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Acqua alta a Venezia: picco a 150 centimetri, piazza San Marco chiusa ai pedoni. Un nuovo rialzo previsto per martedì

Tutte le ultime notizie di oggi sull'emergenza marea

Di Enrico Mingori
Pubblicato il 17 Nov. 2019 alle 08:51 Aggiornato il 17 Nov. 2019 alle 20:02
Immagine di copertina
Credit: ANSA/ MATTEO GUIDELLI

Acqua alta a Venezia: le ultime notizie di oggi domenica 17 novembre

Continua l’emergenza acqua alta a Venezia. Alle ore 13,15 di oggi, domenica 17 novembre, la marea ha raggiunto un picco di 150 centimetri a Punta della Salute e ora sta lentamente scendendo. In mare, secondo quanto ha riferito il Centro Maree comunale, si sono raggiunti i 155 centimetri alle 12,35.

Intorno alle 12,00 piazza San Marco è stata chiusa al passaggio dei pedoni. “Il vento di scirocco, finora rimasto abbastanza al largo, è arrivato vicino alla costa, impedendo, finché non girerà, il deflusso delle acque”, hanno spiegato dal Centro maree del Comune.

Durante la scorsa notte lo scirocco ha soffiato meno forte rispetto alle previsioni e questo ha tenuto l’acqua su livelli più contenuti.

Quella di oggi viene definita dal Centro maree veneziano una “marea eccezionale”. Per la giornata di domani, lunedì 18 novembre, la marea resterà sostenuta ma su livelli inferiori: l’ultima previsione è di un massimo di 110 centimetri alle ore 13,20. Un nuovo rialzo della marea è poi atteso per martedì 19, con l’acqua alta a 110 centimetri (“marea molto sostenuta”).

Acqua alta a Venezia: danni per 1 miliardo, dichiarato lo stato di emergenza

L’acqua alta a Venezia ha provocato finora danni per circa un miliardo di euro. A fornire il dato è stato il sindaco, Luigi Brugnaro. Ma la stima è provvisoria e meramente indicativa: “Quando tutto si asciugherà, si potranno capire con precisione i danni arrecati dall’acqua alta alle abitazioni, alle imprese, ai negozi, al patrimonio culturale e artistico”, ha spiegato il primo cittadino. Gravi danni sono stati registrati anche nella basilica di San Marco.

L’emergenza in città è scattata giovedì 14 novembre: la marea ha toccato il livello massimo di 187 centimetri (mai così alta dal 1966). L’acqua alta ha riacceso le polemiche sul Mose, il sistema di dighe mobili la cui costruzione è iniziata nel 2003 e non è ancora stata completata.

Nella serata di venerdì 15 il Governo, su richiesta del Comune, ha dichiarato lo stato di emergenza e ha previsto un primo stanziamento di 20 milioni di euro per “gestire l’emergenza e far ripartire la funzionalità della città”.

Ieri, sabato 16 novembre, la ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, ha fatto visita a Venezia per effettuare un sopralluogo e per incontrare le forze di polizia e i vigili del fuoco. “In questo momento non c’è bisogno di polemiche, di fronte ad una situazione del genere devono sparire le differenze politiche e ci deve essere solo l’interesse per Venezia”, ha detto la titolare del Viminale.

“Venezia è una città ferita, ci sono state maree per un periodo troppo lungo perché non lascino danni. E dunque i 20 milioni che abbiamo stanziato in Cdm sono solo per i primi interventi di emergenza, poi ci saranno risorse ulteriori nel momento in cui verrà fatta la quantificazione dei danni, a partire dai beni artistici e culturali. Dobbiamo fare di tutto per salvaguardare Venezia con risorse e professionalità adeguate”, ha aggiunto.

Il sindaco Brugnaro: “Grazie agli italiani”

“Grazie agli italiani che ci stanno esprimendo un grande amore, un grande affetto. Questo ci fa bene al cuore. Venezia si rialzerà, come si è rialzata la Fenice”, ha detto oggi il sindaco Brugnaro. Ai cronisti che gli chiedevano se la città sia piegata da questi eventi continui, Brugnaro ha detto: “Rispondo con una frase non mia, ma della presidente del Senato Casellati: ‘I veneziani, i veneti, sono in ginocchio solo quando pregano”.

“Però è importante – ha concluso – che le promesse fatte dal Governo, dalle forze di opposizione e di maggioranza, vengano poi realizzate. Marcheremo a vista tutti quanti, nell’interesse dell’Italia”.

“Abbiamo fatto ripartire la città”

“Intanto abbiamo fatto ripartire la città”, ha detto ancora  Brugnaro, facendo il punto della situazione dopo l’ultimo picco di alta marea di oggi e in vista dell’avvio delle procedure come commissario governativo per il ristoro dei danni dalla mareggiata.

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“La prima emergenza – ha sottolineato il primo cittadino – intanto è quella di sostenere la popolazione che non può vivere nelle sue case e dovrà essere alloggiata da qualche parte. Adesso il commissario, viste le necessità, erogherà i contributi. Poi dobbiamo rimetterci in carreggiata. Nel frattempo va rivitalizzata la città: vanno risistemati i traghetti, i pontili, le briccole; quei soldi li abbiamo già spesi anche se non li avevamo. Domani presenteremo su internet le schede per i finanziamenti a privati e imprese”.

“Per i lavori più duraturi – ha concluso – ci sono delle previsioni di legge”.

Dentro il Rojava, guerra di Siria

“Grazie a Mattarella, è lui il regista”

Il sindaco ha anche espresso la sua gratitudine alle istituzioni. “Si sono comportate bene, primo fra tutti il Presidente della Repubblica che mi ha telefonato, si è messo a disposizione, ha attivato il Governo. E’ lui che fa la ‘regia’ di questo Paese, è una persona di una attenzione e di un ascolto che ha dell’incredibile, e si muove, in silenzio ma si muove”, ha detto Brugnaro.

“Questo, e lo dico agli italiani – ha proseguito il primo cittadino – è una grande fiducia per me e per le istituzioni. Immediatamente mi ha telefonato il ministro delle Infrastrutture De Micheli, chiedendo di cosa avessi bisogno. L’ho sentita vicino, è importante. E’ arrivato il primo ministro Conte, il ministro Lamorgese, Zaia è sempre stato qui, mi ha dato fiducia con tutta la struttura della Protezione civile. C’è stato un grande sentimento di unità. Poi è venuta l’opposizione, è venuto Salvini, è venuto Berlusconi, non sono cose da poco. Abbiamo remato tutti dalla stessa parte, è in gioco la credibilità del Paese. È questione di tutti non di Venezia”.

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