Parla a TPI il ragazzo tunisino a cui Salvini ha citofonato: “Ho denunciato, non so perché dicono che spaccio”

Di Marta Vigneri
Pubblicato il 22 Gen. 2020 alle 19:32 Aggiornato il 23 Gen. 2020 alle 15:58
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Di Marta Vigneri, inviata di TPI a Bologna – “Oggi è stata una giornata pesante, non so perché quella donna dice che spaccio, non ho nessun precedente. Foto? Sono proprio curioso di vederle”. Lo dice il ragazzo 17enne di Bologna a cui ieri, martedì 21 gennaio, il leader della Lega Matteo Salvini ha citofonato indicandolo come spacciatore di droga.

“Sono andato a denunciare”, racconta il giovane, che incontriamo alla soglia del portone di casa, nel quartiere Pilastro. “Ieri non ero in casa”, quello che è successo “me lo hanno raccontato dopo l’allenamento di calcio”, dice.

Il giovane è stato indicato a Salvini da una donna del quartiere, Anna Rita Biagini, a cui erano state chieste indicazioni dai dirigenti locali della Lega. “È scema, che devo dire? La vedo ogni tanto quando porta giù il cane con il marito”, osserva il giovane. “Non so perché se l’è presa con me. Abbiamo sempre discusso con lei fin da quando giocavamo a calcetto qua nel portico”.

La signora sostiene di avere foto che mostrano l’attività di spaccio nel quartiere, in cui anche lui sarebbe coinvolto. “Voglio proprio vedere che foto fa uscire”, commenta il giovane.

Il ragazzo dice di non aver alcun precedente giudiziario. Il problema della droga? “Sì, nel quartiere c’è questo problema”, ammette.

Mentre stiamo parlando con lui intervengono in sua difesa alcuni vicini di casa. “Lo conosciamo da quando è piccolo”, dicono. “Sono una bravissima famiglia”.

“Magari c’è qualche ragazzo, non è il suo caso, che si fuma una canna in compagnia ma non è che spacciano”, rimarca un altro.

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