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Tav, l’accordo tra Di Maio e Salvini per rinviare la decisione a dopo le Europee

Di Enrico Mingori
Pubblicato il 8 Mar. 2019 alle 13:55 Aggiornato il 9 Mar. 2019 alle 14:03
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Tav news | Ultime notizie | Sì o no | Costi Benefici | Governo

Tav news – Le ultime notizie sulla Tav Torino Lione

AGGIORNAMENTI SABATO 9 MARZO

La (non) decisione del governo – Alla fine il governo decide di non decidere e rinviare tutto, quindi, a dopo le elezioni europee. Questo il senso di “politico” dietro la decisione di Palazzo Chigi di inviare alla Tele una lettera che autorizza, da un lato, all’approvazione degli avvisi per i 2,3 miliardi di euro di lavori nel tunnel Tav ma che, dall’altro, appellandosi alle clausole di salvaguardia apre quindi alla procedura di revisione del trattato italo-francese.

Con la “clausola di dissolvenza”, infatti, Di Maio ottiene il suo obiettivo: non impegnare al momento nessun “euro pubblico”  in quando permettono sì di pubblicare i bandi di gara ma, al tempo stesso, di poterli revocare in qualsiasi momento.

Per questo la Telt ha comunicato, ancora in maniera informale, il rinvio dei bandi di gara, che non partiranno nella giornata di lunedì 10 marzo.

>>> Ora il M5s trema: Fico contro Di Maio

Le tappe dello scontro tra Lega e M5s sul Tav

Scontro Salvini-Di Maio – Aria sempre più tesa nel Governo. Salvini: “Se qualcuno mi dice che non servono i treni, anch’io vado fino in fondo, siamo in due a dire di ‘no’, vediamo chi ha la testa più dura”. Di Maio: “Oltre a forzare una violazione del contratto, Salvini minaccia pure di far cadere il governo? Se ne assuma le responsabilità di fronte a milioni di italiani”.

Conte: “Stallo tra Lega e M5S, vogliamo ridiscutere l’opera con Francia e Ue” – In una conferenza stampa convocata a Palazzo Chigi il premier Giuseppe Conte ha confermato che all’interno del governo c’è una situazione di “stallo” tra Lega e M5S e ha annunciato che l’esecutivo punta ad aprire un dialogo con Francia e Unione europea per ridiscutere l’opera.

Dopo averlo studiato e sviscerato in tutti gli aspetti, non sono affatto convinto che questo progetto infrastrutturale sia quello di cui l’Italia ha bisogno”. “Se dovessimo cantierizzarlo oggi, non avrei dubbi”, ha dichiarato Conte: “Mi batterei perché non venisse cantierizzato” [Leggi l’articolo completo]

Fumata nera nel vertice notturno a Palazzo Chigi – Nessuna decisione nel vertice notturno del Governo – Nulla di fatto nel vertice notturno a Palazzo Chigi tra il premier Conte, i vicepremier Di Maio e Salvini e il ministro delle Infrastrutture Toninelli. Lega e M5S non retrocedono dalle reciproche posizioni: il Carroccio vuole andare avanti con l’opera, mentre i Cinque Stelle sono contrari. [Leggi l’articolo completo]

Toninelli si è dimesso ma Conte lo ha convinto a restare – Il ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, ha annunciato al premier Conte le proprie dimissioni per il disaccordo interno al governo sulla Tav, ma Conte lo ha convinto a rimanere al suo posto. A riportare il retroscena è il quotidiano torinese La Stampa. Di Maio assicura: “Il Governo non cade”.[Leggi l’articolo completo].

Conte: “Decisione arriverà venerdì” – A conclusione del vertice di Governo, il premier Conte ha annunciato che entro venerdì è attesa la decisione politica sulla Tav. (La notizia)

Conte smentisce l’apertura alla minitav – Palazzo Chigi ha smentito l’apertura del premier Conte alla realizzazione di una minitav, una versione ridotta della linea dell’alta velocità. (I dettagli)

Audizione in Senato di Marco Ponti, presidente della commissione sull’analisi costi-benefici (qui l’intervista di TPI a Marco Ponti) – Ponti, il presidente della commissione che ha esaminato il progetto Tav, ha difeso l’analisi dei costi-benefici, nonostante alcune criticità contenute nel metodo utilizzato. “Non è un strumento perfetto ma è quello assolutamente dominante”, ha voluto sottolineare difendendo l’indipendenza e la neutralità del lavoro dei commissari. (Qui l’articolo completo).

Dentro il Rojava, guerra di Siria

L’analisi costi-benefici del Mit boccia il progetto – Secondo l’analisi costi-benefici sulla linea alta velocità Torino-Lione, il progetto sarebbe un enorme spreco di soldi pubblici. Qui i dettagli. 

Torino, manifestazione Sì Tav – Il 12 gennaio 2019 i Sì Tav sono tornati a manifestare a piazza Castello a Torino in favore della costruzione dell’Alta velocità che dovrebbe unire Tornino e Lione, in Francia. Qui la notizia.

Dentro il Rojava, guerra di Siria

Tav, Toninelli: “A fine gennaio risposta dal governo” –“Nel contratto di governo tra M5S e Lega c’è scritto di ridiscutere integralmente l’opera, quello che stiamo facendo per la prima volta consapevolmente perché non voglio far spendere ai cittadini soldi che potrebbero essere spesi meglio”, ha affermato il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, ospite ad Agorà l’11 gennaio 2019, rispondendo alle polemiche sulla Tav.

“A fine gennaio arriverà la risposta definitiva del governo sul Tav, dopo con la risposta di Bruxelles”.

Analisi costi benefici – Il 9 gennaio 2019 il Governo ha ricevuto l’esito dell’analisi costi-benefici sul dossier Tav realizzata dalla commissione di esperti incaricata dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli (qui tutti gli aggiornamenti sul Governo).

Secondo le indiscrezioni filtrate, le conclusioni dell’analisi arrivano a una bocciatura dell’opera, la linea ferroviaria Torino-Lione ad alta velocità. La decisione finale verrebbe comunque rimessa al Governo.

Scrive il Corriere della Sera che gli esperti avrebbero osservato che, dal punto di vista strettamente tecnico, il completamento della Tav, per la quale sono già stati scavati 21 chilometri di gallerie su un tracciato complessivo di 270, viene considerato “non vantaggioso, inopportuno”.

In particolare, gli effetti in termini di miglioramento dei tempi di percorrenza, di abbattimento delle emissioni per lo spostamento del traffico dalla gomma alla rotaia, di crescita dell’economia per i cantieri della stessa opera non giustificherebbero la spesa prevista.

In ogni caso, fonti del ministero hanno precisato che “l’analisi di carattere tecnico economico e la parallela analisi giuridica andranno doverosamente condivise con la Francia, la Commissione europea e in seno al Governo, prima della loro pubblicazione”.

Di Maio e Salvini – “Non ho letto” l’analisi costi-benefici della Tav, ma “è comunque uno studio preliminare che poi avrà un contraddittorio”, ha commentato il vicepremier M5S Luigi Di Maio a Radio anch’io. Il Movimento 5 Stelle, ha comunque ribadito Di Maio, “è contro quell’opera”.

“Se chiedessero un referendum con un governo che si basa sulla partecipazione diretta, sulla democrazia e sull’ascolto dei cittadini, nessuno vorrebbe e potrebbe fermare la richiesta di referendum ovviamente”, ha osservato il vicepremier leghista Matteo Salvini a Rtl 102.5. “Io sono a favore, l’ho sempre detto che se c’è un’opera a metà è bene finirla, vediamo i tecnici che numeri ci portano in dote”.

Tav: il progetto

Tav è il nome con cui si fa comunemente riferimento alla linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione per il trasporto passeggeri e merci. Il progetto, di cui si parla dagli anni Novanta, prevede la realizzazione di una linea lunga 235 chilometri che affiancherebbe la linea storica esistente fra le due città.

Il tracciato di cui si discute oggi è stato definito nel 2012 con un accordo tra Italia e Francia ed è diviso in tre parti: la tratta Susa/Bussoleno (di competenza di Rete Ferroviaria Italiana), la tratta Susa- Saint Jean de Maurienne (di competenza della società Tunnel Euralpin Lyon-Turin) e la tratta Saint Jean de Maurienne-Lione (di competenza della società ferroviaria francese Sncf).

Il 70 per cento della linea è in territorio francese, il 30 per cento in territorio italiano.

Circolano molte cifre sul costo complessivo dell’opera: si tratta infatti di stime. Secondo la Corte dei Conti francese, la Tav Torino-Lione ha un costo complessivo di circa 26 miliardi di euro.

Il punto più contestato dell’opera si trova lungo la tratta Susa- Saint Jean de Maurienne, dove è prevista la realizzazione di un tunnel transfrontaliero lungo circa 57 chilometri, che ha un costo di circa 8,5 miliardi. Di questo tunnel sono stati scavati per ora circa 25 chilometri.

Tav sì o no

La Tav divide l’opinione pubblica e le comunità locali che sarebbero coinvolte dal passaggio della linea.

I sostenitori del progetto sottolineando che con l’Alta velocità tra Torino e Lione ci sarebbe una considerevole riduzione dei tempi di percorrenza della tratta, che vedrebbe innalzata anche la propria competitività a livello europeo, soprattutto in termini di traffico merci.

Chi si oppone alla Tav la considera un’opera ormai anacronistica e troppo costosa rispetto ai benefici che ne deriverebbero. Le proteste dei movimenti cosiddetti No-Tav sono iniziate già negli anni Novanta, ma sono esplose in particolare dal 2005 in Val di Susa con i primi espropri.

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