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Continuano i bombardamenti Usa e di Israele sull’Iran, che risponde con contrattacchi in Medio Oriente. Giallo sull’elezione di Mojtaba Khamenei come nuova Guida Suprema. Israele: “Chiunque sia sarà un bersaglio”

Immagine di copertina
Colonne di fumo si alzano su Teheran, capitale dell’Iran, il 2 marzo 2026 a seguito dei bombardamenti di Israele e Stati Uniti. Credit: Akasbashi/SIPA / AGF

Le ultime notizie di oggi, mercoledì 4 marzo 2026, sulla guerra di Usa e Israele contro l’Iran

Diretta live della guerra di Usa e Israele contro l’Iran oggi, mercoledì 4 marzo

Continuano i bombardamenti di Usa e Israele sull’Iran, che risponde con contrattacchi contro lo Stato ebraico e le basi americane e le infrastrutture energetiche e commerciali dei loro alleati nel Golfo: lanciati nella notte almeno 40 missili dalla Repubblica islamica. Una bambina di 11 anni è morta a seguito delle ferite riportate dalla caduta dei detriti di un razzo intercettato dalla contraerea in Kuwait. Un sottomarino Usa invece ha affondato la fregata iraniana IRIS Dena, con a bordo 180 membri dell’equipaggio, al largo dello Sri Lanka, le cui autorità sono intervenute salvando 32 marinai. Giallo sull’elezione di Mojtaba Khamenei come successore del padre Ali a Guida Suprema della Rivoluzione. La notizia, battuta dai media stranieri vicini all’opposizione monarchica iraniana, non è stata confermata da Teheran. In serata la Repubblica islamica comincerà i riti funebri, che dureranno tre giorni, per l’86enne leader ucciso il 28 febbraio scorso.  Il governo israeliano fa sapere che chiunque sia sarà un “bersaglio”. Intanto Tel Aviv continua a colpire Hezbollah in Libano. Di seguito le ultime notizie di oggi, mercoledì 4 marzo 2026, sulla guerra di Usa e Israele contro l’Iran.

 

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DIRETTA

Ore 18,00 – Libano: 72 morti e 437 dalla ripresa dei bombardamenti di Israele – Almeno 72 persone sono morte e 437 sono rimaste ferite in Libano dal 2 marzo, quando Israele ha ripreso i bombardamenti su vasta scala contro Hezbollah nel Paese dei Cedri. Lo riferisce il Centro operativo per le emergenze sanitarie del ministero della Salute di Beirut in una nota citata dall’agenzia di stampa ufficiale locale Nna.

Ore 17,45 – Iran: la Cina manderà un inviato speciale in Medio Oriente per una mediazione – La Cina manderà un inviato speciale per mediare in Medio Oriente. Lo ha annunciato oggi il ministro degli Esteri cinese Wang Yi durante un colloquio telefonico tenuto con il suo omologo degli Emirati Arabi Uniti, Abdullah Bin Zayed. “La Cina invierà un inviato speciale per le questioni mediorientali nella regione per mediare e promuovere il ritorno alla pace e alla stabilità”, si legge in una nota diramata oggi dal ministero degli Esteri di Pechino. “La Cina non rinuncerà alla speranza di pace e continuerà a svolgere un ruolo costruttivo in tal senso (…)” ed “esorta fermamente tutte le parti a (…) tornare al dialogo e ai negoziati il prima possibile e a impedire un’ulteriore escalation delle tensioni”.

Ore 17,40 – Libano: raid di Israele su Tiro e Nabatieh. Idf avanza via terra – Le forze armate di Israele (Idf) hanno bombardato le città di Tiro e Nabatieh, nel sud del Libano, dove le truppe israeliane continuano ad avanzare. Lo riferisce l’agenzia di stampa ufficiale libanese Nna, secondo cui il raid che ha colpito Tiro è stato effettuato “senza preavviso” ed è risultato particolarmente “potente”. Altri attacchi aerei, secondo l’agenzia di stampa ufficiale libanese, hanno colpito anche la città di Nabatieh, nel medesimo distretto, mentre truppe israeliane continuano ad avanzare via terra verso il villaggio di Dahra, sempre nel distretto di Tiro.

Ore 17,30 – Usa: “Colpite o affondate oltre 20 navi del regime dell’Iran” – Le forze armate degli Stati Uniti “hanno colpito o affondato in mare più di 20 navi del regime iraniano”. Lo riferisce sui social il Comando centrale delle forze armate Usa (Centcom), che ha pubblicato un filmato del raid condotto nella notte nell’Oceano indiano, nelle acque internazionali al largo dello Sri Lanka, dove è stata affondata la fregata iraniana IRIS Dena, provocando almeno 87 morti, oltre 60 dispersi e 32 naufraghi. “Ieri sera, il Centcom ha aggiunto alla lista una nave da guerra di classe Soleimani”, conclude sui social il Comando centrale delle forze armate Usa.

Ore 17,20 – Israele, Idf: “100 bombardieri hanno sganciato oltre 250 bombe sui quartier generali militari e delle forze di sicurezza del regime a Teheran” – L’Aeronautica militare delle forze armate israeliane (Idf) ha effettuato una serie di attacchi aerei “su larga scala” a Teheran, prendendo di mira un “enorme” complesso militare che ospitava quartier generali e personale di tutto l’apparato di sicurezza della Repubblica islamica. “Gli attacchi, condotti da oltre 100 aerei da combattimento sul complesso situato nella zona orientale di Teheran, sono stati appena completati”, si legge in una nota diramata dall’Idf sui social, secondo cui sugli obiettivi centrati nella capitale iraniana sono state sganciate “più di 250 bombe”. Tra gli edifici colpiti, secondo la nota, figurano il quartier generale del Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche, della sua unità d’élite “Forza Quds” e della direzione dell’intelligence, la sede centrale dei paramilitari Basij, l’unità di guerra informatica iraniana e quella delle forze speciali della sicurezza interna e un’unità responsabile della “soppressione delle proteste”. “Il quartier generale è stato colpito mentre da lì operava il personale del regime terroristico iraniano responsabile della gestione della campagna, dell’avanzamento dei piani terroristici contro lo Stato di Israele e i Paesi della regione e della repressione dei civili iraniani”, si legge nel comunicato dell’Idf. La notizia non è stata ancora confermata da fonti iraniane.

Ore 17,15 – Maersk sospende le prenotazioni di merci in diversi Paesi del Golfo – La compagnia di navigazione Maersk ha temporaneamente sospeso fino a nuovo avviso le prenotazioni per le spedizioni di merci da e per diversi Paesi del Golfo a causa “dell’evoluzione della situazione in Medio Oriente”. La notizia è stata confermata da Maersk in una nota, secondo cui la misura riguarda le spedizioni da e per gli Emirati Arabi Uniti, l’Oman (ad eccezione del porto di Salalah), l’Iraq, il Kuwait, il Qatar, il Bahrein e alcune zone dell’Arabia Saudita, tra cui le località di Dammam e Jubail. Tale decisione, ha fatto sapere la compagnia di navigazione, è stata presa in seguito a una valutazione dei rischi volta a proteggere il personale, salvaguardare il carico e mantenere la stabilità della rete di spedizioni nel contesto di una situazione instabile nella regione.

Ore 17,00 – Israele: il comandante dell’Aeronautica militare rivela operazioni “straordinarie” delle forze speciali contro l’Iran – Le forze speciali dell’Aeronautica militare israeliana hanno condotto operazioni “straordinarie” durante il conflitto in corso con gli Stati Uniti contro l’Iran. Lo ha dichiarato il comandante dell’Aeronautica militare israeliana, il generale di divisione Tomer Bar, in una missiva inviata ai suoi sottoposti citata dal quotidiano locale Yedioth Ahronoth, che però non fornisce ulteriori dettagli sulla natura delle operazioni né sul luogo in cui sono state condotte. “Le truppe delle unità speciali dell’Aeronautica militare stanno attualmente portando avanti missioni straordinarie che possono accendere l’immaginazione”, si legge nel testo.

Ore 16,50 – Libano: feriti due soldati israeliani nel sud – Due soldati delle forze armate di Israele (Idf) sono rimasti feriti in un attacco condotto da Hezbollah contro un carro armato nel Libano meridionale. La notizia, circolata in mattinata sui media libanesi, è stata confermata in una nota dall’Idf, secondo cui i feriti appartengono alla 401esima Brigata corazzata dell’esercito e versano in “condizioni moderate”. In precedenza, il gruppo armato sciita libanese aveva rivendicato un attacco contro un carro armato Merkava nel villaggio di Houla, nel sud del Paese dei Cedri. Negli ultimi due giorni, l’esercito israeliano è avanzato ulteriormente nel sud del Libano, affermando di aver assunto “posizioni difensive avanzate per stabilire un ulteriore livello difensivo per rimuovere le minacce per i residenti del nord di Israele”, dopo che Hezbollah ha ricominciato a lanciare attacchi contro lo Stato ebraico.

Ore 16,45 – Sri Lanka: Marina militare recupera 87 cadaveri dalla fregata iraniana affondata dagli Usa – La Marina militare dello Sri Lanka ha recuperato 87 cadaveri dalla fregata iraniana IRIS Dena affondata nella notte dalle forze statunitensi in acque internazionali nell’Oceano indiano. Lo riferisce il comandante della Marina militare dello Sri Lanka, Buddhika Sampath, in una nota citata dall’agenzia di stampa statunitense Associated Press, secondo cui le forze cingalesi non hanno visto alcuna traccia della nave quando sono arrivate sulla scena, solo “chiazze di petrolio e zattere di salvataggio”. Abbiamo trovato persone che galleggiavano sull’acqua”, ha dichiarato il comandante Buddhika Sampath. Altre 32 erano già state soccorse dalle autorità cingalesi, che hanno già provveduto a farle ricoverare in ospedale sull’isola. La IRIS Dena aveva a bordo circa 180 membri dell’equipaggio, oltre una sessantina dei quali ancora dispersi.

Ore 16,30 – Iran, Larijani minaccia Usa e Israele: “L’uccisione di Khamenei vi costerà un prezzo altissimo” – Il segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale, Ali Larijani, ha minacciato oggi Israele e gli Stati Uniti, affermando che l’uccisione della Guida suprema Ali Khamenei “costerà un prezzo altissimo” a Washington e Tel Aviv. “Trump, con le prese in giro di Netanyahu, ha trascinato il popolo americano in una guerra codarda con l’Iran”, ha dichiarato Larijani sui social. “Ora, facciamo due conti: con oltre 500 soldati americani uccisi (in questi pochi giorni), è ancora l’America a primeggiare o Israele a primeggiare?”, ha aggiunto, millantando una cifra molto diversa rispetto ai sei soldati statunitensi morti nei raid iraniani degli ultimi giorni. “La storia continua. Il martirio dell’Imam Khamenei vi costerà un prezzo altissimo”.

Ore 16,20 – Cipro: il governo vara una sistema di messaggistica d’emergenza per i cittadini – Il governo di Cipro inaugurerà oggi un sistema di messaggistica d’emergenza per informare “in modo valido e tempestivo” i propri cittadini, inviando alle 19,00 ora locale (le 18,00 in Italia) un messaggio di prova a tutti gli utenti di servizi di telefonia mobile dell’isola. Lo ha annunciato oggi il ministro degli Interni cipriota, Konstantinos Ioannou, in una nota riguardante l’adozione di misure preventive di difesa nel quadro della crisi in Iran, citata dall’agenzia di stampa ufficiale locale Cna.

Ore 16,15 – Israele, Idf: “Sganciate oltre 5.000 munizioni sull’Iran dall’inizio della guerra” – L’Aeronautica militare delle forze armate di Israele (Idf) ha sganciato più di 5.000 munizioni sull’Iran dall’inizio del conflitto, scatenato il 28 febbraio dallo Stato ebraico e dagli Usa contro la Repubblica islamica. Lo riferiscono in una nota diramata sui social le Idf, secondo cui la maggior parte è stata sganciata sulla capitale Teheran.

Ore 16,00 – Golfo: nave cargo maltese attaccata da due missili. Marina militare dell’Oman soccorre i 24 membri dell’equipaggio – La Marina militare del Sultanato dell’Oman è intervenuta oggi in soccorso di una nave cargo battente bandiera di Malta, attaccata da due missili nei pressi dello Stretto di Hormuz. Lo riferisce la Marina militare del Sultanato in una nota citata dall’agenzia di stampa ufficiale locale Ona, secondo cui l’equipaggio della nave, composto da 24 persone, è stato tratto in salvo e ha ricevuto le cure mediche necessarie. Tutti i membri dell’equipaggio, si legge nella nota, versano in “buone condizioni di salute”. Il conflitto scatenato da Usa e Israele contro l’Iran si sta allargando ai mari della regione: secondo i dati raccolti dal gruppo di monitoraggio Acled, nelle ultime 48 ore sono stati registrati almeno sei attacchi a navi o infrastrutture portuali nel Golfo dell’Oman, nel Golfo Persico e nelle acque del Bahrein, che hanno provocato almeno 2 morti e coinvolto droni e missili. Tra le imbarcazioni colpite figurano petroliere e navi porta-container. Nella notte un sottomarino statunitense ha anche affondato una fregata iraniana nell’Oceano indiano, al largo delle coste dello Sri Lanka, provocando la scomparsa di oltre 140 marinai, tuttora dispersi.

Ore 15,30 – Libano: Hezbollah rivendica attacchi contro tre basi militari in Israele, nessun ferito – Il gruppo armato sciita libanese Hezbollah ha rivendicato una serie di attacchi simultanei contro la base di Tel Hashomer, la base navale di Haifa e la base di Ramat David, in Israele. La rivendicazione è contenuta in una serie di comunicati diramati dal gruppo e citati dall’agenzia di stampa ufficiale libanese Nna, secondo cui gli attacchi sono stati condotti con uno squadrone di droni suicidi. Le forze armate di Israele (Idf) hanno attivato le sirene di allarme a Gerusalemme, Tel Aviv e in tutto il centro di Israele e nella Galilea Panhandle, al confine con il Libano. Secondo il servizio di emergenza israeliano Magen David Adom, l’attacco non ha provocato feriti.

Ore 15,15 – Usa: via il personale non essenziale dalle ambasciate di altri 4 Paesi – Il Dipartimento di Stato americano ha ordinato ad altri dipendenti di lasciare i loro incarichi presso ambasciate e consolati in quattro paesi a causa dei rischi per la sicurezza dovuti all’intensificarsi degli attacchi di rappresaglia da parte dell’Iran. Lo riporta il New York Times. Il Dipartimento di Stato ha ordinato la partenza dei dipendenti governativi non di emergenza e dei loro familiari da Pakistan, Arabia Saudita, Oman e Cipro. In Pakistan, il dipartimento ha richiamato i dipendenti governativi non essenziali e i loro familiari dai consolati di Lahore e Karachi. Nella capitale, Islamabad, l’ambasciata statunitense ha ripreso le normali attivitaà ieri, secondo il suo sito web. L’ordine è arrivato dopo che più di 20 persone sono morte nelle manifestazioni di domenica in tutto il Pakistan, di cui almeno 10 a Karachi, dove la folla ha cercato di assaltare il consolato statunitense. Un attacco con drone all’ambasciata statunitense a Riad, la capitale saudita, martedì ha provocato un piccolo incendio e causato lievi danni all’edificio, costringendone la chiusura. A Cipro, un drone di fabbricazione iraniana si è schiantato contro una base aerea britannica domenica sera. In Oman un attacco con un drone ha danneggiato una petroliera in un porto commerciale. Anche l’ambasciata statunitense in Kuwait e’ stata chiusa dopo essere stata colpita da un drone.

Ore 15,00 – Israele: 2 feriti in un attacco missilistico simultaneo di Hezbollah e dell’Iran – Almeno due persone sono rimaste ferite oggi nel centro di Israele, a seguito di un attacco missilistico simultaneo dall’Iran e dal gruppo armato sciita libanese Hezbollah. Lo riferisce sui social il servizio di emergenza israeliano Magen David Adom, secondo cui un uomo sulla trentina è rimasto ferito da una scheggia mentre un’altra persona è rimasta ferita da un’esplosione. Entrambe le vittime però, secondo il servizio di emergenza israeliano, “versano in buone condizioni”. Frammenti di missili iraniani e di razzi di Hezbollah hanno colpito diverse località nel centro di Israele, senza provocare altre vittime.

Ore 14,45 – Turchia, media: “Il missile iraniano abbattuto dalla Nato era diretto a Cipro” – La Turchia “non era l’obiettivo del missile” lanciato dall’Iran e abbattuto dalle difese aeree della Nato, che era invece probabilmente diretto verso l’isola di Cipro. Lo ha dichiarato un anonimo funzionario turco all’agenzia di stampa francese Afp. “Riteniamo che l’obiettivo fosse una base militare” a Cipro, ha detto la fonte citata da Afp. “Ma (riteniamo, ndr) che abbia deviato dal suo percorso”.

Ore 14,30 – Usa, il capo del Pentagono Hegseth annuncia: “In arrivo nuove truppe in Medio Oriente. Presto avremo il controllo dei cieli dell’Iran. Abbiamo affondato una fregata iraniana” – Gli Stati Uniti sono pronti a una nuova escalation nel conflitto combattuto al fianco di Israele contro l’Iran. È quanto emerge dalle ultime dichiarazioni del segretario del dipartimento della Guerra degli Stati Uniti, Pete Hegseth, che in una conferenza stampa ha delineato i contorni e gli obiettivi della campagna militare congiunta condotta da Washington e Tel Aviv contro la Repubblica islamica. I raid condotti finora da Stati Uniti e Israele rappresentano, secondo il capo del Pentagono, soltanto l’inizio delle ostilità. Hegseth ha infatti preannunciato che nella regione “stanno arrivando altre forze” per il conflitto con l’Iran. “È molto presto e, come ha detto il presidente Trump, ci prenderemo tutto il tempo necessario per assicurarci di avere successo”, ha spiegato in conferenza stampa. Gli Stati Uniti, ha poi aggiunto, utilizzeranno una “scorta illimitata” di bombe di precisione a gravità. Così, ha spiegato il segretario del dipartimento della Guerra, Usa e Israele avranno il “controllo completo dei cieli iraniani” nel giro di pochi giorni, a meno di una settimana dall’inizio formale del conflitto. Quindi Hegseth ha rivendicato ufficialmente l’affondamento da parte degli Stati Uniti di una fregata iraniana colpita al largo delle acque territoriali dello Sri Lanka, causando la scomparsa di oltre 100 membri dell’equipaggio, tuttora dispersi. Il capo del Pentagono ha poi accusato l’Iran di aver “negoziato in malafede” mentre “progettava e preparava” un attacco contro Israele e gli Usa. “Abbiamo agito con decisione”, ha dichiarato Hegseth, giustificando l’attacco all’Iran, lasciandosi poi andare a un elogio dello Stato ebraico, definito un “partner fedele” degli Stati Uniti dotato di “competenze senza pari”. “Combattere accanto a una potenza tanto potente è un vero moltiplicatore di forza e una boccata d’aria fresca”, ha affermato il segretario del dipartimento della Guerra, che si è detto consapevole dell’intercettazione di un missile iraniano da parte delle difese della Nato in territorio turco ma ha escluso che l’incidente possa far scattare l’articolo 5 del Trattato dell’Alleanza sulla difesa collettiva, che impegna tutti gli Stati membri a difenderne uno aggredito. Il capo del Pentagono ha poi rivelato che gli Usa stanno “indagando” sul bombardamento di una scuola femminile a Minab dove, secondo le autorità della Repubblica islamica, un raid israelo-statunitense ha ucciso almeno 153 persone, tra cui centinaia di bambine e ragazze. “Tutto quello che posso dire è che stiamo indagando sulla questione”, ha detto Hegseth rispondendo alla domanda di un giornalista. “Naturalmente non prendiamo mai di mira obiettivi civili, ma stiamo esaminando la questione e indagando”.

Ore 14,20 – Turchia: la Nato condanna l’attacco dell’Iran. Ankara protesta con Teheran – La Nato ha condannato l’attacco missilistico lanciato dall’Iran verso il territorio della Turchia, che ha protestato con Teheran. “La Nato è fermamente al fianco di tutti gli alleati, compresa la Turchia, mentre l’Iran continua i suoi attacchi indiscriminati in tutta la regione”, ha dichiarato oggi portavoce dell’Alleanza atlantica, Allison Hart. “La nostra strategia di deterrenza e difesa rimane forte in tutti i settori, anche quando si tratta di difesa aerea e missilistica”. Intanto, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Anadolu, in un colloquio telefonico tenuto oggi il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha protestato con il suo omologo iraniano Abbas Araghchi, sottolineando la necessità di “evitare qualsiasi passo che possa portare all’allargamento del conflitto. Oggi le difese della Nato in Turchia hanno intercettato un missile balistico lanciato dall’Iran prima che entrasse nello spazio aereo turco, un incidente che non ha provocato vittime malgrado i detriti del razzo abbattuto siano precipitati sul distretto di Dortyol, vicino alla costa mediterranea sud-occidentale del Paese.

Ore 14,15 – L’Iran minaccia: “Se Israele attacca i nostri diplomatici in Libano, attaccheremo le sue ambasciate e i suoi cittadini all’estero” – La Repubblica islamica dell’Iran ha avvisato oggi Israele che se Tel Aviv dovesse attaccare le missioni diplomatiche di Teheran o i suoi diplomatici in Libano, la rappresaglia “prenderà di mira le missioni sioniste e i loro cittadini in altri Paesi”. La minaccia è stato lanciata da un anonimo “alto funzionario” all’agenzia di stampa iraniana Tasnim, considerata tradizionalmente vicina alle Guardie della Rivoluzione islamica. Le forze armate di Israele (Idf) ha emesso un ultimatum di 24 ore ai rappresentanti del regime iraniano ancora presenti in Libano, intimando loro di lasciare immediatamente il Paese dei Cedri per non essere presi di mira dai raid dello Stato ebraico.

Ore 14,00 – Golfo, Ukmto: “Colpita una nave portacontainer al largo dell’Oman, nessuna vittima” – Una nave portacontainer, in transito nello Stretto di Hormuz al largo dell’Oman, è stata colpita da un “proiettile di provenienza sconosciuta”, che ha causato un incendio senza però provocare vittime. Lo riferisce l’Organizzazione per il commercio marittimo del Regno Unito (Ukmto), che ha “ricevuto una segnalazione riguardante l’incidente” avvenuto oggi “a 2 miglia nautiche a nord dell’Oman, mentre l’imbarcazione navigava in direzione est, nello Stretto di Hormuz”. L’impatto, secondo l’Organizzazione britannica, “appena sopra la linea di galleggiamento”, causando “un incendio nella sala macchine”. “Finora non è stato segnalato alcun impatto ambientale. Le autorità stanno conducendo un’indagine. Si consiglia alle navi di navigare con cautela e di segnalare qualsiasi attività sospetta all’Ukmto”, conclude la nota.

Ore 13,30 – Regno Unito, il premier Starmer risponde (indirettamente) a Trump: “Non siamo coinvolti negli attacchi all’Iran. Abbiamo imparato la lezione della guerra in Iraq” – Il Regno Unito “non è coinvolto negli attacchi contro l’Iran dopo aver appreso la lezione della guerra in Iraq”. Lo ha dichiarato oggi il premier britannico Keir Starmer durante un incontro con i rappresentanti delle comunità di origine pakistana e palestinese per il Ramadan, rispondendo, senza citarlo, al presidente Usa Donald Trump. “Abbiamo già perso troppe vite, tra cui le donne e i bambini a Gaza”, ha aggiunto Starmer, secondo quanto riportato dall’emittente Bbc. “Sono determinato a far sì che oggi si imparino e si seguano le lezioni del passato”. Ieri sera, durante un incontro alla Casa bianca con il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva criticato Starmer per non aver concesso subito le basi britanniche agli Usa per l’attacco all’Iran, sottolineando: “Non è certo Churchill”.

Ore 13,20 – Turchia: intercettato un missile lanciato dall’Iran, nessuna vittima – Le difese della Nato in Turchia hanno intercettato un missile balistico lanciato dall’Iran prima che entrasse nello spazio aereo turco, un incidente che non ha provocato vittime. Lo riferisce il ministero della Difesa di Ankara in una nota citata dall’agenzia di stampa ufficiale Anadolu, secondo cui il missile è stato abbattuto e i detriti sono precipitati sul distretto turco di Dortyol, vicino alla costa mediterranea sud-occidentale del Paese, a nord di Alessandretta, senza causare vittime. La Turchia, si legge nella nota, è “in grado di garantire la sicurezza del suo territorio e dei suoi cittadini, indipendentemente da chi o da dove provenga la minaccia”. “Ci riserviamo il diritto di rispondere a qualsiasi atto ostile nei confronti del nostro Paese”, prosegue il comunicato del ministero della Difesa di Ankara, esortando tutte le parti in conflitto ad astenersi da “azioni che potrebbero ulteriormente alimentare la guerra nella regione”.

Ore 13,00 – Qatar: ambasciata Usa invita cittadini americani a “partire subito” – L’ambasciata degli Stati Uniti in Qatar ha invitato i cittadini statunitensi presenti nel regno del Golfo a “partire subito”. “Il 3 marzo, il Dipartimento di Stato ha ordinato ai dipendenti del governo statunitense non in situazioni di emergenza e ai loro familiari di lasciare il Qatar a causa della minaccia di un conflitto armato. Se è sicuro farlo, gli americani dovrebbero lasciare il Qatar ora”, si legge in una nota diramata oggi sui social dalla rappresentanza diplomatica. “Lo spazio aereo e le rotte marittime del Qatar rimangono chiusi. Il valico di frontiera terrestre di Salwa con l’Arabia Saudita è attualmente aperto”.

Ore 12,30 – Iran: rinviati a data destinarsi i funerali di Khamenei – La Repubblica islamica ha annunciato il rinvio a data da destinarsi dei funerali di Stato previsti questa sera a Teheran per la Guida Suprema della Rivoluzione islamica, ayatollah Ali Khamenei, ucciso in un raid congiunto di Usa e Israele lo scorso 28 febbraio. Lo ha annunciato la tv di Stato iraniana Irib, citata anche dall’agenzia di stampa iraniana Tasnim, secondo cui le esequie sono state rinviate “in previsione di un’affluenza senza precedenti”. “La cerimonia di addio per l’Imam martirizzato è stata rinviata”, ha riferito la televisione iraniana. “La nuova data sarà annunciata in seguito”.

Ore 12,15 – Emirati Arabi: intercettati 3 missili e oltre 120 droni lanciati dall’Iran – Almeno 3 missili balistici e 129 droni sono stati lanciati oggi dall’Iran contro gli Emirati Arabi Uniti, le cui difese aeree non sono riuscite a intercettare soltanto 8 razzi, caduti nel territorio del Paese. Lo riferisce il ministero della Difesa di Abu Dhabi in una nota diramata sui social, secondo cui dall’inizio della guerra degli Usa e di Israele contro l’Iran “sono stati rilevati 189 missili balistici” e “941 droni” lanciati da Teheran verso gli Emirati Arabi, che hanno provocato 3 morti e 78 feriti.

Ore 12,00 – Il ministro degli Esteri dell’Indonesia Sugiono annuncia: “Sospese tutte le attività del Board of Peace dall’inizio della guerra contro l’Iran” – Tutte le discussioni e le attività del Board of Peace, creato e presieduto dal presidente Usa Donald Trump in seguito al cessate il fuoco mediato lo scorso anno a Gaza tra Israele e Hamas, sono state sospese con l’inizio delle ostilità contro l’Iran. L’annuncio è arrivato oggi dal ministro degli Esteri dell’Indonesia, Sugiono, dopo una cena con il suo presidente Prabowo Subianto. “Tutte le discussioni del Board of Peace sono sospese poiché l’attenzione si è spostata sulla situazione in Iran”, ha affermato oggi Sugiono, che oggi ha incontrato l’ambasciatore iraniano a Jakarta, Mohammad Boroujerdi. “Ci consulteremo anche con i nostri amici e colleghi nel Golfo perché anche loro sono sotto attacco”. Il Board of Peace di Trump aveva tenuto la sua riunione inaugurale il 19 febbraio scorso a Washington DC, un incontro a cui erano presenti anche il presidente indonesiano Prabowo Subianto, come membro effettivo, e il nostro ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani, in qualità di osservatore. L’Indonesia è uno dei pochi Paesi ad aver annunciato la disponibilità ad inviare truppe per la nascente “Forza internazionale di stabilizzazione” a Gaza. Il Consiglio degli Ulema dell’Indonesia però ha invitato il governo di Jakarta ad abbandonare il Board a seguito della guerra scatenata da Usa e Israele contro l’Iran.

Ore 11,50 – Libano: truppe di Israele penetrano nella località meridionale di Khiam, a 6 km dal confine – Le forze armate di Israele (Idf) sono entrate nella città di Khiam, nel Libano meridionale, a circa sei chilometri dal confine tra il Paese dei Cedri e Israele. Lo riferisce l’agenzia di stampa ufficiale libanese Nna, secondo cui Khiam, nel distretto di Marjeyoun, è sottoposta a continui bombardamenti di artiglieria, mentre l’esercito israeliano penetra in città. Le truppe dello Stato ebraico, secondo un corrispondente in loco del quotidiano libanese L’Orient-Le Jour, avrebbero anche ucciso un giovane in città. La notizia non è stata confermata né dall’Idf né da altre fonti e non è ancora chiaro se la vittima sia stata colpita dai soldati israeliani o da un drone. In precedenza le Idf avevano fatto sapere che la decisione di schierare truppe “più in profondità” nel Libano meridionale è volta a occupare una “posizione difensiva avanzata rafforzata” in seguito agli attacchi subiti dai gruppo armato sciita Hezbollah.

Ore 11,30 – Iran, il portavoce del ministero degli Esteri Baqaei: “La Germania vuole trascinare l’Ue dalla parte sbagliata della storia e renderla complice dei crimini di Usa e Israele. L’Unione rifiuti la mentalità nazista e difenda il diritto internazionale” – L’Unione europea, insieme a Francia, Germania e Regno Unito, “ha svolto un ruolo fondamentale” nel contribuire a forgiare l’accordo sul nucleare con l’Iran del 2015 ma ora deve “opporsi a qualsiasi mossa che richiami mentalità storiche naziste”, che possono portarla “dalla parte sbagliata della storia”. L’appello arriva dal portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baqaei. “Oggi, sotto la pressione del cancelliere della Germania (Friedrich Merz, ndr), alcuni membri dell’Ue rischiano di mettersi dalla parte sbagliata della storia, apparendo complici degli atti di aggressione e dei crimini di guerra commessi da Stati Uniti e Israele contro la nazione iraniana, uno degli Stati-nazione più antichi e duraturi del mondo”, ha denunciato sui social Baqaei. “L’Unione europea, insieme al gruppo E3 (Francia, Germania e Regno Unito, ndr), ha svolto un ruolo fondamentale nella diplomazia internazionale, contribuendo a forgiare il JCPOA (l’accordo sul nucleare con l’Iran, ndr) del 2015, un traguardo storico della politica estera europea che è stato affondato dall’attuale amministrazione statunitense”, ha aggiunto il portavoce iraniano, secondo cui però ora l’Ue “deve opporsi a qualsiasi mossa che richiami mentalità storiche naziste e, al contrario, sostenere il proprio impegno nei confronti del diritto e della giustizia internazionale”.

Ore 11,15 – Libano: Hezbollah rivendica raid contro il centro e il nord di Israele – Il gruppo armato sciita libanese Hezbollah ha rivendicato una serie di raid contro il centro e il nord di Israele. Lo riferisce l’agenzia di stampa ufficiale libanese Nna, che cita in proposito tre comunicato diramati dal gruppo armato sciita, secondo cui il primo raid ha preso di mira la sede centrale delle Israel Aerospace Industries (IAI), situata nella località di Lod, nei pressi dell’aeroporto internazionale Ben Gurion, nell’area metropolitana di Tel Aviv, nel centro dello Stato ebraico. Un altro attacco ha invece preso di mira una base militare nel centro di Israele da cui le forze armate di Tel Aviv (Idf) lanciano droni verso il Libano. Il terzo invece ha attaccato il quartier generale del Comando settentrionale dell’esercito israeliano nella città di Safed, nel nord dello Stato ebraico.

Ore 11,00 – Arabia Saudita: raffineria di Ras Tanura presa di nuovo di mira da un drone iraniano, nessun danno – La raffineria petrolifera di Ras Tanura, la più grande del mondo situata sulla costa centro-orientale dell’Arabia Saudita, è stata presa di mira per una seconda volta da un drone lanciato dall’Iran. Lo riferisce in una nota diramata sui social il ministero della Difesa del regno arabo, secondo cui le prime valutazioni indicano che il raid non ha causato danni all’impianto della Saudi Aramco. Negli scorsi giorni il colosso saudita aveva interrotto le attività presso la raffineria a seguito dello scoppio di un incendio che, secondo le autorità di Riad, era stato causato dai detriti provenienti dall’intercettazione di due droni iraniani.

Ore 10,50 – Iran: Israele bombarda basi militari, siti missilistici e sistemi contraerei a Isfahan, Shiraz e Teheran – L’Aeronautica militare delle forze armate di Israele (Idf) ha bombardato nella notte una serie di basi militari a Isfahan e Shiraz e un sistema di difesa aerea a Teheran, in Iran. Lo riferiscono in due note diramate sui social le Idf. È la prima volta, secondo il portavoce delle forze armate israeliane, generale di brigata Effie Defrin, che un’ondata di attacchi aerei condotti da Tel Aviv colpisce le zone di Isfahan e Shiraz nell’attuale campagna contro l’Iran. Gli attacchi, ha precisato Defrin, hanno colpito più di 20 obiettivi, tra cui due strutture a Isfahan dove l’Iran immagazzinava missili balistici avanzati modello Ghadr. Tra gli altri obiettivi centrati, ha aggiunto il portavoce dell’Idf, figurano siti di stoccaggio di missili balistici e da crociera, nonché sistemi di difesa aerea. “Stimiamo che gli attacchi abbiano distrutto decine di missili balistici e missili da crociera”, ha affermato Defrin. In una nota separata le Idf hanno pubblicato il filmato del raid condotto contro il sistema di difesa aerea a Teheran. Dall’inizio del conflitto, le forze armate israeliane sostengono di aver distrutto decine di sistemi simili.

Ore 10,40 – Kuwait: l’emirato di nuovo sotto attacco da parte dell’Iran – Il Kuwait è di nuovo sotto attacco da parte dell’Iran. Lo riferisce lo Stato Maggiore dell’Esercito dell’emirato in una nota citata dall’agenzia di stampa ufficiale locale Kuna, secondo cui “le forze armate stanno attualmente affrontando un’ondata di missili e droni rilevati nello spazio aereo del Paese e stanno svolgendo le loro missioni per contrastarli e intercettarli”.

Ore 10,35 – Iran, ex consigliere di Khamenei: “Nessun negoziato con gli Usa. Possiamo combattere finché vogliamo” – L’Iran non ha alcuna intenzione di negoziare con gli Stati Uniti e può continuare a combattere “per tutto il tempo necessario”. La minaccia arriva oggi da Mohammad Mokhber, membro del Consiglio per il discernimento della Repubblica islamica, ex capo di Stato ad interim nel 2024 dopo la morte del presidente Ebrahim Raisi e collaboratore della defunta Guida suprema Ali Khamenei. Teheran, ha dichiarato l’ex consigliere dell’ayatollah in un’intervista alla tv di Stato Irib,”non ha fiducia negli americani. “Non ci sono basi per alcun negoziato con loro”, ha aggiunto Mokhber. “Possiamo continuare la guerra finché vogliamo”.

Ore 10,30 – Cipro: minaccia sospetta dal Libano, si alzano in volo due caccia F-16 greci – Lo spazio aereo sopra l’aeroporto di Larnaca, nella parte meridionale di Cipro, è stato brevemente chiuso oggi dopo il rilevamento di un oggetto volante sospetto in arrivo dal Libano, che è stato monitorato da due caccia F-16 dell’Aeronautica militare greca decollati subito dopo dalla base aerea “Andreas Papandreou” di Paphos. Lo riferiscono le agenzie di stampa britannica Reuters e cipriota Cna, secondo cui la “missione” dei due caccia ellenici “è stata completata”.

Ore 10,20 – Un F35 di Israele abbatte un caccia iraniano su Teheran: primo abbattimento in assoluto per il velivolo di fabbricazione Usa – Un F-35 dell’Aeronautica militare delle forze armate di Israele (Idf) ha abbattuto un caccia iraniano di fabbricazione russa sui cieli di Teheran. La notizia è stata confermata dalle Idf in una nota diramata sui social, secondo cui un caccia F-35I israeliano ha abbattuto un jet iraniano Yak-130 di fabbricazione russa in volo sulla capitale della Repubblica islamica. Si tratta del primo abbattimento in assoluto di un aereo con equipaggio da parte di un F-35 e anche della prima volta in quasi 40 anni che l’Aeronautica militare israeliana è impegnata in un combattimento aereo con un caccia nemico dal 24 novembre 1985, quando un F-15 dell’IAF abbatté due caccia MiG-23 siriani in Libano.

Ore 10,00 – Libano: le truppe di Israele avanzano nel sud – Le forze armate di Israele (Idf) continuano i bombardamenti aerei sul Libano e avanzano con le truppe di terra nel sud del Paese dei Cedri. Lo riferisce l’agenzia di stampa ufficiale libanese Nna, secondo cui altri cinque sono stati bombardati questa mattina dalle Idf: i villaggi di Jarmaq, nel distretto di Jezzine, Qoussair, nella zona di Marjeyoun, Tayr Falsayh, nel distretto di Tiro, Beit Lif, nella zona di Bint Jbeil, e Wadi Berghoz, nell’area di Hasbaya. L’artiglieria israeliana ha preso di mira anche i villaggi di Arnoun, a Nabatiyeh, e Khiam a Marjeyoun. Intanto, le truppe israeliane schierate sul terreno sono avanzate a sud della città di confine di Kfarchouba, nell’area di Hasbaya, provenienti dalla fattoria di Bastara, in territorio libanese.

Ore 9,45 – Libano: sale a 12 morti il bilancio delle vittime dei raid di Israele – È salito a 12 morti, 23 feriti e due dispersi il bilancio delle vittime degli attacchi aerei di Israele sul Libano. Lo riferisce l’agenzia di stampa ufficiale libanese Nna, secondo cui almeno 6 persone sono rimaste uccise in un raid contro un edificio residenziale a Baalbek, nel sud del Paese, e altrettante sono morte nelle zone di Aramoun e Saadiyat, alla periferia sud della capitale Beirut.

Ore 9,30 – Emirati Arabi: la Francia abbatte droni lanciati dall’Iran diretti verso il Paese – La Francia ha “neutralizzato” un imprecisato numero di droni lanciati dall’Iran contro gli Emirati Arabi Uniti, dove sono di stanza centinaia di militari della Marina, dell’Aeronautica e dell’Esercito d’Oltralpe. Lo ha annunciato oggi il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot, secondo l’operazione è stata condotta con caccia francesi Rafale. Ieri lo stesso Barrot aveva annunciato che la Francia aveva schierato i propri jet, di stanza nella base di Dhafra, vicino ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti, per proteggere le basi locali dagli attacchi iraniani. Poco prima il presidente francese Emmanuel Macron aveva annunciato che Parigi avrebbe inviato nel Mediterraneo la sua portaerei ammiraglia Charles De Gaulle in risposta all’aggravarsi del conflitto.

Ore 9,20 – Spagna, il premier Sanchez risponde a Trump: “La posizione del governo si riassume in poche parole: No alla guerra” – Il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ha risposto questa mattina al presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ieri sera alla Casa bianca durante un incontro con il cancelliere tedesco Friedrich Merz aveva criticato Madrid per non aver concesso le sue basi agli Usa per attaccare l’Iran e per non aver aumentato le spese militari nel quadro della Nato, affermando che “La posizione del governo (spagnolo, ndr) si riassume in poche parole: No alla guerra”. “No al crollo del diritto internazionale. No al presupposto che il mondo possa risolvere i suoi problemi solo attraverso conflitti con le bombe. E infine, no a ripetere gli errori del passato. In breve, la posizione del governo spagnolo può essere riassunta in quattro parole: No alla guerra”, ha affermato Sanchez. “Questa crisi ci riguarda tutti e chiediamo la piena determinazione di Stati Uniti, Iran e Israele a fermarle prima che sia troppo tardi. A un atto illegale non si può rispondere con un altro atto illegale; è così che iniziano i più grandi disastri della storia umana”.

Ore 9,00 – Israele, Idf annunciano: “Decima ondata di raid su Teheran” – Le forze armate di Israele (Idf) hanno lanciato “la decima ondata di attacchi” aerei contro la capitale dell’Iran, Teheran. Lo riferiscono in una nota diramata sui social le Idf, secondo cui “l’Aeronautica Militare ha avviato una vasta ondata di attacchi contro le infrastrutture del regime terroristico iraniano a Teheran”.

Ore 8,30 – Prezzo del gas in Europa apre in rialzo, borse in Asia chiudono in rosso, stabile lo spread tra Btp e Bund – La guerra di Usa e Israele all’Iran e le conseguenze sui mercati energetici ha pesanti conseguenze dal punto di vista finanziario: il prezzo del gas in Europa ha aperto questa mattina in rialzo, mentre le borse di Tokyo, Seul, Hong Kong, Shanghai, Shenzhen e Mumbai chiudono tutte in calo, stabile però lo spread tra Btp e Bund. Sull’indice Ttp di Amsterdam il prezzo del gas ha aperto oggi in rialzo a 58,39 euro al megawattora, in crescita del 7,5%. Stabile invece lo spread tra Btp e Bund a 74 punti con il rendimento del decennale italiano salito al 3,50% dal 3,45% della vigilia mentre quello tedesco è arrivato al 2,76%. Chiudono invece in forte calo le borse in Asia, con l’Msci Asia Pacific che cala del 4,5% mentre Tokyo chiude a 3,6%. Perdite anche per gli indici di riferimento di Hong Kong (-2,6%), Shanghai (-1,08%), Shenzhen (-0,65%) e Mumbai (-1,8%).

Ore 8,00 – Libano: almeno 11 morti nei raid di Israele su Beirut e il sud del Paese – Almeno 11 persone sono rimaste uccise nei raid condotti nella notte e alle prime ore di oggi da Israele su Beirut e il sud del Libano. Lo riporta l’agenzia di stampa ufficiale libanese Nna, secondo cui i raid hanno colpito il centro e la periferia sud di Beirut, compreso il il Comfort Hotel nella zona di Baabda-Hazmiyé, e un edificio residenziale nella città meridionale di Baalbek.

Ore 7,30 – Iran, le Guardie Rivoluzionarie: “Abbiamo il controllo totale dello Stretto di Hormuz” – Le Guardie della Rivoluzione islamica rivendicano di avere il “controllo totale” dello Stretto di Hormuz, un punto di transito chiave per il commercio mondiale di petrolio e gas tra il Golfo persico e il Mar d’Arabia. “Attualmente, lo Stretto di Hormuz è sotto il controllo totale della marina della Repubblica islamica”, ha affermato Mohammad Akbarzadeh, un alto funzionario delle forze navali dei Guardiani della Rivoluzione islamica, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa iraniana Fars.

Ore 7,00 – Libano: un morto in un raid israeliano nel sud. Tel Aviv ordina l’evacuazione di 16 villaggi – Le forze armate di Israele (Idf) hanno bombardato nella notte il Libano meridionale, provocando un morto e due feriti, e hanno ordinato l’evacuazione di 16 località del Paese dei cedri, considerate obiettivi. La notizia è stata diramata dall’agenzia di stampa ufficiale libanese Nna, secondo cui tra le vittime sono state colpite nella località di Chakra. Tra le zone colpite figurano anche Harouf, Kfar Tebnit, Arnoun, Yohmor, Tiri, Beit Lif, Ramiyeh, Chakra, Jmeijmeh e Khiam. Intanto il portavoce in lingua araba dell’esercito israeliano Avichay Adraee ha diramato sui social un avvertimento urgente agli abitanti di 16 villaggi nel Libano meridionale, tra cui Markaba, Houla, Majdel Selm, Chakra e Bani Hayyane, esortandoli a evacuare immediatamente le proprie case e a spostarsi di almeno un chilometro verso aree aperte.

 

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