caso, su cui si stava indagando ancora per cercare riscontri. La ragazza, di origini australiane, viveva a Roma con la famiglia.

Genova, 18 FEB – Una madre, con la complicità del compagno, droga e fa bere la figlia di 17 anni. Quando la ragazza non ha più il controllo di sé, viene abusata dall’uomo. La coppia è stata arrestata dai poliziotti della Squadra mobile di Genova che hanno raccolto la denuncia della minorenne. La madre della ragazza e il compagno sono accusati di violenza sessuale di gruppo. La 17enne ha raccontato di essere stata a una festa in compagnia della madre e del patrigno. I due, 39 e 38 anni, l’avrebbero fatta bere e le avrebbero dato la droga dello stupro. Una volta drogata, la giovane è stata abusata dall’uomo davanti alla madre. Quando si è ripresa ha provato a reagire e la madre le avrebbe fatto capire che non doveva ribellarsi ma sottostare. Tra i messaggi inviati dall’uomo sul cellulare della minore, e trovati dai poliziotti, anche uno in cui le diceva di aver sbagliato e che meritava la galera per quanto fatto. La donna ha altri due figli che sono stati allontanati da casa e affidati ai servizi sociali.

Napoli, 5 MARMartedì 5 marzo una  ragazza di 24 anni viene violentata nell’ascensore della stazione di San Giorgio a Cremano della Circumvesuviana da un gruppo di tre ragazzi. (Napoli)

Catania, 16 MAR Una diciottenne statunitense viene violentata a Catania da un gruppo di ragazzi che riprendono la scena con il telefonino.

Torino, 24 MAR – Una ragazza di 18 anni vine stata violentata nel parco Valentino, poco distante dalla discoteca dove aveva trascorso la serata.