Termoscanner e test sierologici: come cambierà la nostra vita dal 4 maggio

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 15 Apr. 2020 alle 09:29
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Credit: Ansa foto

Coronavirus: ci si comincia a preparare per la “fase 2”. Per questo motivo, nuove regole sono allo studio per prepararsi al 4 maggio quando — se la curva epidemica non avrà nuove risalite — comincerà il tempo delle riaperture. Il viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri ha dato un primo avvertimento: “Negozi, uffici, aziende devono prevedere regole di protezione e soprattutto devono poter contare su medici che siano in grado di guidarli qualora ce ne fosse bisogno. Per questo bisogna attrezzare le Asl con specialisti al servizio dei lavoratori”.

Infatti è stato stipulato un nuovo accordo, in vigore già dal 10 aprile scorso, che concede alle Asl la possibilità di avere i numeri telefonici di tutte le persone che sono entrate in contatto con soggetti positivi al Coronavirus. Dovranno essere le questure a consegnare i dati, collaborando nell’identificazione di chi potrebbe essere stato contagiato.

Il provvedimento serve a tracciare le persone a rischio. Quando i divieti di spostamento saranno allentati sarà fondamentale tenere sotto controllo lo stato di salute dei cittadini, in particolare dei lavoratori che hanno a che fare con il pubblico. Ma non solo, sarà d’obbligo anche la misurazione della febbre prima di entrare in servizio.

L’utilizzo dei termoscanner sarà sempre più diffuso: “Dovrà essere sistemato all’ingresso di tutti i luoghi dove ci sono persone che lavorano, esattamente come i guanti, le mascherine e gli erogatori per il disinfettante”, spiega Sileri. E aggiunge: “Si tratta di un accorgimento indispensabile, la temperatura alta è uno dei sintomi caratteristici di questa malattia e dunque bisogna prevederlo ovunque. Così come bisogna imporre l’uso dei dispositivi di protezione personale e privilegiare le consegne a domicilio”.

Di enorme importanza saranno anche i test sierologici: se ne sarà confermata l’attendibilità, potrebbero contribuire ad individuare chi ha già avuto il Coronavirus senza sintomi o con sintomi talmente lievi da averlo confuso con un raffreddore. “Ci aiuterebbe moltissimo a fare lo screening della popolazione — chiarisce Sileri — dunque è importante capire al più presto se possiamo utilizzarlo”.

La “fase 2” significherà anche abdicare parzialmente alla nostra privacy. Grazie a un’ordinanza firmata dal capo della protezione civile Angelo Borrelli si dispone che — in caso di necessità di rintracciare chi è entrato in contatto con una persona “positiva” — le questure o i commissariati possano mettere a disposizione le loro utenze fisse e mobili.

Questo sarà necessario per evitare la nascita di nuovi focolai. Oltre alle ricostruzioni fornite dalle persone positive, sarà infatti necessario ricostruirne tutti gli spostamenti e impedire così che persone potenzialmente contagiate continuino ad andare in giro. Si tratta di uno strumento di prevenzione che anticipa quanto potrebbe accadere con la registrazione alla app. In quel caso il meccanismo sarà molto più sofisticato perché consentirà una vera e propria mappatura.

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