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Per Theresa May l’accordo proposto dall’Ue sui confini irlandesi è inaccettabile

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La premier britannica Theresa May. Credit: Francois Lenoir

L'Unione europea ha diffuso i dettagli della bozza di accordo siglata a dicembre, che prevede la permanenza dell'Irlanda del Nord nell'unione doganale

I negoziati sulla Brexit rischiano di arenarsi su due questioni che riguardano l’Irlanda del Nord.

Martedì 28 febbraio 2018 il capo negoziatore dell’Ue Michel Barnier ha divulgato la bozza di accordo siglata a dicembre tra Regno Unito e Unione europea.

Il documento contiene due punti che riguardano l’Irlanda del Nord: la permanenza del paese nell’unione doganale per mantenere aperto il confine con la Repubblica d’Irlanda, e il fatto che la Corte di Giustizia europea dovrà monitorare il rispetto di questo accordo.

La premier britannica Theresa May ha affermato che questa proposta minaccia l’integrità costituzionale del Regno Unito, e che “nessun primo ministro britannico potrà mai approvarla”.

Anche il Partito Unionista Democratico (DUP), piccolo partito unionista nord-irlandese fondamentale per la tenuta del governo May, ha rigettato le condizioni dell’accordo, definendole “inaccettabili”.

Michel Barnier, al momento della presentazione della bozza di accordo, ha affermato che il progetto segue le linee guida di quanto era stato concordato finora tra Ue e Regno Unito, esortando anche Londra a proporre eventualmente delle alternative.

Per Barnier il documento contiene “soluzioni concrete e realistiche” in relazione alla questione del confine irlandese, una volta che il Regno Unito avrà lasciato l’unione doganale.

Tuttavia, Theresa May ha detto che si opporrà a queste condizioni di fronte alla Commissione europea.

“La bozza di testo legale pubblicata dalla commissione, se attuata, minerebbe il mercato comune del Regno Unito nonché l’integrità costituzionale, creando un confine doganale lungo il Mare d’Irlanda”, ha detto May.

Il leader del DUP Nigel Dodds ha dichiarato che la sua reazione alla pubblicazione del documento di intesa è stata di “totale meraviglia”.

“Non abbiamo lasciato l’Unione Europea per sovrintendere allo spezzettamento del Regno Unito”, ha detto alla BBC, aggiungendo che sarebbe “catastrofico” per l’Irlanda del Nord essere “tagliata fuori” dai mercati del Regno Unito.

Da parte britannica c’è anche una forte opposizione al ruolo di “giudice dell’accordo” attribuito alla Corte di giustizia europea.

L’UE propone infatti che le controversie sull’accordo Brexit negli anni futuri siano risolte da una “commissione mista” che può fare riferimento al tribunale dell’Ue per una decisione vincolante.

Downing Street ha comunque smorzato i toni, affermando che nel complesso i negoziati stanno “progredendo bene”, aggiungendo che “sarebbe sorprendente a questo punto se fossimo d’accordo su tutto”.

Il leader laburista Jeremy Corbyn questa settimana si era schierato a favore della permanenza della Gran Bretagna nell’Unione doganale.

Secondo il progetto accordo Ue-Regno Unito, l’unione doganale coinvolgerebbe uno “spazio senza frontiere interne nel quale è assicurata la libera circolazione delle merci”.

Il ministro degli Esteri irlandese Simon Coveney ha dichiarato che la pubblicazione del testo è “un altro passo importante nei negoziati sulla Brexit”.

Già a dicembre si erano riscontrate notevoli difficoltà a trovare un accordo sulla questione del confine irlandese tra il Regno Unito e le istituzioni europee.

Una volta che Londra sarà fuori dall’Ue, Irlanda e Regno Unito saranno nuovamente separate da una frontiera che non esiste da quasi 100 anni.

Fra Dublino, Belfast, Bruxelles e Londra si studia a una soluzione che mantenga libero il passaggio fra le “due Irlande”.

Se da Dublino si chiedono garanzie sul mantenimento di un confine “invisibile”, da Belfast fanno sapere con decisione che pretendono di essere trattati esattamente come Londra quando l’Ue e il Regno Unito saranno separati.

La Common Travel Area, cioè la zona che consente il libero passaggio delle persone senza controlli tra Irlanda e Irlanda del Nord, esiste dal 1923.

Dal 1993, dopo l’entrata in vigore del Mercato unico europeo, anche le merci non sono sottoposte a controllo, e questo consente alle esportazioni di viaggiare senza ostacoli da una parte all’altra del confine.

Durante le trattative nel mese di dicembre erano state messe sul tavolo diverse opzioni. 

La soluzione che era stata trovata era piuttosto ambigua e lasciava molti margini di interpretazione.

Ecco perché, nel momento in cui l’Ue ha voluto definire la questione più nel dettaglio, Theresa May e il DUP hanno rifiutato i termini dell’intesa.

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