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Venezuela: la situazione nel paese latinoamericano dall’inizio della crisi

Di Futura D'Aprile
Pubblicato il 21 Mag. 2019 alle 20:52 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 16:22
Immagine di copertina
Credit: YURI CORTEZ / AFP

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Proteste popolari, tentativi di sollevamento militare, arresti, polarizzazione crescente tra la popolazione e un clima internazionale sempre più teso. In una parola: Venezuela.

Da mesi il conflitto sociale latente nel paese è esploso, facendo emergere la figura di un nuovo leader dell’opposizione, Juan Guaidò [Qui il profilo].

Guaido Venezuela – Presidente dell’Assemblea Nazionale da inizio 2018 ed esponente del partito di opposizione Voluntad Popular (lo stesso di Leopoldo Lopez), Guaidò era un perfetto sconosciuto per i media di tutto il mondo fino a gennaio del 2019, quando si è autoproclamato presidente ad interim del paese.

Guidò ha fatto appello a un articolo della Costituzione che prevede che in “mancanza di un presidente” e in attesa di nuove elezioni “il capo dell’Assemblea Nazionale sarà responsabile della Presidenza della Repubblica”.

Il deputato reputa il presidente Nicolas Maduro un usurpatore, accusandolo di aver vinto le elezioni in maniera fraudolenta e non riconoscendone quindi l’autorità. La norma tuttavia è particolarmente controversa e la pretesa di Guaidò è riconosciuta valida solo da chi non ritiene valide le elezioni presidenziali.

Venezuela crisi – “Allievo” di Leopoldo Lopez (storico oppositore di Maduro), Guaidò aveva invitato i cittadini venezuelani a protestare contro il presidente nel giorno dell’anniversario del colpo di Stato contro il dittatore Jimenez, il 23 gennaio.

Uno dei primi paesi a sostenere il leader dell’opposizione è stato il presidente americano, Donald Trump, che ha subito colto l’occasione per sferrare un duro colpo contro Maduro. Una presa di posizione a cui il capo di Stato venezuelano aveva risposto tagliando le relazioni diplomatiche con gli Stati Uniti e dando 72  ore ai rappresentanti americani per lasciare il paese.

Da quel momento in poi la situazione in Venezuela è via via degenerata mentre le proteste vanno avanti da mesi, a dimostrazione della spaccatura interna venutasi a creare nel paese tra chi sostiene Maduro, chi è dalla parte di Guaidò (o vuole semplicemente un cambiamento) e chi non ha preso posizione.

Isaías Rodríguez: il caso – Emblematico il caso di Isaías Rodríguez, l’ambasciatore del Venezuela in Italia, che il 20 maggio ha rassegnato le sue dimissioni ribadendo di “condividere la causa” del presidente Maduro ma di non poter più proseguire nella sua missione per le troppe difficoltà, soprattutto finanziarie, dovute alle sanzioni Usa.

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Venezuela news | Chi appoggia chi

Venezuela crisi – Juan Guaidò nel corso dei mesi ha raccolto il sostegno di sempre più Stati. Dopo l’endorsement degli Stati Uniti, anche 19 paesi dell’Unione europea hanno riconosciuto il leader dell’opposizione quale figura a capo di un Governo provvisorio.

A dare il proprio sostegno a Guaidò in Europa sono stati:  Germania, Austria, Belgio, Croazia, Danimarca, Spagna, Estonia, Finlandia, Francia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Regno Unito e Svezia.

In favore di Guaidò si sono espressi anche Canada, Australia, Israele, Georgia e Islanda, oltre a Brasile, Colombia, Argentina, Cile, Costa Rica, Guatemala, Honduras, Panama, Paraguay.

A parteggiare per il presidente Nicolas Maduro invece sono Russia, Cina, Cuba, Corea del Nord, Bolivia e Turchia.

Venezuela Italia

Venezuela Italia: la posizione del Governo – Diversa è stata invece la posizione dell’Italia, che ha visto i vicepremier su due fronti contrapposti. Il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha sostenuto fin dall’inizio Guaidò, mentre i 5 Stelle si sono espressi in difesa della democrazia e non hanno riconosciuto valida la pretesa del leader dell’opposizione.

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Venezuela crisi | La reazione di Maduro 

Per tutta risposta, la Contraloria general de Venezuela ha interdetto il leader dell’opposizione da qualsiasi incarico pubblico per 15 anni, mentre ad aprile l’Assemblea nazionale costituente (Anc) gli ha revocato l’immunità accogliendo la richiesta del presidente del Tribunale supremo di giustizia (Tsj).

La Corte Suprema ha anche rimandato a giudizio altri 3 parlamentari dell’opposizione, accusando di alto tradimento e cospirazione Freddy Superlano, Sergio Vergarae Juan Andres Mejia, a cui è stata anche revocata l’immunità parlamentare da parte dell’Assemblea costituente. A maggio è stato anche arrestato il braccio destro di Guaidò, Edgar Zambrano.

Venezuela news | Gli Stati Uniti 

Il presidente Donald Trump ha appoggiato fin da subito il leader Guaidò e a fine aprile ha imposto nuove sanzioni contro il paese latinoamericano per indebolire ulteriormente il potere di Maduro.

Ancora prima l’inquilino della Casa Bianca aveva bloccato tutti i beni e le attività della Banca di Stato dello Sviluppo Economico e Sociale del Venezuela negli Stati Uniti e posto un veto sulle transazioni finanziarie che intercorrono fra gli Stati Uniti e la Banca Centrale del Venezuela, oltre ad aver imposto un embargo al petrolio venezuelano.

Sul piano militare gli Stati Uniti hanno più volte minacciato di essere pronti a intervenire nel paese latinoamericano e lo stesso Guaidò a maggio aveva chiesto apertamente agli Usa di mobilitare l’esercito.

In riferimento ad un’opzione militare, il segretario di Stato Usa Mike Pompeo aveva risposto che “se necessario è quello che faranno gli Stati Uniti” per restaurare la democrazia ma “è preferibile una transizione pacifica”.

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Golpe Venezuela 

Un momento di massima tensione in Venezuela si è registrato il primo maggio 2019, quando Guaidò in un videomessaggio registrato dalla base aerea di La Carlota, nella capitale Caracas ha lanciato un appello alla rivolta.

Il leader dell’opposizione nel filmato era circondato da alcuni soldati e da Leopoldo Lopez, storico oppositore di Maduro fuggito dai domiciliari grazie all’intervento dei militari.

Venezuela news – L’azione di Guaidò è stata etichettata come un vero e proprio golpe dal Governo di Maduro, che ha comunque rassicurato sulla tenuta dell’Esecutivo. L’appello di Guaidò infatti non ha ottenuto gli effetti sperati: la maggior parte dei militari, fondamentali in questa lotta per il potere, hanno continuato ad appoggiare il presidente Maduro.

Venezuela, le reazioni internazionali alle nuove proteste

Guaidò Venezuela

Juan Guaidò, 35 anni, ingegnere ed ex deputato dello stato costiero di Vergas, il 5 gennaio è diventato presidente dell’Assemblea Nazionale, il Parlamento fondato dopo le elezioni del 2015 e controllato dalle opposizioni.

Guaidò Venezuela: Qui il suo profilo completo.

Leopoldo Lopez

Coordinatore nazionale del partito Voluntad Popular, Leopoldo Lopez è stato condannato a 14 anni di carcere dopo le rivolte del 2014 nella capitale Caracas. Il 12 febbraio 2014 migliaia di venezuelani scesero in strada contro il governo di Nicolas Maduro, la scarsità di beni di prima necessità e la violazione dei diritti nel paese latinoamericano.

Nonostante l’accesso limitato con il mondo esterno, Lopez ha continuato a dirigere il partito anche dai domiciliari, anche se ufficialmente a guidare Voluntad Popular è Juan Guaidò.

Leopoldo Lopez: Qui il suo profilo.

Maduro Venezuela

Nicolas Maduro, 56 anni, è l’erede del presidente Hugo Chavez e dal 2013 è a capo del Venezuela dopo aver giurato per un nuovo mandato il 9 gennaio 2019. Nato a Caracas da madre colombiana e padre venezuelano, ha lavorato come autista di autobus, Maduro e ha militato negli organismi di sinistra di Caracas fin da giovane diventando un importante sindacalista.

Dopo una lunga carriera in politica, nel 2012 viene nominato da Maduro vicepresidente esecutivo per essere poi indicato come suo successore designato. Dopo la morte di Chávez, avvenuta nel 2013, Maduro gli subentra e viene eletto nuovo presidente del Venezuela.