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“Ci hanno criminalizzato e ora ci tolgono anche l’abbonamento gratuito per gli studenti”: lo sfogo di uno studente campano

TPI ha raccolto lo sfogo di uno studente campano che dopo mesi di pandemia si sente incriminato e colpevolizzato dai istituzioni e politica in quanto "diffusore del virus"

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 24 Nov. 2020 alle 17:27
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“Non solo siamo abbandonati, ma siamo addirittura attaccati, è una cosa paradossale”. Pasquale Valentino ha 25 anni, è laureato in Lettere e si sta specializzando in Discipline dello Spettacolo all’università Federico II di Napoli. Noi di TPI abbiamo raccolto il suo sfogo di studente che dopo mesi di pandemia si sente incriminato e colpevolizzato in quanto “diffusore del virus” da istituzioni e politica.

Pasquale, dici di sentirti abbandonato.
Ci sono delle misure di assistenzialismo per alcune categorie, ma per gli studenti cosa si sta facendo? Da marzo non vado più all’università, seguiamo le lezioni online, sulla piattaforma Teams. Io vivo in un piccolo paese in provincia di Caserta, la connessione internet è scarsa, faccio fatica a restare connesso. Qui la banda larga non esiste. Non è semplice.

Che lezioni segui?
Seguire tre corsi in un giorno: per quanto riguarda l’attenzione è molto faticoso e i mezzi tecnologici sono pochi. La mia classe è composta da 15 studenti, in teoria avremmo potuto seguire in presenza. Però capisco che non è possibile.

Ti senti abbandonato da chi?
La Regione Campania aveva previsto il trasporto pubblico gratuito per andare all’università. Da tre anni potevamo usufruirne, era un bel segnale. Il trasporto pubblico interno era gratis per finalità didattica. Ora l’hanno sospeso poiché non si tengono più le lezioni. Ma di fatto non è così, perché nell’università si fanno altre cose: c’è il tirocinio, si ritirano libri in biblioteca, di fatto è permesso andarci. In realtà non si è fermato tutto.

Cosa ti fa più male?
Per me è gravissimo come De Luca ci abbiamo colpevolizzato. Ricordiamo la famosa battuta del lanciafiamme sugli studenti che si laureavano. Poteva parlare di matrimoni, di comunioni, invece ha scelto le feste di laurea: è stata un’aggressione alla gioventù. I giovani sono stati descritti come quelli degli assembramenti, della movida, quelli che non riescono a rinunciare all’aperitivo serale. A me dà fastidio, io che seguo le regole non mi sento un criminale.

C’è stata una colpevolizzazione eccessiva secondo te?
La comunicazione di De Luca si è concentrata solo su questo. Mentre il virus ha circolato non certo solo per questo. Quella discoteche estive l’ho vista un po’ come una trappola. Le hanno aperte, ci andiamo, sei mesi dopo voi siete andati in discoteca e siamo gli untori.

Ci viene permessa una cosa e poi veniamo colpevolizzati. Certo, andare a ballare il 15 agosto senza mascherina non credo sia una cosa giusta da fare e chi ha buon senso non lo ha fatto. Ma non era contro la legge. È semplicistico da parte delle istituzioni colpevolizzare chi ha fatto ciò che era lecito fare. De Luca è in una continua campagna elettorale con aggressioni verbali a tutti e una comicità aggressiva nei confronti di tutti. Sono rimasto colpito in negativo da come è cambiata la gestione della comunicazione. Minaccia di usare i Carabinieri con il lanciafiamme contro i cittadini, è vero, era una battuta ironica, ma c’è poco da scherzare a livello di messaggio nella comunicazione.

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