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Vaccino Covid in Italia entro la Befana: l’Ema anticipa la data di approvazione al 21 dicembre

Di Marta Vigneri
Pubblicato il 16 Dic. 2020 alle 08:16 Aggiornato il 16 Dic. 2020 alle 09:31
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Vaccino Covid in Italia entro la Befana

La campagna di vaccinazione sta per entrare nel vivo anche in Italia: ieri l’Ema ha fatto sapere di voler anticipare la riunione di verifica di quello sviluppato dall’americana Pfizer. Se andasse veramente così, in Italia dovremmo essere pronti a partire entro Capodanno, con le prime dosi simboliche – circa 2mila – che potrebbero arrivare già intorno al 26 dicembre.

Per dare al più presto concretezza a un momento che il Paese attende da 10 mesi. Ma è dall’Epifania in poi che la campagna dovrebbe iniziare a tutti gli effetti, con le circa 3,4 milioni di dosi che l’Italia attende dall’azienda statunitense e le prime vaccinazioni: del personale sanitario e degli operatori e ospiti delle Rsa in tutte le Regioni.

L’impegno di Bruxelles

Anche da Bruxelles assicurano che “il vaccino sarà il regalo di Natale per tutti i cittadini”. Il vicepresidente della Commissione Europea titolare della Dg che si occupa di Salute e Sicurezza, Margaritis Schinas, ha dichiarato in un’intervista a Repubblica che “se tutto andrà bene, non perderemo la prossima estate”.

“Se il 21 dicembre, come speriamo, ci sarà l’autorizzazione da parte dell’Ema, poi toccherà a noi, alla Commissione europea, dare il via libera formale, altrimenti i vaccini non potranno essere distribuiti: garantisco che lavoreremo a velocità supersonica”, ha assicurato, annunciando anche una campagna informativa per “superare la resistenza” dei cittadini riluttanti.

Vaccino Covid in Italia: il piano del governo

“Da metà gennaio si parte. Inizieremo tutti insieme in Europa”, ha detto ieri il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia. Intanto, oggi si terrà una riunione degli amministratori locali con il commissario straordinario Domenico Arcuri in cui si farà il punto della situazione sulla distribuzione del vaccino Covid in Italia e si discuteranno aspetti organizzativi, mentre la suddivisione dei vaccini destinati alle singole regioni è già stata ripensata su basi più omogenee.

Ma la road map per arrivare a somministrare il vaccino Covid ad almeno il 60 per cento della popolazione in Italia è impervia e impiegherà le autorità sanitarie per tutto il 2021 e anche oltre. Anche perché le altre due aziende protagoniste della corsa, Moderna e AstraZenca, hanno assicurato all’Italia una quantità minore di dosi di quelle prospettate all’inizio.

Vaccino Covid in Italia: mancano le dosi

Ieri a Moderna è arrivato il primo via libera della Fda americana, mentre quello dell’Ema è previsto per il 12 gennaio, ma l’azienda non darà molte dosi al nostro Paese: circa 10milioni nei primi nove mesi del 2021, ovvero 40 milioni in meno delle 202 milioni attese. AstraZeneca invece è ancora allo stadio finale di sperimentazione. Secondo quanto dichiarato dal presidente di Irbm a Repubblica “l’Ema dovrebbe dare l’Ok entro metà gennaio”, con i primi vaccini che arriveranno in Italia a metà mese.

Ma anche in questo caso esiste il timore che siano insufficienti e che di fatto arrivino solo intorno a fine giugno. Il nostro Paese ha opzionato 40 milioni di dosi prodotte dall’azienda anglo svedese. Il rischio è che l’Italia si ritrovi con circa metà delle scorte che ha messo in conto nel piano di distribuzione.

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