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Fabio Fazio, Juncker e le bordate al governo in diretta: “La crescita zero dell’Italia farà aumentare i problemi del Paese”

Di Carmelo Leo
Pubblicato il 1 Apr. 2019 alle 09:55
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Immagine di copertina

Domenica 31 marzo 2019 il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, è stato ospite di Che Tempo Che Fa, la trasmissione di Rai 1 condotta da Fabio Fazio. Nel corso dell’intervista con il conduttore, Juncker ha trattato diversi argomenti: dalla crescita dell’Italia al tema dell’immigrazione, da Greta Thunberg alle polemiche relative alla Tav.

Non sono mancate inoltre le frecciatine al governo giallo-verde, accolte con la solita ironia soprattutto dalla stampa di destra, che si è focalizzata – come già era successo subito dopo l’intervista di Fazio a Macron – sulla passività del giornalista nei confronti del proprio interlocutore.

Fabio Fazio Juncker | L’economia italiana

Il colloquio di Fazio con Macron è partito dalle parole del ministro dell’Economia Giovanni Tria sulla crescita italiana che nel 2019 “si avvia verso lo zero”, di fatto confermate dal presidente della Commissione Ue: “Crediamo che la crescita dell’Italia arriverà solo allo 0,2 per cento, cioè zero. Il che vuol dire che i problemi dell’Italia continueranno a crescere”, ha detto Juncker.

A questo punto, arriva la prima bacchettata al governo giallo-verde: “Con i nostri amici italiani avevamo un contenzioso, nel corso degli ultimi mesi, relativo al livello della crescita italiana. I livelli annunciati dall’Italia si sono rivelati imprecisi e noi l’avevamo previsto. Penso che l’Italia – ha continuato –  sappia quali sono i suoi problemi: la crescita è in ritardo rispetto a quella europea da 20 anni, ma dire che è un rischio è un’esagerazione, malgrado il debito pubblico sia preoccupante”.

Fabio Fazio Juncker | Dalla Tav all’immigrazione

La discussione vira poi su altri elementi del lungo dibattito tra Italia e Unione europea, come la questione della Tav Torino-Lione: “L’Ue – ha detto Juncker a Fazio – concede circa 888 milioni di euro per cofinanziare il progetto. Sono stati già impegnati alcuni crediti e io desidererei che la Tav si facesse. È importante per ragioni economiche, sociali e ambientali”.

Una battuta anche sui recenti accordi stipulati dall’Italia con la Cina per la Nuova via della seta: “Non vedo nessun pericolo grave, anche se non mi piace tanto che i paesi europei singolarmente sottoscrivano contratti con la Cina”.

Altro grande terreno di scontro – forse il principale – tra il governo Lega-M5s e l’Europa è la redistribuzione dei migranti. Ed è qui che Juncker tende la mano all’Italia: “In termini finanziari, abbiamo appoggiato ampiamente l’Italia per il massiccio arrivo di migranti per almeno un miliardo di euro, non di lire. Entro le possibilità di bilancio che abbiamo avuto, abbiamo fatto il possibile. La Commissione ha proposto un sistema di riassegnazione dei rifugiati, ma non tutti i Paesi rispettano la norma giuridica sulla cui base gli Stati membri hanno raggiunto un accordo. La nostra solidarietà con l’Italia è totale”.

Fabio Fazio Juncker | Greta Thunberg

Lasciati i temi della politica, c’è stato spazio poi anche per i grandi temi ambientali. Su tutti, ovviamente, la posizione di Greta Thunberg, la giovanissima attivista svedese che, lanciando la sua protesta Friday’s for future, ha riacceso l’attenzione sui cambiamenti climatici, attirando su di sé però anche una grossa ondata di critiche.

“I mutamenti climatici – ha dichiarato Juncker a Fazio – sono una grande ingiustizia, quindi che i giovani si mobilitino a favore della lotta contro i mutamenti climatici ha tutta la mia approvazione. Ho molta simpatia per questi movimenti”.

Fabio Fazio Juncker | Le critiche

L’intervista del presidente della Commissione europea a Che Tempo Che Fa non è passata inosservata nel nostro Paese, anzi. Come al solito, Fabio Fazio si è attirato una buona dose di attacchi, soprattutto sui social e dalla stampa di destra che appoggia il governo a trazione leghista.

“Durante il colloquio – scrive Libero – come da copione il conduttore non ha battuto ciglio, ha semplicemente lasciato il microfono al presidente della Commissione europea, il quale ci ha bastonato su temi economici, crescita, Tav e sovranismo. Ma non solo: Juncker, infatti, si è speso anche nell’elogio dell’immigrazione e dei rifugiati”.

“Il pupazzo Fazio – scrive invece un utente su Twitter – arriva a far deridere l’Italia da Juncker che dice “viva l’Italia” quando siamo vittime della sciagurata politica europea che lui sostiene. Via dalla Rai quest’essere ridicolo e inutile”.

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