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Home » Esteri

Brexit, Londra e Bruxelles vicine all’accordo finanziario per l’uscita del Regno Unito dall’Ue

Immagine di copertina
Credit: Daniel LEAL-OLIVAS

Secondo il Financial Times, il Regno Unito riconoscerà che i suoi debiti con l'Ue ammontano a circa 100 miliardi, ma i pagamenti netti arriveranno a circa la metà di questa cifra

Il Regno Unito ha accettato di pagare gran parte della cifra che l’Unione europea aveva chiesto come quota per il “divorzio” dall’Ue. Le due parti si trovano quindi più vicine a un accordo finanziario sul Brexit Bill, secondo quanto riportato martedì 28 novembre del quotidiano economico Financial Times, che cita diverse fonti diplomatiche vicine ai negoziati.

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Secondo la stampa britannica, il Regno Unito riconoscerà che i suoi debiti con l’Ue ammontano a circa 100 miliardi, ma i pagamenti netti, distribuiti per molti decenni, arriveranno a meno della metà di questa cifra. L’accordo si sarebbe quindi consolidato intorno alla cifra di circa 50 miliardi di euro. La premier britannica Theresa May dovrebbe annunciare formalmente la notizia la prossima settimana.

“Il Regno Unito si inchina all’Ue”, titola in modo eloquente il Financial Times, secondo il quale la cifra originariamente chiesta da Bruxelles era di 60 miliardi.

Se confermato, l’accordo sul Brexit Bill rimuoverà uno degli ostacoli principali nei difficili negoziati per l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea. Altre questioni da risolvere riguardano i diritti dei cittadini e la controversa questione del confine tra Irlanda e Regno Unito.

Un funzionario del governo britannico, citato da Reuters, ha dichiarato di “non riconoscere” questo resoconto dei colloqui in corso in vista della visita della prima ministra Theresa May a Bruxelles lunedì 4 dicembre.

Ma alcuni diplomatici europei, informati del passo avanti, hanno confermato che l’offerta del Regno Unito è promettente e che le due parti sono “vicine a un accordo” sul Brexit Bill. Ciononostante, altri hanno avvertito che Londra deve ancora fare un’offerta ufficiale e che l’accordo essenziale dagli altri 27 stati membri non può ancora essere dato per scontato.

 

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