Silvia Romano, troppo odio e insulti: la Procura di Milano apre un’inchiesta per minacce aggravate e la Prefettura valuta la scorta

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 12 Mag. 2020 alle 08:56 Aggiornato il 12 Mag. 2020 alle 19:08
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Silvia Romano Credits: ANSA

Silvia Romano scorta, la prefettura valuta la protezione

Silvia Romano, la giovane cooperante rapita in Kenya il 20 novembre del 2018 e liberata in Somalia due giorni fa, è rientrata a Milano ma a preoccupare è il clima di odio che si è creato attorno a lei. La Procura di Milano indaga per minacce aggravate in relazione agli insulti e alle minacce ricevuti. Il fascicolo è a carico di ignoti ed è coordinato dal pm Alberto Nobili. “Serena nonostante le minacce”, ha detto Romno nel colloquio di circa un’ora e mezza avuto con il pm. E intanto la Prefettura valuta che la cooperante italiana, dopo essere scampata ai terroristi jihadisti che la tenevano in ostaggio, venga messa sotto scorta, anzi sotto tutela, a Milano per essere protetta da attacchi fisici e psicologici. E’ quanto si apprende da fonti delle forze dell’ordine.

Ancora da decidere il tipo di tutela, fissa o mobile, a cui verrà sottoposta la giovane che nelle ultime ore è stata oggetto sui social di critiche e anche insulti, più o meno pesanti, per la scelta di convertirsi all’Islam. La 24enne dovrà nel frattempo stare 14 giorni in isolamento domiciliare, secondo le disposizioni per il contenimento del Coronavirus.

L’ultima minaccia è di poche ore fa, quando vicino all’abitazione di Silvia Romano, è stato trovato un volantino contro di lei affisso sul lato posteriore dell’edicola del quartiere Casoretto che diceva: “Tanti di noi, stufi di dover pagare i riscatti, specie di questi tempi. Salvare una vita, meritevole, per metterne a rischio molte altre? Stanchi di subire le ingerenze politiche delle Ong. Buonismo, perbenismo e politicamente corretto non equivalgono a solidarietà”. Interpellato da alcuni cronisti, l’edicolante ha spiegato di non aver scritto lui quel messaggio e ha provveduto a rimuoverlo.

La giovane ieri, lunedì 12 maggio, è scesa dall’auto davanti la sua casa in via Casoretto indossando gli stessi abiti islamici dell’arrivo a Ciampino e al suo ingresso in casa è stata accompagnata da un lungo applauso da parte degli abitanti del quartiere. “Rispettate questo momento”, ha dichiarato la 24enne. Una volta entrata nella sua abitazione, Silvia si è affacciata alla finestra, salutando la folla. La giovane cooperante milanese ha mostrato il pollice alzato e si è messa la mano destra sul cuore ringraziando tutti, mentre in strada veniva scandito il suo nome tra gli applausi. Dopo pochi secondi, la ragazza è rientrata nel suo appartamento e la finestra è stata poi chiusa anche con la tapparella. Di certo Silvia non si aspettava tanto odio al rientro nel suo Paese.

Secondo quanto riporta Repubblica, il medico della famiglia Romano avrebbe visitato Silvia durante la giornata di oggi. “Sta bene, come l’avete vista quando è arrivata, anche psicologicamente”, ha dichiarato il dottor Matteo Danza uscendo dalla sua abitazione in via Casoretto. “Un controllo va sempre fatto dopo tanti mesi che si manca dall’Italia, è doveroso”, ha aggiunto il medico lasciando il palazzo dove la giovane abita con la madre.

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