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Notre Dame, il consiglio di Renzo Piano: “La ricostruzione? Legno è buona idea”

Di Carmelo Leo
Pubblicato il 17 Apr. 2019 alle 09:39 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 23:31
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Immagine di copertina

A quasi due giorni dall’incendio di Notre Dame, continua a tenere banco il tema della ricostruzione. Il presidente francese Emmanuel Macron ha infatti assicurato ai suoi cittadini che la cattedrale verrà ricostruita “entro cinque anni“.

Da tutto il mondo – compresa l’Italia – sono arrivati contributi economici, campagne di crowdfunding e anche proposte di aiuto da parte di sindaci e architetti. E tra questi, non è mancato il consiglio di Renzo Piano, senatore a vita italiano e uno degli architetti più importanti di tutto il mondo.

Notre Dame, cosa resta della Cattedrale dopo l’incendio

Intervistato dal Corriere della Sera, Piano ha detto la sua sulla ricostruzione di Notre Dame: “Sono cose lunghe – ha dichiarato – e al momento mi è difficile fare una valutazione. Ma non serviranno decenni”.

“Si tratta di ricostruire il tetto – ha continuato Piano – cioè una parte che non è nemmeno visibile, che sta sopra la volta di pietra. Ma non si potranno rimettere 500 tonnellate di rovere e 200 di piombo. Dovrà esserci continuità stilistica e storica con la struttura preesistente”.

Quanto ci vorrà per ricostruire la cattedrale di Notre Dame

L’edificio però, secondo l’architetto, dovrà essere obbligatoriamente più leggero. “Le querce si trovano ancora, anche se non saranno del ‘200 o del ‘300. La Francia è ricca di foreste, usare il legno è un gesto intelligente, anche dal punto di vista ecologico”.

Contrariamente a quanto si possa pensare, Renzo Piano ha assicurato anche che le strutture in legno non sono più pericolose delle altre: “È più facile che brucino con legno antichissimo, quando non è trattato in maniera ignifuga. Il legno brucia lentamente, c’è voluto del tempo prima che la cuspide di Notre Dame cadesse”.

Tutte le foto e i video dell’incendio

C’è tuttavia spazio, nell’intervista, anche per una critica: “Bisogna smetterla di parlare di fatalità, perché gli incidenti sui cantieri non sono fatalità, si possono evitare. Quello che è successo a Notre Dame è una cosa drammatica nei confronti di un grandissimo monumento che ha un fortissimo valore simbolico, non solo religioso. Non ci sono state vittime umane, ma è pur sempre una cosa drammatica e le tragedie si possono evitare”.

“I vigili del fuoco – ha concluso Piano – sono stati molto bravi, hanno operato con perizia, i loro getti d’acqua spegnevano le fiamme ma raffreddavano le pietre, questo ha impedito che crollassero”.

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