L’Italia ha sospeso il rinnovo del memorandum d’Intesa militare con Israele
La premier Giorgia Meloni aveva annunciato lo stop al rinnovo automatico dell'accordo. Ma il ministro della Difesa Guido Crosetto ha inviato una lettera al suo omologo israeliano Katz in cui annuncia: "Alla luce dell'attuale situazione, il governo italiano ha deciso di sospendere il rinnovo del memorandum"
L’Italia ha sospeso il rinnovo del memorandum d’intesa militare con Israele, firmato nel 2003, ratificato nel 2005 ed entrato in vigore l’anno successivo. Già nel pomeriggio di ieri, in occasione di un punto stampa al Vinitaly di Verona, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva annunciato la decisione di sospendere il rinnovo automatico dell’accordo, che veniva tacitamente rinnovato ogni cinque anni. In serata poi, secondo quanto rivelato dal quotidiano israeliano Yedioth Ahronoth e confermato da Adnkronos, il Governo ha inviato una lettera a Tel Aviv annunciando ufficialmente la sospensione.
Cosa prevedeva l’accordo e che succede ora
“Alla luce dell’attuale situazione, il governo italiano ha deciso di sospendere il rinnovo del memorandum Italia-Israele”, si legge nella missiva scritta dal ministro della Difesa Guido Crosetto al suo omologo israeliano Israel Katz, dopo la decisione della premier Giorgia Meloni e dei suoi vice Antonio Tajani e Matteo Salvini.
Il “Memorandum d’intesa in materia di cooperazione nel settore militare e della difesa” tra Italia e Israele fu firmato nel 2003 a Parigi dal secondo governo Berlusconi, fu ratificato dalle Camere nel 2005 ed entrò in vigore l’anno successivo, prevedendo un rinnovo tacito ogni cinque anni. L’accordo ha stabilito una cornice giuridica per lo scambio, spesso coperto da segreto militare, di tecnologie, attività di ricerca, brevetti, software e quant’altro. Un’intesa che ha poi permesso tutti i successivi affari nel settore bellico tra Roma e Tel Aviv.
Quell’accordo ora è sospeso, anche se – a giudicare dalle reazioni provenienti da Israele – non avrà grandi effetti, almeno dal punto di vista militare. La decisione dell’Italia “non influirà sulla sicurezza di Israele”, ha commentato in una nota il ministero degli Esteri di Tel Aviv, precisando che “non si tratta di un accordo di difesa ma di un memorandum d’intesa privo di contenuto reale”.
La reazione delle opposizioni in Italia e in Israele
Più che altro questa decisione crea un problema politico in più ai rispettivi governi, mettendone in dubbio uno dei capisaldi in politica estera. “La decisione dell’Italia di sospendere l’accordo di cooperazione sulla sicurezza con Israele è un altro fallimento imbarazzante del primo ministro e di un inesistente ministro degli Esteri”, ha commentato sui social il leader dell’opposizione israeliana Yair Lapid. Meloni non è una leader europea di sinistra-progressista, lei è nel campo della destra-conservatrice e comprende la necessità di combattere il terrorismo. Il governo ha fallito nel promuovere gli interessi di Israele persino di fronte a persone che dovrebbero essere nostri amici e alleati naturali”.
“Ci voleva così tanto?”, ha commentato in una nota la segretaria del Partito democratico, Elly Schlein. La presidente del Consiglio annuncia la sospensione del rinnovo automatico dell’accordo di difesa con Israele. Lo chiedevamo da tempo insieme ad altre forze progressiste, perché la dignità di questo Paese si misura anche sul rispetto del diritto internazionale. Ora serve coerenza: l’Italia smetta di fare ostruzionismo sulla sospensione dell’accordo di associazione Ue-Israele, su cui cresce il consenso tra gli Stati membri. Servono atti concreti per fermare i bombardamenti indiscriminati, l’occupazione illegale e lo smantellamento dello stato di diritto”, ha aggiunto, riferendosi all’Iniziativa dei Cittadini Europei (ECI) “Giustizia per la Palestina”, lanciata il 13 gennaio scorso e che ha già superato un milione di firme, per “sospendere completamente l’Accordo di Associazione Ue-Israele”.
“La sospensione dell’accordo militare Italia-Israele annunciata da parte del Governo arriva con grave, colpevole ritardo. Dopo oltre 70mila palestinesi uccisi. Ma è sicuramente una buona notizia”, le ha fatto eco sui social l’ex premier e leader del Movimento Cinque Stelle, Giuseppe Conte. “Dopo la batosta presa dagli elettori il Governo Meloni sempre più in difficoltà è costretto a fare marcia indietro rispetto all’ottuso “NO” con cui aveva bloccato le nostre richieste di interrompere quegli accordi con Israele. Dobbiamo continuare a incalzarli: a quando le sanzioni?”.