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Home » Esteri

Nuovi raid sull’Iran. Israele entra in Libano. Gaza: chiusi tutti i valichi dall’inizio delle ostilità

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Immagine d'archivio. Credit: AGF

Guerra in Medio Oriente, ultime notizie in diretta di oggi, martedì 3 marzo 2026

Guerra tra Iran e Usa-Israele: le ultime notizie di oggi 3 marzo 2026

[LEGGI LE ULTIME NOTIZIE DEL 4 MARZO 2026]

La guerra in Medio Oriente si allarga sempre di più. Mentre continua a bombardare l’Iran insieme agli Stati Uniti, nel primo mattino di oggi l’esercito di Israele (Idf) ha varcato con le proprie truppe di terra il confine con il Libano meridionale. Lo Stato ebraico precisa che non si tratta di un’operazione su larga scala ma di una “misura tattica” volta a contrastare il lancio di razzi da parte di Hezbollah verso il nord di Israele.

La notte scorsa due droni iraniani hanno colpito l’Ambasciata statunitense a Riad, in Arabia Saudita, provocando un “incendio limitato”: non si è registrato nessun ferito, ma gli uffici sono stati chiusi e la rappresentanza diplomatica ha esortato i cittadini “a evitare la sede fino a nuova disposizione”, avvertendo i connazionali di “stare al riparo” anche a Gedda e Dhahran. L’attacco ha fatto seguito a quello contro l’Ambasciata a stelle e strisce in Kuwait.

Il presidente degli Usa Donald Trump si è detto non preoccupato a proposito: “Fa parte della guerra”, ha dichiarato in un’intervista al network Newsnation. Ma ha anche fatto sapere che “presto” ci sarà una risposta. “Li stiamo massacrando”, ha affermato ieri il leader della Casa Bianca alla Cnn riferendosi agli iraniani. E sul suo social Truth il presidente assicura che “le scorte di munizioni degli Stati Uniti, di livello medio e medio-alto, non sono mai state così elevate o migliori”. “Le guerre possono essere combattute ‘per sempre’, e con grande successo, usando solo queste scorte, che sono migliori delle migliori armi di altri Paesi”, ha sottolineato Trump. Il Dipartimento di Stato Usa ha ordinato la partenza di tutto il suo personale diplomatico “non urgente” dalle ambasciate in Iraq, Giordania e Bahrein.

Tra i Paesi colpiti finora dall’Iran ci sono anche Emirati Arabi Uniti, Qatar, Oman e Cipro. Sull’isola del Mediterraneo droni iraniani hanno preso di mira la base della Raf, l’Aeronautica militare del Regno Unito provocando danni limitati. Dopo l’attacco, Londra, Parigi e Berlino si sono attivati per rafforzare le difese antiaeree cipriote. Intanto, la chiusura dello Stretto di Hormuz imposta come rappresaglia dall’Iran sta provocando forti rialzi sul mercato dei prezzi di petrolio e gas.

LA DIRETTA

Ore 18,00 – Cipro: Regno Unito invia un cacciatorpediniere ed elicotteri dotati di capacità anti-drone nella base di Akrotiri – Il Regno Unito potenzierà le difese aeree nella sua base di Akrotiri, sull’isola di Cipro, schierando elicotteri con capacità anti-drone e inviando nell’area anche il cacciatorpediniere antiaereo HMS Dragon. Lo ha annunciato oggi il primo ministro britannico Keir Starmer, citato dall’emittente Bbc. Il Regno Unito, ha aggiunto il premier laburista, “è pienamente impegnato nella sicurezza di Cipro e del personale militare britannico di stanza sull’isola”. L’annuncio segue gli attacchi lanciati negli ultimi giorni dall’Iran contro la base britannica sull’isola, che secondo un portavoce del governo cipriota, è stata colpita da un drone nella notte del 1° marzo, causando “danni minimi”, mentre altri due sono stati intercettati il giorno successivo dalla contraerea.

Ore 17,45 – Libano: ambasciata Usa a Beirut chiude “fino a nuovo avviso” – L’ambasciata degli Stati Uniti in Libano resterà chiusa “fino a nuovo avviso” a causa delle continue tensioni regionali. Lo ha annunciato in una nota diramata sui social la rappresentanza diplomatica Usa a Beirut. “Tutti gli altri appuntamenti consolari, ordinari e di emergenza, sono stati annullati. Vi informeremo quando l’Ambasciata tornerà alla normalità”, si legge nel comunicato.

Ore 17,30 – Gaza, Emergency denuncia: “Chiusi tutti i valichi dall’inizio della guerra con l’Iran: non entrano né escono più né merci né persone” – Dall’inizio della guerra degli Usa e di Israele contro l’Iran, tutti i valichi di frontiera con la Striscia di Gaza, compreso quello di Rafah al confine con l’Egitto, sono stati chiusi, “sia in entrata che in uscita, sia per le merci sia per le persone”. La denuncia arriva da Emergency, che visita in media 300 pazienti nella sua clinica di al-Qarara, nel governatorato di Khan Younis, e nell’ambulatorio di base allestito dall’associazione locale CFTA (Culture & Free Thought Association) ad al-Mawasi, entrambi nel sud della Striscia. “L’inizio delle ostilità tra Israele e Stati Uniti, e Iran e la conseguente risposta con il lancio di missili sul territorio israeliano dal 28 di febbraio ha portato alla chiusura di tutti i valichi di frontiera, compreso quello di Rafah, sia in entrata che in uscita, sia per le merci sia per le persone. Questo significa che né i camion commerciali né quelli umanitari possono entrare e neanche le rotazioni del personale internazionale avvengono più in questo momento”, denuncia Riccardo Sartori, infermiere di Emergency, da Deir al-Balah. “Dalla chiusura dei valichi c’è stata una corsa della popolazione a comprare generi alimentari presenti sul mercato, perché non c’è cognizione di quanto possa durare questa chiusura e di quando Israele concederà nuovamente il passaggio delle merci”. Tutto questo, secondo l’ong, ha comportato “un aumento esponenziale” dei prezzi dei generi alimentari: un chilogrammo di pomodori, ad esempio, costava 5 shekel la settimana scorsa, oggi tre volte tanto, 15 shekel. Intanto le riserve di diesel necessarie per far funzionare i generatori degli ospedali hanno un’autonomia residua di soli tre giorni. Pertanto, se il blocco dovesse proseguire, presto non sarà più disponibile nemmeno l’elettricità necessaria per far funzionare gli ospedali. “Noi, dalla nostra clinica di al-Qarara, e anche da casa nostra a Deir al-Balah, abbiamo sentito un aumento del passaggio di aerei da guerra e dal tetto di casa nostra di notte abbiamo assistito ai missili lanciati sul territorio israeliano e la conseguente contraerea che li ha intercettati”, conclude Sartori. “Questo va ad aggravare la situazione già molto precaria della popolazione nella Striscia, che rimane in balia degli avvenimenti e di quello che succede e della possibile o meno apertura dei valichi. C’è una gran paura, c’è ancora il ricordo del dei mesi passati di carestia. Le conseguenze della malnutrizione ancora continuano, il 4,4% della popolazione ancora presenta segni di malnutrizione grave o severa”.

Ore 17,15 – Iran, Farah Diba: “Il regime non cadrà automaticamente con la morte di Khamenei” – L’uccisione della Guida supremo dell’Iran, ayatollah Ali Khamenei, è “storicamente significativa”, ma non porterà “automaticamente” alla caduta del “sistema” iraniano. Lo ha dichiarato oggi in un’intervista all’agenzia di stampa Afp l’ex imperatrice dell’Iran e vedova dell’ultimo scià Farah Diba. “La scomparsa di un uomo, per quanto centrale possa essere nell’architettura del potere, non significa automaticamente la fine di un sistema”, ha affermato l’ex imperatrice dell’Iran, che vive in esilio a Parigi dalla Rivoluzione del 1979. “Ciò che sarà decisivo”, ha affermato Farah Diba, sarà “la capacità del popolo iraniano di unirsi attorno a una transizione pacifica, ordinata e sovrana verso uno Stato governato dallo stato di diritto”, che, ha aggiunto, suo figlio Reza Pahlavi “sta preparando”.

Ore 17,00 – La Cina chiede a Israele di “fermare immediatamente” gli attacchi contro l’Iran – La Cina ha invitato oggi Israele a “fermare immediatamente” gli attacchi contro l’Iran per evitare che l’attuale guerra in corso in Medio Oriente si trasformi in un conflitto “incontrollabile”. È quanto emerge, l’agenzia di stampa ufficiale cinese Xinhua, da un colloquio telefonico tenuto oggi dal ministro degli Esteri di Pechino, Wang Yi, con il suo omologo israeliano Gideon Saar. “La Cina chiede la cessazione immediata delle operazioni militari per impedire che il conflitto si inasprisca ulteriormente e diventi incontrollabile”, ha affermato Wang. “La Cina si oppone a qualsiasi attacco militare lanciato da Israele e dagli Stati Uniti contro l’Iran”, ha insistito il ministro degli Esteri di Pechino, perché “la forza non può davvero risolvere i problemi; creerà solo nuovi problemi e avrà gravi ripercussioni”. “I recenti negoziati tra Iran e Stati Uniti stavano facendo evidenti progressi”, ha sottolineato Wang. “Purtroppo, questo processo è stato interrotto dal fuoco dell’artiglieria”. Pechino, ha aggiunto “sostiene la risoluzione dei problemi attraverso il dialogo e la consultazione tra le parti”. Sin dallo scoppio delle ostilità la Repubblica popolare, il principale cliente petrolifero di Teheran, ha chiesto un cessate il fuoco, condannando anche l’uccisione della Guida suprema iraniana, ayatollah Ali Khamenei, ucciso in un raid congiunto di Usa e Israele il 28 febbraio scorso, definendolo una “grave violazione del diritto internazionale”.

Ore 16,45 – Israele, Netanyahu minaccia l’Iran e Hezbollah: “Intensificheremo i bombardamenti” – Israele continuerà a bombardare l’Iran e il gruppo armato sciita Hezbollah in Libano “con sempre maggiore forza”. L’annuncio arriva dal primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu durante la sua visita di oggi alla base aerea di Palmachim, in compagnia del suo ministro della Difesa Israel Katz e del capo di stato maggiore delle forze armate (Idf), generale Eyal Zamir. “Continuiamo ad attaccare l’Iran con forza. I nostri piloti sorvolano i cieli dell’Iran e di Teheran, e anche quelli del Libano”, si legge in una nota diramata dall’ufficio del premier di Israele, citata dal quotidiano Yedioth Ahronoth. “Hezbollah ha commesso un errore gravissimo attaccandoci. Abbiamo già risposto con forza e risponderemo con forza maggiore”. Il gruppo armato libanese sta trascinando il Libano in una guerra “solo a causa della morte di quell’assassino di massa con cui non ha alcun legame”, ha aggiunto Netanyahu riferendosi alla Guida Suprema iraniana, Ali Khamenei, morto in un raid congiunto di Usa e Israele a Teheran il 28 febbraio scorso. “Devono badare a loro stessi e farebbero bene a farlo in fretta. Continueremo a fare tutto il necessario per la nostra difesa”, ha concluso il premier israeliano.

Ore 16,30 – I ministri degli Esteri di Russia e Oman discutono della crisi in Iran: “Cessino al più presto le ostilità” – Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ha tenuto oggi un colloquio telefonico con il suo omologo dell’Oman, Badr al-Busaidi, “per discutere della situazione in Iran”. Lo ha annunciato in una nota il ministero degli Esteri del Cremlino, secondo cui entrambi gli interlocutori esortano le parti a cessare “quanto prima possibile” le ostilità e a tornare al tavolo diplomatico per risolvere la crisi. “Entrambe le parti si sono dette pronte, anche presso le Nazioni Unite, a sostenere soluzioni pacifiche e di compromesso basate sul diritto internazionale”, conclude la nota di Mosca.

Ore 16,20 – Libano: Hezbollah rivendica l’abbattimento di un drone dell’Idf – Il gruppo armato sciita Hezbollah ha rivendicato oggi l’abbattimento un drone israeliano e di aver risposto al fuoco di almeno due carri armati delle forze armate dello Stato ebraico (Idf) nel sud del Libano. “In risposta all’aggressione criminale israeliana (…), la Resistenza islamica (Hezbollah, ndr) ha abbattuto un drone israeliano nei cieli di Nabatiyeh (nel sud del Libano, ndr)”, si legge in una nota diramata dal gruppo armato, citata dall’agenzia di stampa ufficiale libanese Nna. In un secondo comunicato Hezbollah ha poi rivendicato di aver aperto il fuoco contro due carri armati israeliani Merkava nei pressi dei villaggi libanesi di Kfar Shouba e Kfarkela, nel sud del Libano. Le Idf non hanno confermato né smentito queste affermazioni.

Ore 16,15 – Israele, Idf: “Colpiti obiettivi del regime in Iran” – Israele ha bombardato oggi una serie di obiettivi militari del regime a Teheran, Isfahan e in altre località dell’Iran. Lo hanno confermato in una nota diramata sui social le forze armate di Israele (Idf), che un’ora prima avevano annunciato una nuova ondata di “estesi” bombardamenti contro l’Iran. Tra gli obiettivi colpiti a Teheran, si legge nella nota, figurano “infrastrutture e siti utilizzati dal regime per la produzione di armi, in particolare missili balistici”. Nella capitale, secondo l’agenzia di stampa iraniana Mehr, è stato colpito anche l’aeroporto Mehrabad. A Isfahan invece, l’Idf rivendica di aver colpito “decine di lanciarazzi e siti di stoccaggio di missili”. “Durante gli attacchi condotti in tutto l’Iran, le Idf hanno preso di mira i siti industriali utilizzati dal regime iraniano per produrre armi, in particolare missili balistici”, conclude il comunicato.

Ore 16,05 – Iran: raid aerei colpiscono l’aeroporto Mehrabad a Teheran – L’aeroporto Mehrabad di Teheran, capitale dell’Iran, è stato colpito da una serie di attacchi aerei. Lo riferisce l’agenzia di stampa locale Mehr, che ha pubblicato una serie di fotografie che mostrano il fumo alzarsi dallo scalo della capitale. Circa un’ora fa le forze armate di Israele (Idf) avevano annunciato una nuova ondata di “estesi” bombardamenti contro obiettivi del regime iraniano a Teheran.

Ore 16,00 – Voci di morti e feriti tra membri dell’assemblea che elegge la Guida Suprema dell’Iran – L’ufficio dell’Assemblea degli Esperti a Qom è stato preso di mira oggi da missili statunitensi e israeliani, riporta Tasnim mentre canali Telegram segnalano morti e feriti tra alcuni membri dell’assemblea, senza che tuttavia vi siano conferme ufficiali al riguardo. I membri dell’assemblea hanno il compito di eleggere il prossimo leader, dopo la morte del leader Ali Khamenei negli attacchi di sabato, e hanno tenuto riunioni a tal fine. Anche l’ufficio dell’Assemblea degli Esperti a Teheran è stato colpito ieri sera.

Ore 15,00 – Netanyahu: “In Iran azione rapida, aprirà strada a pace con Paesi arabi” – “Non avremo una guerra infinita qui. Il regime terroristico è nel punto più debole da quando ha strappato l’Iran al coraggioso popolo iraniano 47 anni fa. Questa sarà un’azione rapida e decisiva”. Lo ha detto il premier israeliano Benyamin Netanyahu in un’intervista rilasciata a Fox News. “Penso che questo aprirà la strada a molti trattati di pace con altri Paesi arabi e musulmani. L’Arabia Saudita avrà molto da guadagnare. Tutti questi Paesi sono minacciati dall’Iran, vogliono che il regime cada, anche se non lo dicono pubblicamente. Se l’Iran viene rimosso, è un grande vantaggio per Riad e per questi altri Paesi”.

Ore 14,30 – Pasdaran annunciano distruzione di “obiettivi ostili” in Iraq – I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno riferito di aver distrutto “obiettivi ostili” nel Kurdistan iracheno. In una nota, i Pasdaran hanno affermato di aver colpito gruppi che pianificavano di infiltrarsi in Iran per condurre operazioni all’interno del Paese. Non ci sono ancora reazioni ufficiali da parte delle autorità curde del Nord dell’Iraq, dove ha sede la base statunitense di Erbil, che sarebbe stata obiettivo di attacchi nelle scorse ore, secondo alcuni media.

Ore 14,00 – Trump contro Wsj: “Vergogna. Abbiamo armi illimitate” – Il presidente americano Donald Trump ha ribadito che gli Stati Uniti non rischiano di esaurire le scorte, come invece sostenuto dal Wall Street Journal. “Abbiamo armi di livello medio-alto illimitate, una ‘roba’ brutale”, ha scritto su Truth. “La storia del Wall Street Journal era sbagliata e una vergogna”, ha aggiunto.

Ore 13.30 – Raid aerei di Israele nel sud di Beirut – Israele ha effettuato attacchi aerei nella periferia sud di Beirut che avevano come obiettivo i leader di Hezbollah riuniti nella zona. Lo riferisce la radio dell’esercito israeliano, secondo quanto riporta Al Jazeera. L’agenzia di stampa nazionale libanese ha dichiarato che i raid, effettuati senza preavviso, hanno causato “ingenti danni agli edifici”.

Ore 13.20 – Emirati Arabi e Bahrein fanno il punto sugli attacchi ricevuti – Almeno 3 persone sono state uccise e 68 sono rimate ferite negli Emirati Arabi Uniti a causa degli attacchi iraniani. Lo ha dichiarato ha dichiarato il portavoce del Ministero della Difesa di Abu Dhabi, secondo cui sono stati lanciati contro il Paese complessivamente 186 missili, di cui 172 sono stati distrutti, e 812 droni, di cui 755 intercettati. Intanto il Bahrein afferma che i suoi sistemi di difesa aerea hanno distrutto 73 missili e 91 droni lanciati dall’Iran dall’inizio dell’ultima guerra.

Ore 13.00 – Onu, Alto commissariato diritti umani chiede indagine su strage scuola in Iran – L’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani ha chiesto un’indagine sull’attacco a una scuola femminile in Iran, che ha causato la morte di quasi 200 persone, affermando che l’incidente potrebbe costituire un crimine di guerra. “L’onere di indagare ricade sulle forze che hanno perpetrato l’attacco”, ha dichiarato l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, Volker Turk, in una nota.

Ore 12.30 – Paesi europei si attivano per Cipro. Teheran avverte: “Non unitevi alla guerra” – Il Regno Unito invierà a Cipro il cacciatorpediniere Hms Duncan a difesa della base Akrotiri: lo riferisce The Times. Intanto, funzionari ciprioti affermano che la Francia invierà una nave da guerra nell’area per contribuire a rafforzare le difese anti-droni del Paese. Secondo tre funzionari, anche la Germania ha risposto positivamente alla richiesta di inviare una nave da guerra. Ma il Ministero degli Esteri iraniano ha “avvertito” gli europei a “non unirsi alla guerra” condotta da Israele e Stati Uniti.

Ore 12.00 – Sventati attacchi all’aeroporto di Doha – Sono stati sventati attacchi iraniani contro l’aeroporto internazionale Hamad di Doha. Lo riferisce il portavoce del Ministero degli Esteri del Qatar, secondo cui gli obiettivi dell’Iran non sono solo militari, ma riguardano l’intero territorio del Paese.

Ore 11.45 – Hezbollah: “L’era della pazienza è finita” – Un alto funzionario di Hezbollah afferma che i recenti attacchi non hanno lasciato al gruppo “alcuna opzione se non quella di tornare alla resistenza”. Israele voleva una guerra aperta, “quindi che sia una guerra aperta”, ha detto Mahmoud Qmati, aggiungendo che “l’era della pazienza è finita”.

Ore 11.30 – Arabia Saudita: potremmo rispondere all’attacco iraniano contro l’Ambasciata Usa di Riad – Il Ministero degli Esteri dell’Arabia Saudita condanna “nei termini più forti” l’aggressione “sleale” dell’Iran contro l’Ambasciata Usa a Riad. In una dichiarazione, il Ministero ribadisce il suo diritto di adottare tutte le misure necessarie per difendere se stesso e i suoi interessi, compresa la possibilità di rispondere a qualsiasi aggressione.

Ore 11.15 – Governo Libano vieta armi a Hezbollah: “Decisione definitiva” – Il presidente del Libano Joseph Aoun afferma che la decisione del Governo di vietare immediatamente l’attività militare di Hezbollah è “definitiva”. La decisione impone a Hezbollah di consegnare le sue armi allo Stato. In una dichiarazione pubblicata su X, Aoun ha descritto quella di lunedì come una mossa che “preserverebbe il diritto del solo Stato libanese, e di nessun altro, a decidere se fare la guerra o la pace”.

Ore 11.10 – Iran, Ministero Esteri: “Gli Usa sono il diavolo, parlavano di diplomazia poi hanno scelto la guerra” – Esmaeil Baghaei, portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, afferma che il Governo di Teheran si sta concentrando sulla “difesa” dopo i tentativi di negoziato. “Una vergogna eterna ricadrà su coloro che hanno dichiarato di voler perseguire la diplomazia ma, di fronte alla logica dell’Iran, si sono inchinati e hanno optato per l’opzione militare”, dichiara il portavoce, che si riferisce agli Stati Uniti come a “il diavolo”.. “Il regime sionista non si astiene da alcun atto di cattiveria”, aggiunge Baghaei: “Chiedo ai miei amici arabi di riflettere attentamente. Il regime non esita ad ampliare la portata della guerra, a infangare la reputazione dell’Iran e a commettere crimini in altri Paesi”. “L’Iran è attualmente l’unica forza rimasta in grado di opporsi al male”.

Ore 11.00 – Aiea: “Danni a impianto nucleare in Iran – L’Agenzia internazionale per l’Energia atomica (Aiea) conferma, sulla base delle ultime immagini satellitari disponibili, “alcuni recenti danni agli edifici d’ingresso” dell’impianto sotterraneo di arricchimento del combustibile di Natanz, in Iran. “Non sono previste conseguenze radiologiche e non è stato rilevato alcun impatto aggiuntivo presso l’impianto, che è stato gravemente danneggiato nel conflitto di giugno”, spiega l’Agenzia.

Ore 10.30 – Libano, Unifil evacua personale non essenziale – La Forza interinale delle Nazioni Unite in Libano (Unifil) ha chiesto al proprio personale non essenziale di evacuare le sue posizioni nel Libano meridionale. Lo riportano i media locali, tra cui L’Orient Le Jour.

Ore 10.25 – Idf: Colpite postazioni Hezbollah sotto copertura civile – L’esercito israeliano ha appena completato una serie di attacchi contro quartier generali, depositi di armi e componenti di comunicazione satellitare dell’intelligence di Hezbollah nell’area di Beirut, luoghi “utilizzati sotto copertura civile”. Lo scrive l’Idf su Telegram. Prima dell’attacco, si legge nel messaggio, “sono state prese misure per ridurre il rischio di danni ai civili, tra cui avvertimenti preventivi, uso di armi di precisione e ricognizioni aeree”.

Ore 10.15 – In Iran finora 787 morti – Il bilancio delle vittime in Iran degli attacchi lanciati da Stati Uniti e Israele è salito a 787. Lo riferiscono i media statali citando la Mezzaluna Rossa iraniana.

Ore 10.10 – Trump attacca Starmer per mancato supporto Uk: “Mai me lo sarei aspettato” – Donald Trump attacca duramente il primo ministro britannico Keir Starmer per essersi rifiutato di sostenere la guerra degli Usa e di Israele contro l’Iran. “Non è stato d’aiuto, mai avrei pensato di vedere una cosa del genere dal Regno Unito”, ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti in un’intervista al tabloid britannico The Sun. “È un tipo di rapporto molto diverso da quello che abbiamo avuto finora con il vostro Paese”, ha aggiunto Trump.

Ore 09.45 – Israele, ministro Katz: “In Libano per impedire lancio razzi da Hezbollah – Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz afferma di aver dato istruzioni all’esercito di assumere il controllo di altre posizioni in Libano. “Il primo ministro Benjamin Netanyahu e io abbiamo approvato l’avanzata e la conquista di ulteriori aree di controllo in Libano per impedire di sparare sugli insediamenti israeliani al confine”, scrive Katz sul social X. L’esercito israeliano, sottolinea il ministro, “continua a operare con la forza contro gli obiettivi di Hezbollah in Libano”. Il gruppo filo-iraniano, aggiunge, “sta pagando e pagherà un prezzo elevato per aver sparato contro Israele”.

Ore 09.30 – Idf: ucciso comandante Quds, tramite fra Hezbollah e Iran – La Marina israeliana ieri a Beirut ha eliminato Reza Khuzài, comandante della Forza Quds di Hezbollah, nonché capo di stato maggiore del Corpo d’armata libanese. Lo riferisce l’Idf. Khuzài era il responsabile delle relazioni tra Hezbollah e l’Iran.

Ore 09.00 – Colpita base elicotteri in Iran, 13 soldati morti – Gli attacchi aerei contro la base aerea di Kerman, nel sud-est dell’Iran, hanno causato la morte di almeno 13 soldati della Repubblica islamica. Lo riferisce l’agenzia di stampa semiufficiale Tasnim. La base aerea – a circa 800 chilometri a sud-est da Teheran – è nota per ospitare elicotteri militari.

Ore 08.45 – Francia schiera sistemi antimissile a Cipro – La Francia schiererà a Cipro sistemi antimissile e antidrone, nonchè una fregata, per potenziare le proprie capacità di difesa. Lo riporta l’agenzia stampa cipriota Cna.

Ore 08.30 – Libano, Israele entra: esercito libanese in ritirata – A fronte dell’avanzata dell’esercito israeliano all’interno del territorio del Libano, l’esercito libanese ha evacuato le sue posizioni nelle località di Aïta el-Chaab, Kouzah, Debl, Ramiyé, Aïn Ebel e Rmeich, nel caza di Bint Jbeil, e si è ritirato verso il suo centro ad Aaitit. Lo riporta L’Orient Le Jour.

Ore 08.00 – Esercito Israele: “Noi in Libano per difenderci da Hezbollah” – L’esercito di Israele afferma che i suoi soldati stanno “operando nel Libano meridionale”, in diversi punti vicino al confine oltre i cinque avamposti già occupati da Israele. L’Idf descrive l’operazione come una presa di “posizione di difesa avanzata rafforzata “per difendere i nostri civili e impedire a Hezbollah di attaccarli”.

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