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Tav, Di Maio e Salvini trovano il compromesso: bandi con “clausole di dissolvenza”

Di Daniele Nalbone
Pubblicato il 9 Mar. 2019 alle 13:27 Aggiornato il 9 Mar. 2019 alle 16:41
Immagine di copertina

Bandi Tav con clausole di dissolvenza. È questo il compromesso  trovato da Matteo Salvini e Luigi Di Maio per continuare a governare insieme e non rompere sull’alta velocità Torino-Lione.

La lettera alla Telt è già stata inviata e autorizza così all’approvazione degli avvisi per i 2,3 miliardi di euro di lavori nel tunnel Tav.

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La “clausola di dissolvenza” apre quindi alla procedura di revisione del trattato italo-francese, senza però stoppare l’opera: così Roma chiederà a Parigi, e a Bruxelles, di rivedere il Trattato.

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Con la “clausola di dissolvenza” Di Maio ottiene il suo obiettivo: non impegnare al momento nessun “euro pubblico”.

Per prendere tempo, quindi, e arrivare almeno alle elezioni europee, il governo ha scelto di appellarsi al diritto privato francese, evitando così contenziosi.

Le clausole di dissolvenza permettono infatti da un lato di pubblicare i bandi di gara ma, dall’altro, di poterli revocare in qualsiasi momento.

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Dai bandi di gara veri e propri, quindi, si passa alle manifestazioni di interesse. Nessuna soluzione definitiva quindi.

Resta però da capire se l’ipotesi sarà di gradimento dell’area “fichiana” del Movimento 5 stelle che continua a chiedere uno stop, senza se e senza ma, alla grande opera, ritenuta “inutile, costosa e distruttiva per la Valsusa”.

“Il dibattito di adesso è sul nulla. I bandi non impegnano niente e nessuno”, ha commentato il ministro dell’Interno Matteo Salvini rispondendo a chi gli chiedeva se il vero scoglio per la Tav sarà fra sei mesi visto che adesso è in programma solo il “casting” delle aziende interessate.

“Io mi rifaccio al contratto di governo che prevede una revisione dell’opera. Non sta scritto da nessuna parte la cancellazione dell’opera”, ha aggiunto Salvini, a margine del compleanno che gli hanno organizzato gli Amici della Lirica.

Il prossimo passo, ora, sarà l’esame da parte del Cda di Telt della lettera inviata dal governo italiano.

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Il cda di dopodomani prenderà atto di questo documento e “saranno poi prese delle decisioni”, spiegano fonti dell’azienda italo-francese all’Agi. L’unica cosa certa, al momento, è che i bandi di gara non partiranno lunedì.