“Mi sono convertita all’Islam, mia libera scelta senza costrizioni”: Silvia Romano parla della conversione

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 10 Mag. 2020 alle 15:05 Aggiornato il 10 Mag. 2020 alle 16:45
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Credit: Ansa foto

“Grazie. Sto bene, per fortuna, sto bene fisicamente e mentalmente. Ora voglio solo stare tanto tempo con la mia famiglia e sono felicissima, dopo tanto è bello essere tornati”, queste le prime parole di Silvia Romano al premier Conte, appena giunta all’aeroporto di Ciampino. La 24enne volontaria per Africa Milele Onlus è tornata in Italia e sta bene. Ad accogliere la giovane rapita in Kenya nel 2018 ci sono. il ministro degli Esteri, Luigi di Maio e il premier Giuseppe Conte.

Silvia Romano si è convertita all’Islam. Secondo fonti dell’intelligence la conversione sarebbe avvenuta “forse per condizione psicologica durante il rapimento”. Secondo quanto riportano Repubblica e Open, Silvia avrebbe replicato: “È vero, mi sono convertita all’Islam. Ma è stata una mia libera scelta, non c’è stata nessuna costrizione da parte dei rapitori che mi hanno trattato sempre con umanità. Non è vero invece che sono stata costretta a sposarmi, non ho avuto costrizioni fisiche né violenze”.

Oggi, dopo un anno e mezzo, Silvia ha potuto fare ritorno in Italia. “Sono stata forte e ho resistito. Sto bene e non vedo l’ora di ritornare in Italia”, ha detto la ragazza, liberata ieri al termine di un’operazione di intelligence scattata la scorsa notte. In un’intervista al Corriere della Sera il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, sottolinea che il merito della liberazione di Silvia Romano è “dei nostri servizi di intelligence, in particolare della nostra Agenzia esterna, del lavoro investigativo dell’autorità giudiziaria, della costante attenzione del ministro Di Maio e della Farnesina e del ministro Guerini e della Difesa. La protezione della vita dei nostri connazionali è una priorità per il governo”.

Silvia Romano, da quanto si apprende da fonti di intelligence, era nelle mani di Al Shabab ed è stata liberata a 30 chilometri da Mogadiscio al termine di un’operazione avvenuta in condizioni estreme perché la zona è stata colpita negli ultimi giorni dalle alluvioni. Domani, domenica 10 maggio alle 14, Silvia atterrerà a Ciampino.

“Sta bene ed è in forma, provata ovviamente dallo stato di prigionia ma sta bene”, ha spiegato il presidente del Copasir Raffaele Volpi, che ha definito la liberazione della giovane “una bella notizia attesa da tempo”. “I complimenti – ha aggiunto Volpi – vanno al generale Carta, agli uomini e alle donne dell’Aise che con il loro incessante lavoro, mai alla luce della ribalta, hanno permesso questo importantissimo risultato. Grazie ragazzi e bentornata a casa Silvia”.

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