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Ecco la lettera inviata dal governo alla società che deve costruire il Tav

Di Daniele Nalbone
Pubblicato il 9 Mar. 2019 alle 16:35 Aggiornato il 9 Mar. 2019 alle 16:37
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Immagine di copertina

“Oggi è stata una mattinata di intenso lavoro che ha prodotto i suoi frutti”. Così Giuseppe Conte, su Facebook, annuncia di aver inviato l’ormai famosa lettera alla Telt, società incaricata della realizzazione della Torino – Lione. [Tutte le news sul Tav]

All’interno l’invito “ad astenersi, con effetti immediati, da qualsiasi ulteriore attività che possa produrre ulteriori vincoli giuridici ed economici per lo Stato italiano con riguardo ai bandi di gara”.

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“Ho chiarito che questo Governo e le forze politiche che lo sostengono si sono impegnati a ridiscutere integralmente questo progetto e che abbiamo intenzione di interloquire con la Francia e con l’Unione europea alla luce delle più recenti analisi costi-benefici da noi acquisite”, annuncia Conte.

“Ovviamente non vogliamo che nel frattempo si perdano i finanziamenti europei già stanziati”.

Immediata la risposta della società Telt, che ha confermato che i capitolati di gara non partiranno “senza l’avallo del mio Governo e del Governo francese e che, al momento, si limiteranno esclusivamente a svolgere mere attività preliminari, senza alcun impegno per il nostro Stato”.

Conte esulta: “Abbiamo promesso di tutelare esclusivamente gli interessi degli italiani”.

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Quindi, il messaggio con il quale prova a mettere in risalto la piena collaborazione tra le due forze politiche di Governo, Lega e Movimento 5 stelle: “Lavoriamo in piena trasparenza perché non ci lasciamo condizionare dalle pressioni opache di gruppi di potere o comitati di affari. Fino a quando questo Governo sarà in carica, per quanto mi riguarda, sarà così. Sempre”.

Durissima la replica dell presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparimo: “È come se il governo dicesse di far partire le manifestazioni d’interesse, sapendo già che i capitolati d’appalto non saranno mai affidati”.

“Una roba da Repubblica delle banane. Se i bandi non partono senza se e senza ma, il governo vada in Parlamento e si assuma le sue responsabilità. Se non è in grado di farlo, se ne vada a casa”.

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