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Stretta sul Natale: governo verso limiti a spostamenti, no a vacanze sugli sci e veglioni

Immagine di copertina
La vetrina di un negozio del centro allestita con temi natalizi, Milano, 12 novembre 2020, Ansa / Paolo Salmoirago

Nessun veglione né vacanze sulla neve: per evitare una terza ondata a gennaio, il governo si appresta a varare regole stringenti per il periodo natalizio e pre-natalizio, attraverso il nuovo Dpcm previsto dopo il 3 dicembre. L’esecutivo punta ad un Natale in famiglia (senza cenoni né feste) e non è esclusa la possibilità di una nuova stretta, se sarà necessario, a ridosso del 25 dicembre. Ecco quali sono i punti fondamentali.

Spostamenti tra regioni

Al momento gli spostamenti possono avvenire solo tra regioni in fascia gialla, mentre si può andare nelle regioni in zona arancione o rossa solo per motivi di lavoro, salute e urgenza, giustificati con il modulo di autocertificazione. Ma si stanno valutando deroghe per consentire ai congiunti che vivono in luoghi diversi di poter trascorrere le festività insieme. Possibile tuttavia la limitazione degli spostamenti che non siano giustificati da motivi di ricongiungimento familiare, in modo da impedire i viaggi.

“Sarà un Natale diverso, molto più sobrio, dovremo ridurre i contatti, evitare gli spostamenti non essenziali”, ha dichiarato ieri sera il ministro della Salute Roberto Speranza, ospite a Che tempo che fa su Rai3. Con i criteri vigenti, “gli spostamenti possono avvenire solo tra regioni che sono in fascia gialla“, ha chiarito Speranza. “Dovremo valutare i dati dei prossimi giorni e prendere decisioni ponderate”, ha aggiunto.

Dal 27 novembre Piemonte e Lombardia potrebbero uscire dalla zona rossa e altre regioni potrebbero passare dalla zona arancione a quella gialla. Inoltre, è stato istituito il comitato tecnico che dovrà valutare l’eventualità di modificare i criteri di assegnazione delle zone a rischio. La volontà dei presidenti di regione di arrivare ad un allentamento delle norme in vigore si misurerà con i dati e con il monito del Comitato tecnico scientifico di evitare un “liberi tutti”.

Veglioni e vacanze

Come hanno già sottolineato diversi esponenti del governo, sarà un Natale con festeggiamenti ristretti, limitati ai parenti di I grado. Saranno limitate le occasioni di “socialità allargata” come lunghe tavolate e tombolate, festeggiamenti e veglioni. Inoltre, secondo quanto riporta il Corriere della Sera, nonostante il piano della Conferenza delle Regioni che aveva messo a punto un piano che prevedeva, con le dovute limitazioni, la ripartenza degli impianti di risalita, il governo sta lavorando a un’iniziativa europea per prevenire le vacanze sulla neve.

Negozi

L’obiettivo del governo è favorire i consumi, ma nel rispetto dei protocolli. Per quanto riguarda il commercio, le riaperture avverranno per gradi, con il mantenimento delle limitazioni fino a metà dicembre, quando sarà allentata la presa. L’ipotesi è di consentire l’apertura fino alle 22 (spostando il coprifuoco alle 23) per favorire una maggiore distribuzione della clientela ed evitare assembramenti e code fuori ai negozi.

Si sta valutando anche la riapertura dei centri commerciali nel fine settimana e nei giorni festivi. Tuttavia, il Cts chiede che alle aperture si accompagni l’aumento dei controlli, ed eventualmente delle sanzioni, per evitare che queste si trasformino in un aumento dei contagi.

Bar e ristoranti

Salvo ripensamenti, bar e ristoranti dovrebbero restare chiusi dopo le 18 anche a dicembre, proprio per evitare festeggiamenti e veglioni. Sarà valutata invece la richiesta di apertura a pranzo nelle zone arancioni, che al momento resta solo un’ipotesi. Resta in ogni caso in vigore la regola sul massimo di 4 convitati a tavola. Sempre consentita la vendita per cibo e bevande da asporto e la consegna a domicilio.

Coprifuoco

Il coprifuoco non sarà cancellato, ma potrebbe essere spostato alle 23 nel periodo pre-natalizio e a dopo la mezzanotte per il 24 dicembre, per consentire di festeggiare tra pochi familiari e di andare in chiesa per la messa di Natale. Ancora incerta la decisione sull’ora del divieto di uscire dalla propria abitazione la sera del 31 dicembre, fermo restando che feste e banchetti per celebrare il nuovo anno saranno vietati.

Scuole

Sul fronte della scuola, nonostante il pressing della ministra Lucia Azzolina , il rientro in classe degli studenti delle scuole superiori dovrebbe avvenire dopo il 7 gennaio. Si pensa di far tornare gli studenti in classe subito dopo le festività natalizie, ma molti temono che questo possa causare una risalita della curva epidemiologica. In ballo c’è anche la possibilità di interrompere la didattica a distanza per gli studenti della prima e seconda media che vivono nelle zone rosse.

Leggi anche: 1. Il piano del Governo per il Natale: Italia zona gialla, ma riaperture e spostamenti limitati /2. “In Puglia rischiamo una nuova Bergamo, dovremo scegliere chi intubare”: parla il presidente dei rianimatori

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